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Riccio: film su Foibe sia proiettato in scuole e spazi pubblici

Il consigliere comunale: quando si parla di cultura e della possibilità che le nuove forme di espressione danno, lo si dovrebbe fare a 360 gradi

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Raccontare è un dovere, apprendere è un obbligo, sapere rende liberi ricorda il consigliere Eugenio Riccio. “Quando si parla di cultura e della possibilità che le nuove forme di espressione danno, lo si dovrebbe fare a 360 gradi. diventano pericolose quelle interpretazioni a senso unico dei fatti e della storia. Valeva qualche settimana fa per il dibattito apertosi sulla proiezione del film che racconta gli ultimi giorni di vita del giovane Cucchi, vale oggi che esce nelle sale (poche a dire il vero) Red Land (Rosso Istria Italiano) il film che racconta dei giorni dell’armistizio del 1943 e del successivo eccidio passato alla storia come Foibe. Riassunta oggi nel termine generico di “Foibe”, ha inizio la pulizia etnica contro gli italiani, culminata con decine di migliaia di “desaparecidos” e l’esodo biblico di 350mila disperati… Figura simbolo di tutto ciò è Norma Cossetto, 23 anni, di Visinada (Pola), studentessa all’università di Padova: catturata per essere “interrogata”, viene stuprata per una notte intera da diciassette partigiani, seviziata, mutilata, infine gettata nella foiba di Surani… Accadeva 75 anni fa, quanti ce ne sono voluti per avere il diritto di portare alla luce nel cinema un capitolo di storia troppo scomodo: a rompere oggi il silenzio èRed Land (Rosso Istria in italiano), il primo film che osi raccontare ciò che accadde in Istria, addentrandosi nella complessità di una storia quasi sconosciuta e mantenendo un perfetto equilibrio di imparzialità. Il regista italoargentino Maximiliano Hernando Bruno, da quanto leggiamo nelle cronache specializzate, non cerca sensazionalismi, anzi li rifugge, e alla storia della Cossetto, già atroce nei fatti senza bisogno di calcare la mano, non dà più rilevanza rispetto agli altri personaggi, ognuno rappresentativo di un aspetto di quei giorni convulsi. Bruno non tralascia niente, via via “fotografa” ogni cosa: la secolare convivenza pacifica tra italiani e croati fino a prima della guerra, l’insofferenza della popolazione slava per l’italianizzazione forzata da parte del fascismo (vietata anche la Messa in croato), lo spaesamento dei giovani militari dopo l’8 settembre (rimanere fedeli all’Italia, sì, ma chi è l’Italia adesso? obbedire al re? al duce?) per cui alcuni disertano e non per questo sono vigliacchi, altri restano fedeli al duce e non per questo sono belve, altri ancora nella speranza di abbattere il fascismo si uniscono ai partigiani di Tito e non per questo sono brave persone. Insomma, spezza i cliché Red Land,senza incorrere nelle caricature macchiettistiche di troppi film cosiddetti storici. Ecco perchè, considerato che la distribuzione del film non risulta essere capillare, chiediamo con forza che nelle scuole ed in ogni spazio culturale di questa città, anche quelli Comunali dati in gestione alle associazioni di giovani e non, la pellicola venga proiettata, che si apra un dibattito serio e non di parte ma semplicemente costruttivo. Dal centro città a Lido, passando per le scuole delle immediate periferie e per quelle che negli anni si sono rese protagoniste del dibattito culturale in città, in ogni spazio pubblico e privato i cittadini che lo vogliano devono avere la possibilità di conoscere e sapere. Questo significa democrazia, lo stesso concetto per cui in tanti sono morti, questo significa fare cultura, questo significa onorare la storia. Mi auguro che gli assessori alla cultura ed alla Pubblica Istruzione del Comune di Catanzaro e Sergio Abramo, nella doppia veste di sindaco e presidente della Provincia, non si lascino sfuggire l’opportunità di farsi promotori di questa iniziativa, mettendo a disposizione spazi pubblici anche già dati in gestione”.

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