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POLITICA

Civica assise, chissà di chi sia il merito ma ormai impera il latino

Fiorita attacca, oltre ad Abramo, anche Polimeni e in parte Ciconte, con questi ultimi che gli replicano: il prof parla ex cathedra

Civica-assise-chiss-di-chi-sia-il-merito-ma-ormai-impera-il-latino
Mercoledì 11 Luglio 2018 - 14:43

di Danilo Colacino

La minoranza non si cura della difesa a spada tratta operata da alcuni elementi del centrodestra e incalza, presentando un emendamento al Bilancio promosso dal gruppo Fare per Catanzaro affinché si implementino gli stanziamenti delle società partecipate tagliando il contributo al Politeama. Il fine è stabilizzare in qualche modo i lavoratori della Catanzaro Servizi. Subito dopo è Guerriero a ripartire con la dura filippica anti-Abramo. “In passato avevo suggerito un escamotage, da realizzare attraverso un contratto d’appalto per poter utilizzare personale qualificato all’interno del Comune. Ma purtroppo non sono stato ascoltato”. Sulla stessa scia Fabio Celia, tornato sulla vicenda dei dipendenti della società municipalizzata in questione, dicendosi obbligato a “ricorrere alla Procura della Repubblica per sanare un’intollerabile situazione di abusivismo rispetto a cui non ho avuto risposta”. Ad allargare lo spettro degli appunti mossi al primo cittadino è ancora Lorenzo Costa: “Lei, sindaco, è più longevo di Benito Mussolini al potere. Ha infatti raggiunto quota 22 anni al vertice di Palazzo De Nobili e non solo. E allora non interviene sulla penosa vicenda in cui versa Via Buccarelli sotto il profilo della raccolta dei rifiuti. E poi, mi dia retta, cambi ogni tanto qualcuno di quei manager che sposta da una postazione all’altra come farebbe un abile procuratore di calcio con i gioielli della sua scuderia”. Non ci va più leggero Nicola Fiorita. Anzi. Il prof è un fiume in piena, ma il suo bersaglio è anche il presidente del civico consesso Marco Polimeni: “Lei, caro Polimeni (che comunque replicherà ai giudizi espressi dall’accademico, ndr), ha riscoperto un amore per le citazioni latine, ma si limita a scrivere comunicati e non favorisce la discussione di temi chiave in quest’Aula. Al contrario voi che decidete avete limitato il ruolo del consigliere comunale a dire solo sì o no sui debiti fuori bilancio. E gli altri argomenti chiave? Ad esempio le strisce blu che stanno animando il dibattito in città? Niente. Non se ne parla. Si riduce tutto – prosegue un Fiorita al vetriolo – a una mortificazione del ruolo dei consiglieri. Chissà, forse, come dice Luigi Levato ormai in molti all’interno delle vostre fila sono concentrati sulla candidatura a governatore di Sergio Abramo. Io, personalmente, potrei anche esserne contento e fare il tifo per lui, se non fosse che ragiono nell’ottica del bene della città. E lo stesso segretario provinciale di Forza Mimmo Tallini ha mostrato di nutrire molte riserve su tale proposito del sindaco”. Tocca infine a Enzo Ciconte chiudere il giro di interventi dal fronte dell’opposizione. Il vicepresidente del consiglio regionale, però, inizia con una stoccata al leader di Cambiavento: “Siamo ormai abituati a parlare ex cathedra dalle aule universitarie come fa Fiorita che attribuisce voti a tutti. Ma adesso vorrei tornare sul tema dell’integrazione fra Università e azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, con quest’ultima che non può essere inglobata da una realtà quattro volte più piccola. Sulla base della mia lunga esperienza in materia di Sanità, dico inoltre che a Catanzaro è necessaria la realizzazione di un nuovo nosocomio. Moderno e tecnologicamente avanzato. Il capoluogo, tuttavia, appare penalizzato. Accadde all’epoca di Loiero governatore, quando annunciai le dimissioni da direttore generale del Pugliese-Ciaccio in segno di protesta contro i pochi fondi allora destinati al mio ospedale che subito dopo furono giustamente raddoppiati”.    



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