Musica, Bobo Rondelli e Nico Gori conquistano l’OktoberPark del Parco Biodiversità Mediterranea

La grande canzone italiana incontra lo swing. Stasera sul palco Kolosso, domenica 4 ottobre la chiusura con Nicola Conte

Ancora una serata di grande musica e partecipazione all’OktoberPark del Parco della Biodiversità Mediterranea, dove il Catanzaro Jazz Fest XXVI ha portato in scena ieri Bobo Rondelli & Nico Gori Swing 10Tet, in un concerto che ha unito la forza teatrale e interpretativa del cantautore livornese alla raffinatezza e all’energia di una grande formazione jazz.

Un incontro originale tra canzone d’autore e swing, costruito sulla personalità di due protagonisti della scena musicale italiana. Da una parte la voce, l’ironia, l’istinto e la capacità narrativa di Bobo Rondelli; dall’altra il clarinetto di Nico Gori, alla guida del suo Swing 10Tet, una formazione capace di dare corpo e dinamismo a un repertorio che ha attraversato alcune delle pagine più significative della canzone italiana. Michela Lombardi | voce, Mattia Donati | chitarra e voce (per lui un ritorno in città, avendo iniziato a suonare proprio qui, dopo una breve e sfortunata stagione calcistica nel Catanzaro calcio), Federico Frassi | pianoforte, Tommaso Iacoviello | tromba, Renzo Cristiano Telloli | sax alto, Francesco Felici | sax tenore, Silvio Bernardi | trombone, Matteo Anelli | contrabbasso, Vladimiro Carboni | batteria, e Iacopo Crudeli | presentatore e voce, hanno proposto una rilettura in chiave swing di brani celebri di Fred Buscaglione (“Guarda che luna”, “Che bambola”, “Buonasera signorina”), Nicola Arigliano (“Carina”), Bruno Martino (“Estate”, “E la chiamano estate”), Fred Bongusto (“Spaghetti a Detroit”), Mina e Umberto Bindi (“Arrivederci”, “La musica è finita”), accanto a composizioni originali di Rondelli, (“Quando non ci sei”, scritta con Stefano Bollani), arrangiate appositamente per il progetto. Un viaggio musicale tra memoria e contemporaneità, nel quale la teatralità del cantautore ha incontrato la precisione degli arrangiamenti e la straordinaria compattezza dell’ensemble anche negli standard come “Fly me to the Moon” di Bart Howard, portata al successo da Frank Sinatra.

Nico Gori

Il risultato è stato uno spettacolo vivace e coinvolgente, capace di alternare momenti di grande intensità musicale, ironia e improvvisazione, con un pubblico numeroso e partecipe che ha poi seguito anche la Capofortuna Band, formazione calabrese che ha reinterpretato con passione il repertorio del sempre amatissimo Rino Gaetano.

La serata di ieri è arrivata dopo il concerto di Emanuele Marsico con Fabrizio Bosso, che aveva inaugurato questo segmento del Catanzaro Jazz Fest con un incontro musicale particolarmente intenso. La tromba di Bosso e il flicorno di Marsico hanno dialogato con il pianoforte di Guglielmo Santimone e il basso di Francesco Tino in una formazione nata per questo concerto e dimostratasi molto solida nonostante l’assenza improvvisa del batterista. E forse proprio grazie alla necessità di doversi affidare ancor di più all’ascolto reciproco, il gruppo ha sviluppato un interplay sorprendente, confermando la qualità dei musicisti e la straordinaria presenza scenica e musicale di Fabrizio Bosso.

Stasera arriva Kolosso

Questa sera, sabato 3 ottobre, il Catanzaro Jazz Fest torna sul palco del Parco della Biodiversità Mediterranea con la band Kolosso e il suo progetto Over, per una nuova serata all’insegna della contaminazione e dei linguaggi contemporanei.

Domenica 4 ottobre la chiusura

L’esperienza del Catanzaro Jazz Fest XXVI all’OktoberPark si concluderà domenica 4 ottobre, con l’itinerario “Le Vie dell’Arte” – a cura di Angela Rubino con la partecipazione di Vincenzo Costantino, già Assessore al Turismo del Comune di Catanzaro e fondatore del MUDIAC (Museo Diffuso di Arte Contemporanea) – che prevede una visita guidata al Parco della Biodiversità Mediterranea, al MARCA Open e al MUSMI – Museo Storico Militare “Brigata Catanzaro”. Un percorso alla scoperta di uno dei luoghi più significativi della città, dove natura, arte e memoria storica convivono all’interno di un unico straordinario contesto.

Ultimo appuntamento musicale, quello con Nicola Conte e il suo progetto Umoja con la cantante Sera Kalo, per il gran finale di un Festival che dal 18 settembre ha portato a Catanzaro grandi interpreti, produzioni originali, contaminazioni e nuovi linguaggi.

Il Parco della Biodiversità Mediterranea si conferma così uno dei luoghi centrali di questa edizione: uno spazio naturale trasformato per alcuni giorni in un vero punto d’incontro tra musica, pubblico, territorio e socialità, nel segno di un festival che continua a esplorare il jazz nelle sue molteplici forme e possibilità.