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Francesca Prestia canta e cunta la storia nel docufilm dedicato a Giuditta Levato

Per la regia di Saverio Tavano tra i sei racconti della seria "Donne di Calabria" prodotta da da Anele e Fondazione Calabria Film Commission

C’è anche la voce e la musica di Francesca Prestia ad arricchire la serie “Donne di Calabria”, prodotta da Anele e Fondazione Calabria Film Commission, e dedicata a sei figure femminili che hanno fatto la storia della nostra regione. In particolare, la cantastorie catanzarese ha preso parte alla lavorazione della puntata dedicata a Giuditta Levato, la prima vittima negli scontri del 1946 in Calabria verificatisi a seguito della lotta dei contadini al latifondo. A dirigerla è stata il regista Saverio Tavano, originario di Squillace, ed è la stessa Prestia a raccontare la sua esperienza sul set: “Lo scorso luglio, con la mia chitarrina e il mio vancale di seta colorata, anche io ero presente durante le riprese per ricordare nella piazza di Calabricata, con tanta emozione, l’impegno e il sacrificio di Giuditta Levato, nel luogo che l’ha vista lottare, sudare, protestare. Inizio a cantare la ballata Bella Giuditta e la protagonista del docufilm, l’attrice Camilla Tagliaferri, avanza tra la gente e ascolta attenta il mio canto. Mi chiede il senso del cantare e cuntare la storia. Mi chiede di mostrarle il luogo in cui fu uccisa Giuditta. Mi abbraccia forte e mi ringrazia per la passione trasmessale”.

Grazie a questa produzione, che andrà in onda sulle reti Rai, “l’impegno, il sacrifico, l’abnegazione, gli ideali – prosegue Prestia – di donne che hanno scritto pagine importanti di storia calabrese, ancora sconosciute a molti, potranno uscire prepotentemente e definitivamente dall’oblio”. La cantastorie ha partecipato anche alla presentazione in anteprima della serie alla Festa del cinema di Roma, alla presenza di tutte le attrici protagoniste e del presidente della Calabria Film Commission, Giovanni Minoli. “Una Calabria di cui tutti e tutte dobbiamo andarne fieri – conclude – e, in questo progetto, il mio cantare e cuntare ha trovato pienamente senso. Non possiamo, dunque, che attendere con trepidazione la messa in onda dei docufilm”.