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POLITICA

Consiglio comunale, votate tutte le pratiche all'ordine del giorno

Prima del rompete le righe ancora schermaglie fra opposti schieramenti e anche qualche stoccata all'interno delle stesse coalizioni

Consiglio-comunale-votate-tutte-le-pratiche-all-ordine-del-giorno
Mercoledì 11 Luglio 2018 - 19:59

di Danilo Colacino

L’esito delle votazioni sui punti dell’odierno consiglio comunale, dopo la ‘bocciatura’ dell’emendamento sulle Partecipate di Fare per Catanzaro - di cui si è abbondantemente detto nei precedenti resoconti sulla seduta - ha dipinto il seguente scenario: bilancio di previsione e assestamento generale (18 favorevoli, 5 contrari); rimozione - sull’edilizia economica e popolare - dei vincoli relativi alla determinazione del prezzo massimo di cessione delle singole unità e loro pertinenze nonché del loro canone massimo di locazione (deciso il ritiro - ratificato con 13 sì e 5 no - su istanza dello stesso relatore Ivan Cardamone che ha rilevato un problema tecnico di doppio pagamento al notaio di alcuni atti); la proposta di modifica dell’attuale tracciato del megalotto 6 della Statale 106 (passata all’unanimità) e ben cinque debiti fuori bilancio (che pur essendo stati trattati con votazione separata sono stati ratificati tutti all’unanimità). Il dato politico, per così dire, dell’ultima parte della seduta è stata la convergenza fra Giovanni Merante e Roberto Guerriero, che hanno censurato il comportamento di alcuni assessori e dirigenti desaparecidos nel civico consesso. ‘Gente che – hanno stigmatizzato i due sostanzialmente in perfetto accordo – al massimo qui fa toccata e fuga o non viene. Affatto. Mentre altri sono sempre presenti. E non è giusto”. Ecco allora che Guerriero ha esclamato: “Il principio che sta passando (riferito agli assessori, ndr) non mi piace, perché si sostanzia in una sorta di: se ottengo vengo. Ed è intollerabile”. Sulla stessa scia Merante che ci va giù ancora più duramente: “Chiederò presto un tagliando di Giunta, considerato che si tratta di un Esecutivo non certo tecnico. Non è possibile, quindi, che i suoi componenti vengano a singhiozzo con alcuni virtuosi e altri assai meno. Stesso dicasi, pur con valutazioni diverse, per i vertici degli Uffici. Se la parte dirigenziale è assente non è un bel segnale e noi ne chiediamo conto”. Arrivano, poi, i ‘provocatori dubbi’ di Antonio Mirarchi: “Registro che la commissione consiliare da me presieduta è stata ancora una volta scavalcata. Mi chiedo allora retoricamente se faccio parte della maggioranza”. Ma il prologo di questa querelle va attribuita a una domanda di Fabio Talarico, che però ha precisato: “Non volevo essere frainteso. Io mi interrogavoi, in realtà, sul fatto che Mirarchi faccia parte di Catanzaro da Vivere, dal momento che le pratiche le trasmette la Presidenza”.



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