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Al Politeama di Catanzaro Enrico Stinchelli firma una Carmen da applausi fotogallery

Un “tutto esaurito” prevedibile: per il ritorno sui “tre colli”, come detto, dell’opera dopo i due anni di pandemia

Non poteva esserci migliore ritorno dell’opera lirica al Teatro “Politeama” di Catanzaro. Nel capoluogo è andata in scena un classico dell’opera lirica, la “Carmen” di Georges Bizet su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy.

La regia è stata firmata da Enrico Stinchelli che ha proposto una “Carmen” davvero brillante, “rivoluzionaria”, così come era stata definita quando debuttò nel 2017 al Teatro Greco di Siracusa.
Un “tutto esaurito” prevedibile: per il ritorno sui “tre colli”, come detto, dell’opera dopo i due anni di pandemia, per la qualità dello spettacolo, per la presenza di molti artisti locali che hanno ben figurato, strappando grandi applausi.

Come il Coro di voci bianche del Teatro Politeama diretto dalla maestra Giovanna Massara; degli allievi del Liceo Coreutico “Campanella” di Lamezia Terme e di alcuni ballerini di scuole di danza della città, per le coreografie di Gorane Ugarte. Una certezza la prova dell’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal maestro Filippo Arlia, che ha brillantemente restituito le incantevoli melodie di quest’opera. Una Carmen colorata, vivida, in cui gli interpreti principali non hanno deluso, anzi: da sottolineare le prove del mezzosoprano russo Karina Demurova nel ruolo di Carmen, del tenore Eduardo Sandoval nel ruolo di Don José, del baritono Alessio Verna (Escamillo).

Bravi anche i calabresi che hanno fatto parte del cast: Maria Felicia Toscano, mezzosoprano, nel ruolo di Mercédès, e Rosario Andrea Castaldi, tenore, nel ruolo di Remendado. Una citazione a parte va per il Coro lirico siciliano che ha svolto, come di consueto, il suo compito in modo ineccepibile e impeccabile.

Una serata magica che è stata introdotta dal Sindaco Sergio Abramo il quale, senza non poca emozione considerato che è allo scadere del suo mandato, ha voluto ricordare il grande lavoro culturale svolto dal “Politeama” anche in questo periodo di pandemia. Un lavoro di squadra, condiviso con il direttore generale Aldo Costa e il sovrintendente Gianvito Casadonte. Che, c’è da dire, ha dato ottimi frutti. Cosa che non era per niente scontata considerato il Covid e ciò che ha significato.