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Il museo del rock celebrato dal prestigioso magazine “Buscadero”

Piergiorgio Caruso l'ultimo "Buscadero"

Che c’entra Steve McQueen con Piergiorgio Caruso, il fondatore del museo del rock di Catanzaro? Nulla, ovviamente. Se non che l’attore americano è l’ultimo “buscadero” nel film omonimo di Sam Peckinpah, titolo che ha ispirato nel 1980 il nome della più longeva rivista rock italiana, “Buscadero” appunto.
Sulle pagine dell’ultimo numero del prestigioso magazine musicale viene celebrata con grande enfasi (“un unicum Italia e in Europa”) proprio la creatura prediletta di Caruso, questo piccolo e prezioso scrigno che racchiude tutta la cultura musicale che ha cambiato il mondo. Una vera e propria consacrazione per questo esperimento culturale che non ha eguali nel nostro Paese, visto che anche Red Ronnie non è riuscito a dare continuità al suo progetto Rock’n Music Planet.

Scrigno prezioso, è stato detto, in cui sono custoditi autentici gioielli che farebbero la gioia dei maggiori collezionisti americani, come il 45 giri di “Born To Be Wild”, colonna sonora di “Easy Rider” o il manifesto originale dell’ultimo concerto prima dello scioglimento dei Beatles a San Francisco. Per non parlare di quello di Woostock o del concerto del Pink Floyd a Pompei. L’elenco sarebbe lungo, interminabile. Così come lungo e interminabile l’elenco degli eventi, piccoli e grandi, che Piergiorgio è riuscito ad inventare ed ospitare in quelle magiche sale colorate.
Come dimenticare, ad esempio, le visite emozionanti al museo di Oliver Stone e Richard Dreyfus, letteralmente stupiti di trovare qui da noi, alla periferia del mondo, un luogo così straordinario?
Difficile scindere il museo dal suo fondatore, dalla sua storia personale, da quella passione che lo accompagna da una vita. Piergiorgio è il museo del rock. Che ci manca, come ci mancano tutte le cose belle della vita che ci sono pregiudicate da questa allucinante emergenza.

In attesa che le luci colorate delle sale di via Turco si riaccendano, godiamoci questo riconoscimento che ripaga soprattutto il fondatore e, in piccola parte, tutti coloro che hanno creduto e credono nella forza di questo progetto.
Piergiorgio non c’entra nulla con Steve McQueen. Ma, a pensarci bene, qualcosa lo accomuna al personaggio del mitico film “L’ultimo buscadero”. E’ un romantico, un sognatore ad occhi aperti, un po’ ingenuo che ancora trova il coraggio di indignarsi, un poeta che guarda con malinconia il passato.
Nel film c’è un dialogo bellissimo tra padre e figlio, entrambi campioni di rodeo. Dice il padre Ace Bonner: “Se questo mondo è tutto per i vincitori, che cosa resta ai perdenti?”. Risponde il figlio Junior Bonner/McQueen: “Qualcuno deve pur tenere fermi i cavalli”. Il mio augurio è che Piergiorgio tenga ferme per tanto tempo ancora le redini del museo del rock.

Sergio Dragone

copertina buscadero