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CRONACA

Sei secondi a 149 km orari, la dinamica dell'incidente di un anno fa

Fissata l'udienza preliminare a carico di Giovanna Mantella, la donna che il 19 aprile 2017 guidava l'auto a bordo della quale viaggiavano anche  Umberto Fratto e Gregorio Vatrella che persero la vita nello schianto

Sei-secondi-a-149-km-orari-la-dinamica-dell-incidente-di-un-anno-fa
Domenica 22 Aprile 2018 - 6:0

di Giulia Zampina

"Alla velocità di 162, 50 km orari a circa sei secondi dall’impatto. Alla velocità di 154 km orari a circa due secondi dall’impatto. Alla velocità di 149, 70 km orari a circa un secondo dall’impatto a circa 149 km orari al momento dell’impatto". E’ fredda, come solo le carte possono rendere fredda qualsisia cosa, ma è drammatica se riletta in questa sequenza, la ricostruzione dell’incidente che il 19 aprile del 2017 costò la vita immediatamente ad Umberto Fratto, giovane parrucchiere catanzarese e qualche giorno dopo a Gregorio Vatrella, promessa del calcio locale. In quella tragica mattina l'orologio delle vittime, delle loro famiglie e di due città si è fermato alle alle 5,10, quando l’Alfa Mito, guidata da Giovanna Mantella, diventava prima un missile sulla statale 280, e poi un inferno di lamiere, una trappola mortale per due giovani vite. (LA NOTIZIA DELL'INCIDENTE DEL 19 APRILE 2017)

La tragedia di quei secondi, 6 per l’esattezza, è   nelle pagine del provvedimento del tribunale di Catanzaro con cui viene fissata la data dell’udienza preliminare a seguito del rinvio a giudizio di Giovanna Mantella, difesa da Luigi Combariati, Vincenzo Ioppoli per la morte di Umberto Fratto, la cui famiglia sarà rappresentata da Stefano Nimpo, e Gregorio Vatrella, i cui famigliari si sono affidati alla difesa di Luca Occhionorelli.

Un provvedimento di 5 pagine che riapre le ferite e se possibile, lacera ancor di più chi oggi è rimasto e ancora piange i suoi cari, consumandosi nella speranza che giustizia venga fattta per quelle due giovani vite spezzate.

Giovanna Mantella che, secondo la ricostruzione riportata negli atti, quella mattina era alla guida dell’auto con cui i tre avrebbero dovuto raggiungere l’aeroporto di Lamezia, è imputata per negligenza ed imperizia in quanto, si legge “assumeva una condotta di guida non conforme alle condizioni di tempo e luogo e  - si legge ancora – ha tenuto una condotta di guida inidonea a conservare il controllo del proprio mezzo”.

Il sostituto procuratore della Repubblica scrive che alla 5,10 di quella mattina l’auto viaggiava ad una velocità di gran lunga superiore a quella consentita in quel tratto di strada che è pari a 90 km orari, al punto da costituire questa un’aggravante.  Nel momento in cui veniva perso il controllo, il mezzo prima impattava con la parte anteriore destra e  poi sinistra  contro la barriera stradale, dopo di che l’automobile, in rototraslazione, sollevandosi da terra , impattava con la parte posteriore destra contro il muro di contenimento, carambolando poi sul suo tettuccio. Gregorio Vatrella fu scaraventato fuori dall’auto a causa del violento impatto.

L’udienza preliminare in camera di consiglio è fissata per il prossimo 27 giugno.



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