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Mgff School in the city torna in presenza con l’omaggio a Rosario Livatino foto

Ospite della serata Michele Placido che per la Rai realizzerà una fiction sul magistrato siciliano ucciso dalla mafia 

Una serata dedicata a Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”, come lo aveva definito l’allora Presidente Cossiga. Il Magna Graecia film festival, col suo spin-off “School in the city” è tornato in presenza e lo ha fatto ieri sera nel cortile dell’Istituto salesiano di Soverato con un appuntamento sul magistrato di Canicattì ucciso dalla “stidda” siciliana nel 1990, che lo scorso 21 maggio è stato proclamato beato dal Santo Padre. 

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«E’ il primo caso di un laico magistrato divenuto beato nella storia – ha sottolineato Michele Placido, ospite della manifestazione -, perché è adesso che la Chiesa ha capito quanto sia importante che questi martiri della giustizia siano rappresentati da un ragazzino, come lo chiamavano». La presenza dell’attore e regista pugliese alla serata è stata l’occasione per anticipare un nuovo lavoro targato Rai che Placido farà da qui a breve proprio su Livatino: pare, come raccontato con malcelato orgoglio da Gianvito Casadonte, ideatore insieme al fratello Alessandro del Magna Graecia film festival e quindi anche di School in the city, che il primissimo incontro in merito con il vice direttore di Rai Fiction, il lametino Ivan Carlei, sia avvenuto nel corso di una delle serate del festival della scorsa estate. E che l’udienza privata di Placido e Casadonte nei giorni scorsi dal Papa – «durata mezz’ora», ha sottolineato gongolante il patron -, sia stata proprio in merito al nuovo beato Livatino. 

Presentata dalla giornalista Teresa Pittelli, e presente anche il procuratore di Lamezia Terme Salvatore Curcio, la serata era iniziata con un omaggio dedicato a Ettore Scola con una carrellata sui suoi film – il regista aveva letteralmente battezzato il festival, presente fin dalla prima edizione -,  per poi ripercorrere con un “reel” a cura di Salvatore Chiarella le iniziative di questa edizione del Magna Graecia School in the city, svolte online, con la partecipazione degli studenti degli istituti superiori di Catanzaro e provincia. Ieri, finalmente, l’evento in presenza: «Emozionante per me sia perché si tratta di un ritorno alla mia famiglia salesiana – ha detto Casadonte, che al Liceo Opera salesiana Beato Michele Rua ha studiato, ringraziando il direttore don Domenico Madonna presente tra gli spettatori -, sia perché è dedicata a una grande figura quale è quella di Rosario Livatino, un uomo che ha fatto la storia del nostro Paese». 

Assente per motivi personali monsignor Vincenzo Bertolone, postulatore della causa di beatificazione del magistrato siciliano, ad approfondire la personalità del giudice, anche dal suo punto di vista spirituale, è stato poi il giornalista e regista Davide Lorenzano che ha presentato il suo documentario “Il giudice di Canicattì. Rosario Livatino, il coraggio e la tenacia” con voce narrante dell’attore Giulio Scarpati che aveva vestito i panni del protagonista proprio nella prima pellicola sul magistrato, “Il giudice ragazzino” di Alessandro Di Robilant nel 1994, e che è stato ospite dell’ultimo degli appuntamenti online di School in the city, dedicato appunto a Livatino. 

«Chi era Rosario Livatino? Perché ne stiamo parlando?», è stata l’introduzione dell’autore al film, che ha pure raccontato i «significati trascendentali» riscontrati nel corso del suo lavoro, e dei segni, a suo dire, inequivocabili che lo hanno spinto a realizzare il documentario, a partire dal fatto di essere anche lui di Canicattì. «Non succede nulla per caso – ha spiegato -. Il comportamento di ognuno di noi ha conseguenze sugli altri, Rosario Livatino ha combattuto perché la sua comunità e non solo potesse ravvedersi». 

Per quanto riguarda il Magna Graecia School in the city, l’appuntamento è per il prossimo sabato, sempre all’Opera salesiana di Soverato, dove ci sarà un incontro con Vito Teti, citato dallo stesso Casadonte, nel suo intervento: «Non bisogna lasciare la propria terra, ma lottare per costruire, perché andare via significa impoverirla» ha affermato Casadonte, convinto che «è il momento della Calabria. Credo che nei prossimi anni ci sarà una crescita importante nella nostra regione – è stato il suo messaggio più che positivo -. Ognuno nel suo piccolo può cambiare le cose. Si può fare. Tutto passa, anche le cattiverie».