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MUSICA E SPETTACOLO

Sabrina Impacciatore: 'Venere in pelliccia, successo inatteso'

Intervista alla protagonista della commedia in scena sabato al Politeama di Catanzaro: 'Un personaggio complesso. Ho ricevuto molti apprezzamenti da donne'

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Giovedì 11 Gennaio 2018 - 17:51

di Domenico Iozzo

Dopo una lunga giornata di audizioni, un regista non ha ancora trovato la protagonista di “Venere in pelliccia”, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione. E' chiaro sin da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. E’ questo il pretesto narrativo da cui scaturisce il duello teatrale, tutto incentrato su un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso, alla base dello spettacolo “Venere in pelliccia” che vedrà Sabrina Impacciatore sabato prossimo protagonista sul palco del Politeama. 

E’ la prima volta che l’adattamento di David Ives pluripremiato a Broadway viene proposto al pubblico italiano e per l’attrice questa è la terza stagione di tournée: “Non ci aspettavamo questo successo – ha detto – e apprezzamento da parte del pubblico e della critica. Sono orgogliosa di poter essere la prima a rappresentare in Italia un testo attualissimo, che parla del rapporto e del gioco di potere tra uomo e donna, della misoginia latente e anche inconsapevole dello stesso portatore di questo sentimento. Le donne hanno avuto reazioni incredibili, ringraziandomi per la forza che sono riuscita a trasmettere dal palco”.

Per la Impacciatore il personaggio di Vanda Jordan ha rappresentato una vera sfida: “E’ il più complesso che mi sia mai capitato di interpretare – commenta – e ho cercato di avvicinarlo il più possibile al pubblico italiano. L’ho resa un’attricetta romana che parla in slang, lavorando su diversi registri, la Vanda dell’800 e quella contemporanea. Ho studiato tutte le posizioni nei dipinti dell’epoca, concentrandomi sulla postura, sul linguaggio e sul timbro vocale per far uscire fuori l’ampia gamma di sentimenti dell’essere femminile”. Uno spettacolo in cui il ruolo della donna è centrale, in un momento in cui le presunte molestie nel mondo dello spettacolo sono al centro dell’attenzione: “Lo spettacolo è solo uno degli ambiti – continua la Impacciatore - ho sentito racconti di mie amiche che lavorano negli uffici di commercialisti, notai e avvocati e sono cose che si vivono quotidianamente.  Quello che è successo alla cerimonia dei Golden Globes, con tutte le star vestire in abito nero, ha messo in mostra un grande spirito di complicità nel raggiungere un obiettivo comune, come quello di poter guadagnare quanto gli uomini. Non si tratta di essere femministi, ma di pretendere uguali diritti rispetto a parità di talenti. In Italia non avviene, da noi le donne non sono facilmente complici, come avvenuto rispetto alla denuncia delle molestie da parte di alcune attrici. Ci sono statI degli attacchi violentI a colleghe e questo dimostra quanto siamo lontani dalla possibilità di combattere fianco a fianco. Tuttavia, in America finalmente si è compreso che i ruoli femminili da protagonista non allontanano il pubblico, anzi avvicinano un’ampia fetta che vuole identificarvi”.

Per la Impacciatore queste settimane saranno particolarmente attese sia per la tv che al cinema: “Lunedì ci sarà la prima puntata di Immaturi, la serie ispirata all’omonimo film che, conservandone lo spirito, si distingue come una commedia sentimentale di alta qualità, una produzione diversa in grado di far divertire. Il 14 febbraio uscirà sul grande schermo “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, posso solo dire che ad oggi è tra le esperienze più importanti della mia vita”.  



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