Il sogno della catanzarese Rita, ballerina a New York: sacrifici, rinunce e tanta passione

“Il Covid? Ha cambiato le nostre vite, con i teatri chiusi lezioni e audizioni sono on-line”

E’ partita da Catanzaro per inseguire il suo sogno a New York, la città delle opportunità, e lo ha fatto portando in valigia la sua grande passione per la danza. Rita Rotundo, ballerina professionista, in quest’intervista racconta il suo lungo percorso di crescita professionale nato un po’ per caso. Parla dei sacrifici e degli ostacoli incontrati sul suo cammino in tutti questi anni, dai concorsi, all’intervento a cuore aperto e alla lontananza dai suoi affetti. Ed infine racconta come l’emergenza Covid ha cambiato le vite degli abitanti della Grande Mela: con i teatri chiusi anche per i ballerini è tutto più complicato e tra un’audizione e una lezione on-line Rita confessa di voler rientrare in Italia appena sarà possibile, per riabbracciare i suoi cari e poi ritornare più carica di prima alla sua frenetica vita newyorchese.

 

Rita, la danza ha sempre fatto parte della tua vita, ci racconti com’è nata questa  passione che oggi è la tua professione?

La passione per la danza è nata senza nemmeno accorgermene, mia madre mi ha iscritto a scuola di danza quando avevo 3 anni solo per impegnarmi qualche pomeriggio, non mi sarei mai aspettata che sarebbe diventata la mia professione. Ho iniziato a muovere i primi passi nella scuola Artedanza di Catanzaro e crescendo ho partecipato a molti concorsi, spettacoli di successo a livello regionale e nazionale e credo che sia stato proprio facendo queste esperienze che ho capito che avrei voluto ballare tutta la vita.

E perchè ad un certo punto hai deciso di trasferirti nella Grande Mela?
New York è sempre stato un sogno nel cassetto, amo la vita frenetica di questa cittá e sapevo anche che qui le opportunità mi si sarebbero quadruplicate. Qui sono nate molte delle tecniche più importanti della danza moderna come Graham, Horton, Limòn ed io avevo l’esigenza di ampliare il mio bagaglio artistico. La mia prima esperienza a New York è stata all’età di 16 anni, grazie ad una borsa di studio vinta per frequentare uno stage di danza estivo dove è arrivata poi la conferma: avrei fatto di New York la mia città.

Realizzare il tuo sogno nel cassetto ha richiesto molti sacrifici ma tu hai sempre lottato, senza mai perderti d’animo…

Sono andata via di casa a 17 anni per trasferirmi a Roma e studiare nella rinomata scuola di danza ‘Dance, arts faculty’ di Mauro Astolfi e sempre a Roma ho completato i miei studi scolastici. Ho superato tanti ostacoli e ho dovuto staccare dalla danza per un breve periodo di tempo, a causa di un problema cardiologico per il quale ho subito un’operazione a cuore aperto. Nell’estate del 2016 ho vinto una borsa di studio di due anni per frequentare l’ Alvin Ailey School, e poi un terzo anno alla Martha Graham School dove ho ricevuto anche il certificato per insegnare la tecnica Graham. Questo è il mio quarto anno nella Grande Mela.

Il 2020 è certamente un anno che ricorderemo tutti per i cambiamenti repentini che ha portato nelle nostre vite: come trascorrevi le giornate newyorchesi prima dell’emergenza Covid?
Prima le mie giornate erano molto frenetiche: la sveglia era al mattino presto per andare a fare lezione e allenamento. Seguivano alcune ore di prove per gli spettacoli. Stavo lavorando a 2 musical:‘Sempreverde: evergreen’, diretto dalla cantate torinese Simona Rodano, e ‘Iceberg: exploration’, diretto dalla coreografa cinese An Nuo, e poi ero impegnata in un’opera teatrale come produttrice, a fianco del compositore Kevin Davis. La sera riuscivo a ritagliare un pò di tempo per il mio fidanzato o gli amici. Insomma, ero fuori casa tra le 12 e le 15 ore, sfrecciando tra le strade di Manhattan.
Ed ora invece?

E’  cambiato tutto. I teatri sono chiusi e le prove si svolgono tramite una video-chiamata nel piccolo salotto di casa. Tutto si è trasferito sul pc: lezioni, audizioni, prove, mentre prima ero fuori casa per più della metà delle mie giornate ora sono sempre a casa.

Trovarsi lontano in una situazione di emergenza mondiale non è certo una facile, sopratutto per una giovane ragazza, appena ti sarà possibile rientrerai in Italia?
È stato ed è tutt’ora difficile vivere lontano dalla mia famiglia, devo a loro tutta la mia vita e gli sono infinitamente grata per il supporto che non mi hanno mai fatto mancare in tutti questi anni. È difficile non averli accanto in questo percorso, ed è ancora più complicato ora, sapendo che  in entrambi gli stati la situazione è molto difficile e non si sa quando potremo riabbracciarci. Spero di poter rientrare in Italia il più presto possibile, per  rivedere la mia famiglia e godere del mio bellissimo mare, ma con la certezza di poter ritornare a ballare a New York, la mia seconda casa, in totale sicurezza e senza pericoli.

(foto Sai Rodboon)