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”Senza il vostro aiuto saremo costretti a chiudere”

L’appello di Nuovascena sui social per mantenere aperta la sala d’arte dove si svolgono prove, esibizioni e laboratori

In un momento di grande difficoltà ammettere di aver bisogno del supporto degli altri, è un atto di profondo coraggio. Soprattutto se è da parte di chi non ha mai chiesto nulla. Così il video messaggio lanciato sui social da Romina Mazza, direttore artistico di Acli Catanzaro Nuovascena, per una raccolta fondi per il mantenimento della sala in via Schipani, non può lasciare indifferenti.

Se infatti i grandi teatri sono in affanno in questo periodo – personale da pagare, affitti esorbitanti -, anche le piccole realtà devono pensare al “vil denaro” e prendere di petto una situazione che altrimenti può portare, inesorabilmente, alla chiusura. Chi ci crede veramente nella formazione che solo l’attività teatrale può dare, sa che è un’attività che va tutela a tutti i costi.
«CI siamo sempre mantenuti con le quote di iscrizione dei ragazzi del laboratorio, ma oggi è cambiato tutto», ammette Romina.

«E’ un video che non avremmo mai voluto fare, ma non abbiamo scelta. I ragazzi hanno seguito online gli incontri gratuiti che abbiamo continuato a mantenere sulla dizione, sull’impostazione vocale, più di questo non si può fare in queste condizioni». Con la prossima zona gialla la questione è tutt’altro che superata: «Per le dimensioni della sala e le distanze da rispettare al chiuso, non potranno accedere più di quattro persone. Siamo pure fronte strada, quindi pur volendo non possiamo neanche utilizzare un eventuale posto all’esterno».
L’alternativa col bel tempo è una zona del Parco della Biodiversità, di Villa Margherita, ma neanche in quel caso la situazione potrebbe dirsi superata: «C’è la componente psicologica cui nessuno pensa. Ci sono persone che hanno paura a tornare in presenza, anche tra i ragazzi, con tutti i sacrifici che stanno e stiamo affrontando – afferma Romina Mazza -. Certo ci sono quelli che non si pongono il problema, andando già a scuola, ma altri che mi hanno anticipato fin d’ora che preferiscono non venire. Il grande scoglio adesso è riabituare tutti, più giovani e non, alla socialità».

L’appello

«La nostra sala d’arte, che abbiamo dedicato alla nostra piccola grande Irene De Domenico, è ferma da oltre un anno producendo comunque dei costi, ma quando tutto sarà finito e si potrà ripartire dovrà essere pronta – è l’appello lanciato in video -. Abbiamo deciso di chiedervi una mano. Non lo abbiamo mai fatto, ma il momento è difficile, unico, e senza di voi non potremmo continuare il nostro cammino. Allora parliamo di cultura: oggi se volete che non muoia il nostro sogno, la nostra passione, il nostro teatro, dovrete aiutarci. Sarà un piccolo grande tassello, necessario per non chiudere per sempre il nostro sipario, il vostro sipario».