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CRONACA

'Ridurre aliquota Imu e Tasi per rilanciare mercato immobiliare'

La richiesta di Confedilizia Catanzaro 

Ridurre-aliquota-Imu-e-Tasi-per-rilanciare-mercato-immobiliare
Giovedì 14 Dicembre 2017 - 20:17

Il 18 dicembre si rinnoverà l’ormai tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa, le temute Imu e Tasi. Dopo i continui cambiamenti normativi intervenuti in passato, per quanto riguarda l'Imu è stata confermata l'esenzione per la prima casa, a meno che si tratti di abitazioni rientranti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. In questo caso si applica un'aliquota dello 0,4%. Le aliquote restano confermate nella medesima misura di quelle previste per il 2016, fermo restando la possibilità dei Comuni di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.

Come calcolato da Confedilizia, l’aliquota media ordinaria nazionale delle aliquote cumulate IMU/TASI è pari al 10,5 per mille mentre corrisponde a circa l’8,8 per mille la media della somma delle aliquote deliberate dai Comuni capoluogo di Provincia per gli immobili locati a “canone agevolato”.

In Calabria, la media ordinaria è pari al 10,7 per mille, e corrisponde al 9,84 per mille la media delle aliquote per gli immobili locati a canone agevolato. La città di Catanzaro, con il 10,6 per mille guida la classifica delle aliquote massime, la quale è invece chiusa da Reggio Calabria con una appetibile e interessante aliquota ridotta al 6 per mille. Sempre in Calabria, come si evince dai dati dell’Agenzia delle Entrate, il gettito globale dell’IMU è pari a € 298.156.271, prodotto da 672.492 contribuenti, ai quali corrisponde un indicatore IMU pro-capite di € 152. Per quanto riguarda invece la provincia di Catanzaro il gettito è di € 55.711.608, prodotto da 131.946 contribuenti. Nella sola città capoluogo è stato rilevato un gettito di € 13.001.615 per effetto dei versamenti di 20.044 contribuenti.

Quanto ai contratti a canone agevolato (per esigenze abitative ordinarie, transitorie e per studenti universitari), la città di Reggio Calabria presenta un saldo molto positivo (a fine ottobre 2017) di ben 1.367 contratti, con un andamento sostanzialmente costante dal 2014, seguita da Cosenza con 694; Catanzaro registra un numero di contratti agevolati pari a 374 (dati Agenzia delle entrate).

Per Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria, i dati su Imu e Tasi e quelli dei contratti concordati di locazione confermano l’urgenza di un intervento per salvare, almeno, l’affitto. Non si può lasciare ai Comuni la cura di un settore che – nell’ambito abitativo come in quello non abitativo – svolge, attraverso tante famiglie che hanno investito i propri risparmi negli immobili, una funzione economica e sociale indispensabile.

Relativamente poi alla città di Catanzaro, non è più procrastinabile la riduzione di Imu e Tasi almeno a livello delle altre città sedi di atenei (almeno 6 mille come Reggio Calabria), anche per consentire la diffusione e l’appetibilità degli affitti a canone calmierato. Essi rappresentano una speciale categoria, introdotta quasi vent’anni fa dal Parlamento per le abitazioni sulla base di un patto molto chiaro: canoni al di sotto di quelli di mercato in cambio di agevolazioni fiscali per i proprietari. La loro appetibilità si è molto affievolita sia per effetto della manovra Monti del 2011, che è addirittura quadruplicato la tassazione su questi immobili, che per l’opera dei Comuni, Catanzaro compreso, i quali solo raramente deliberano aliquote agevolate per le abitazioni locate attraverso i contratti concordati (ai quali – giova ricordare – anche sociale – è applicabile il regime fiscale agevolato della cedolare secca del 10%).

Un accenno va anche fatto all’affitto non abitativo, ove la situazione è ancora più grave. I Comuni, tra i quali ancora Catanzaro, non prevedono quasi mai aliquote specifiche per la locazione di locali commerciali. Di conseguenza, in questi casi viene applicata l’aliquota ordinaria, che in media è pari al 10,5 per mille. Nel complesso, le imposte, statali e locali (ben 7: Irpef, addizionale regionale Irpef, addizionale comunale Irpef, Imu, Tasi, imposta di registro, imposta di bollo), arrivano ad erodere fino all’80% del canone di locazione, anche per via della irrisoria deduzione Irpef per le spese, pari al 5%. Senza considerare il rischio di morosità e quello di sfitto che contribuiscono ad azzerare la redditività dell’investimento.

Segreteria Confedilizia Catanzaro



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