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“Dietro il sud” cala il sipario sul MoMe a Simeri Crichi foto

Ieri sera grande chiusura alla Collegiata con lo spettacolo teatrale e il concerto di Alex Ricci degli Après la classe

Si è conclusa ieri la terza edizione del MoMe a Simeri Crichi. Quest’anno il Festival della Memoria dedicato alla “memoria del corpo” – organizzato dal Comune insieme all’associazione Confine incerto, diretto da Emi Bianchi e Giorgia Boccuzzi -, ha chiuso i battenti alla Collegiata con uno spettacolo teatrale, “Dietro il Sud”, e con l’esibizione del cantautore Alex Ricci, chitarrista degli Après la classe.

Nella suggestiva cornice della Collegiata – palcoscenico d’eccezione, e sacro, del Mome -, ad andare in scena è stato il dramma dell’emigrazione, con tutte le emozioni, positive e negative che comporta. “Dietro il Sud” di e con Emi Bianchi riprende il discorso iniziato qualche tempo fa, sempre per Confine incerto, dall’autrice e interprete con “Racconti dal resto del mondo”. E’ un viaggio nelle sfumature spesso ignorate o sottovalutate delle vite di chi è costretto ad andare via, per lo più per motivi di lavoro, che lotta quotidianamente con la nostalgia di casa, col miraggio – troppo spesso – di una realizzazione “fuori”, di un riscatto, di una gratificazione dolorosa, «pianti, risate e lacrime», dice. Emi Bianchi racconta, attraverso un monologo calibrato, fatto di cambi di registro, quella che è una usanza, quasi come una costola dei nostri paesi, che sta “fuori”. Bombetta in testa, lungo cappotto, un ombrello, due valigie che sanno molto di quelle dei nostri antenati, “di cartone”, la protagonista è anche lei un’emigrante: ricorda momenti di vita del suo paese, che ritrova ad ogni ritorno. E’ il rito della partenza, così come quello dei funerali – con le “ciangiaturi”, le prefiche che ancora oggi si incontrano in qualche paese -, ma anche quello delle feste patronali, con la statua del santo sempre in bilico sulle spalle dei fedeli, o ancora quello delle storie ascoltate da piccoli, quelle del mare, “delle battaglie con i pesci spada”. Ma è pure lo scontro con la dura realtà di “fuori”: «Siamo le braccia, il sudore d’Europa – dice Bianchi -. Siamo la catena di montaggio degli dei, siamo le giacche appese ai pollai d’Europa».

A seguire, il concerto di Alex Ricci, considerato uno tra i migliori chitarristi blues italiani, fresco del nuovo singolo molto estivo, “Portami via”. Ad accompagnarlo nell’esibizione a Simeri Crichi, c’era il batterista Luca Mongia.
«Per noi questa serata come tutto il festival quest’anno ha avuto una valenza molto forte e importante – hanno affermato Bianchi e Boccuzzi, raggiunte sul “palco” da Anna Macrì, sempre di Confine Incerto, a margine della serata -. E’ stata una grande ,opo l’anno appena passato, riprendere così. E noi “lavoratori dello spettacolo dal vivo” – hanno aggiunto riferite alla categoria che più ha accusato il colpo delle chiusure a causa della pandemia -, abbiamo temuto tanto, non sapevamo che fine avremmo fatto. Vi ringraziamo per essere qui numerosi. E’ davvero una grande gioia riprendere», hanno aggiunto ricordando l’apporto prezioso e collaborativo di don Francesco, per la preziosa ospitalità, oltre che dell’Amministrazione comunale tutta e dell’intera squadra che lavora dietro il Mome.