Politeama, tutto pronto per il colossal “La Divina Commedia”

Appuntamento al teatro dal 14 al 17 febbraio

Rendere uno dei testi più odiati o malvisti sui banchi di scuola nella sua straordinaria bellezza, seguendo l’immaginario dantesco nella sua fantastica accezione, stupendo il pubblico, soprattutto i più giovani. E’ l’obiettivo de “La Divina Commedia”, l’opera musical che andrà in scena nel fine settimana al Teatro Politeama, appuntamento fuori cartellone, proposto nella rassegna “Fatti di musica” di Ruggero Pegna.

Quella che arriva a Catanzaro, illustrata questa mattina dai protagonisti dell’evento, è la nuova versione dell’opera – che ha debuttato nel 2007 -, prodotta un paio di anni fa dalla Mic, con la regia di Andrea Ortis. Le musiche portano la firma di monsignor Marco Frisina, mentre la voce narrante del Dante “anziano” è di Giancarlo Giannini, e hai detto niente: l’operazione “Divina commedia” ha da sempre puntato in alto, ed è riuscita a dare un corposo assaggio concentrato in poco più di due ore della magnificenza dell’Alighieri che tutto il mondo ci invidia. Sì, perché come loro stessi hanno raccontato, l’opera è richiestissima all’estero – dove si sposterà nei prossimi mesi, in attesa della nuova programmazione nel nostro Paese, visti anche i 700 anni dalla morte di Dante che si celebreranno nel 2021 -, amata da un pubblico trasversale, che dovrebbe sempre più essere motivo di orgoglio per noi italiani.

Ecco, il compito della versione su palcoscenico – già molto ambiziosa di per sé -, è quella di stimolare il pubblico a riappropriarsi della tradizione, guardando Dante e il suo capolavoro sotto una luce diversa, cogliendone lo spirito e la sua unicità artistica. «La reminiscenza scolastica – ha affermato Ortis che sul palco è Virgilio – si àncora a una parola che riteniamo, volgarmente, pesante. Può essere pesante la bellezza? No. Bisogna solo trovare quei linguaggi che la facciano arrivare in modo diverso, più appetibile, emozionabile».

Quindi come riuscire a proporre un testo modernissimo, per quanto patrimonio letterario, cantato anche sul palco in endecasillabi, in maniera comprensibile a chiunque? Ecco allora le scene di Lara Carissimi, pure produttrice esecutiva, presente anche lei all’incontro di questa mattina, che si integrano con le proiezioni in 3D, a testimonianza di come il linguaggio cinematografico e quello teatrale possano viaggiare insieme. Ed ancora, ecco le musiche che sono pop, ma non solo: «C’è anche la danza classica – ha spiegato Ortis -. Il cantato è pop, articolato su tecniche più moderne, ma anche liriche, sopranili, ci sono i canti gregoriani. Non c’è un unico stile, possiamo dire che si tratta di un’opera ibrida».

Un altro punto di forza dell’opera dantesca in sé, prima ancora che del musical, è nei testi, rivisti qui da Ortis insieme a Gianmario Pagano, sempre molto contemporanei: «Dante scrisse la Commedia in un periodo molto difficile della sua vita – ha commentato Antonello Angiolillo, che in scena interpreta proprio il Sommo Poeta, accompagnato all’incontro dall’inseparabile cagnetta Noel -. Non lo sapeva, ma con la sua opera fece analisi, in qualche modo. Lui voleva raccontare l’uomo che deve toccare il fondo per rinascere. E quanti ce ne saranno in platea come lui? Oppure quante saranno le Francesca, le Pia de’ Tolomei, presenti in teatro? Lo stesso delitto d’onore non è così “passato”, se consideriamo che è stato abolito nel 1981». «Anche per noi – ha aggiunto – lo spettacolo è ogni volta una scoperta nuova, con le varie reazioni da parte del pubblico che ci confermano la validità di questo punto di vista diverso e non più distante dell’opera, scesa dal piedistallo».

Musical e matinèe

Se del musical a Catanzaro ci saranno tre recite per il pubblico “consueto” – venerdì e sabato sera, insieme alla pomeridiana di domenica -, per sabato e lunedì prossimi sono invece previste delle matinée, già sold out, per le scolaresche: «Nelle due giornate arriveranno complessivamente a Catanzaro qualcosa come 1600 studenti da tutta la regione, che andranno a sommarsi ai circa 200 della città», ha affermato Pegna.

La relativa scarsità di presenze da parte delle scuole catanzaresi la dice lunga sulla necessità di avvicinare il pubblico, sempre più giovane, al Teatro, e delle operazioni già in atto in questo senso da parte della Fondazione ci sono. Le ha ricordate il sovrintendente del Politeama, Gianvito Casadonte – su tutte il Coro di Voci bianche -, insieme al direttore generale Aldo Costa, che pure ha sottolineato la fervente attività formativa in quel di via Delle Clarisse, «Una delle poche realtà teatrali con i conti in regola, almeno al Meridione».