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Voce emergente catanzarese a Londra, Myriam Cavalli e la vita dopo le riaperture

Il racconto della giovane artista che ha vissuto lontano da casa tutte le difficoltà dal primo lockdown

A dicembre avevamo raccontato del successo web della giovane catanzarese Myriam Cavalli che con il suo primo inedito pop-dance, in coppia con dj GabriKaos, aveva raggiunto 80mila ascolti in 89 paesi su spotify e youtube.

Da diversi anni la 23enne, il cui vero cognome è Cutruzzulà, ha scelto Londra come propria casa e ha vissuto, lontano dagli affetti, tutto il periodo di pandemia fin dal primo lockdown.

In Inghilterra, grazie al piano vaccinale, da qualche giorno le riaperture hanno consentito di respirare un po’ di libertà e a parlarne è direttamente Myriam da Londra, precisamente quartiere Ealing: “Qui i vaccini vanno a bomba, bisogna registrarsi al medico di famiglia più vicino e si viene chiamati in base alle priorità legate alla salute o alle categorie di lavoro. Spesso a fine giornata, se avanzano delle dosi, si procede anche con le chiamate dirette per chi abbia fatto richiesta”.

Ancora non si può parlare di ritorno alla normalità in UK: “Non è cambiato nulla nella vita quotidiana – prosegue – ci sono di nuovo lunghe file davanti ai negozi, resta l’obbligo di distanziamento ma non per le mascherine all’esterno. Qui siamo stati chiusi fino al 12 aprile, solo i supermarket erano aperti.

Con la riapertura ora c’è tanta gente fuori, i negozi di abbigliamento propongono prodotti a prezzi stracciati, ma io sto evitando di uscire e la spesa la vado a fare alle otto del mattino. Poter andare dalla parrucchiera è stata una manna dal cielo..”.

Per il mondo dello spettacolo, quello in cui Myriam sogna di sfondare, anche in Inghilterra restano tanti i disagi: “Teatri e cinema sono ancora chiusi, qualcuno illegalmente si esibisce in strada, raccogliendo anche tanta gente, ma spesso viene allontanato dalla polizia. I teatri dovrebbero riaprire in estate con capienza ridotta, in giro si vedono le prime pubblicità, e servirà probabilmente un passaporto sanitario”.

Gli effetti della Brexit, in mezzo alla pandemia, hanno anche complicato molto le cose per gli inglesi. “Sto dando lezioni di canto private e a giugno uscirà una mia nuova canzone, questa volta da solista. Sono anche in attesa di poter ricevere il via libera per andare a fare dieci spettacoli in un resort a Ibiza grazie al passaporto europeo.

Ci sono, invece, tanti miei colleghi inglesi che non possono lavorare senza un visto che difficilmente si concede”.

Con voce decisa, Myriam conclude: “Nonostante le difficoltà, non mi sono assolutamente voluta fermare nel mio percorso, a differenza di molti coetanei che hanno preferito lavorare da commessi, per pagarsi le bollette. A volte questa può diventare, nel tempo, una scelta di comodo”.