Viaggio nel disagio sociale in città. Tra i dati e i programmi/1

VISTI DA VICINO - I numeri, le attività, l'organizzazione delle politiche sociali nel capoluogo (prima parte) 

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    di Laura Cimino

    Povertà, famiglia e minori. Disabili, dipendenze. Situazioni di disagio economico e sociale, tra gli anziani, tra gli adulti senza dimora. Emergenza abitativa. Sono tanti i problemi economici e sociali in città, nel capoluogo di una regione in cui, dati Istat aggiornati al giugno 2018, vive in povertà relativa oltre una famiglia su 3, il 35,3%. La regione più povera d’Italia. Cosa succede intanto a Catanzaro? Abbiamo iniziato a consultare alcuni dati e rivolto qualche domanda all’assessore alle Politiche sociali Lea Concolino. Partendo dai numeri del Rei, il reddito di inclusione la misura nazionale di contrasto alla povertà voluta dal governo Renzi. Sono state, dal primo dicembre del 2017 al 12 settembre del 2018 2.807 le domande di accesso al reddito di inclusione a Catanzaro e di queste si sono fermate a 973 quelle accettate, riuscendo a rientrare nei requisiti di accesso.

    ‘Certamente tra le principali emergenze da fronteggiare in città – afferma l’assessore Concolino – vi è quella abitativa, attraverso tre strumenti: l’Aterp, che procede con il noto sistema delle graduatorie, le case parcheggio, (24 le richieste a cui si è potuto far fronte) concesse specie nelle situazioni di sfratti esecutivi, e infine l’assistenza alloggiativa, un contributo di 231 euro al mese alle famiglie. Sono stati al 2017 40 i nuclei familiari che hanno potuto accedere a quest’ultimo sostegno’.

    ‘Il segretariato sociale – la parola passa intanto agli assitenti sociali – accoglie all’anno per le svariate problematiche circa 4500 persone, che non necessariamente si traducono in una presa in carico ma che necessitano ugualmente di avere colloqui in merito alle problematiche. Sono stati 2100 gli anziani presi in carico dalle Politiche sociali del Comune nell’ultimo anno, 282 i contrassegni per i disabili, 37 affidi di minori in famiglia, 40 minori affidati in strutture, 327 minori trattati con il Tribunale per Minorenni tra situazioni di evasione scolastica e disagio familiare’. Stando sempre agli ultimi dati messi a disposizione dall’assessorato alle Politiche sociali, sono stati 84 i disabili adulti presi in carico nelle strutture a disposizione, 20 le richieste di contributo economico disagio socio sanitario. Ancora, 160 i contributi di assegno maternità e 400 quelle per i nuclei familiari con minimo di tre figli minori’.

    I fondi destinati al sociale hanno come è noto subito negli anni significative sforbiciate. Un settore complesso, con meccanismi spesso ferraginosi – pensiamo a quello delle anticipazioni nei fondi ministeriali -a parlare è sempre l’assessore Concolino. Un settore in cui si lavora sempre purtroppo nell’emergenza per cui sarebbe auspicabile una programmazione che possa dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini pur nell’esiguità delle risorse economiche e del personale a disposizione’.

    Quali i principali obiettivi dell’assessorato?

    ‘L’obiettivo più ambizioso che ci siamo fissati è il Piano di zona, il più importante strumento che prevede la concertazione, per i 31 Comuni dell’ambito territoriale di Catanzaro, tra Comune e tutti gli altri enti, i sindacati, il terzo e quarto settore. Approvato il modello organizzativo con la conferenza dei sindaci siamo allo step del tavolo delle rappresentanze, il prossimo 24 settembre con tutti gli enti istituzionali preposti. Speriamo di riuscire a realizzare  un Piano di zona dei serivizi sociali che sia concretamente attuabile sulla base dei fondi a nostra disposizione e di creare degli obiettivi da qui a qualche anno che possano avere ricadute importanti sul territorio. Nello specifico uno degli obiettivi del mio assessorato sarà quello di creare delle forme innovative di assitenza ai disabili sulle quali stiamo già lavorando e anche sull’autismo, fenomeno dilagante e preoccupante. Servono interventi incisivi sul territorio, parlo anche di centri specialistici con l’intervento anche dell’Asp’.

    Ma a confronto con i dati sui servizi forniti dal Comune, quale la fotografia scattata invece dall’Istat sui numeri della povertà e del disagio in città? (continua)

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