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CRONACA

L'INTERVISTA Avvocati, il presidente: 'Ora un modello Catanzaro'

Dopo le prime dichiarazioni seguite alla sua elezione, il presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Catanzaro Antonello Talerico rilascia un'intervista a 360 gradi sull'avvocatura nel capoluogo di Regione 

L-INTERVISTA-Avvocati-il-presidente-Ora-un-modello-Catanzaro
Venerdì 26 Luglio 2019 - 19:14

di Laura Cimino

Come ci si sente ad essere il più giovane Presidente di un Ordine Distrettuale in tutta Italia?

Non è un dato rilevante, trattasi di pura statistica che poco interessa all’Avvocatura. Ritengo, invece, che l’elezione di componenti giovani all’interno di un Consiglio dell’Ordine possa essere sintomatico di una istanza di cambiamento dinamico e concreto che deve essere funzionale alla risoluzione di alcune criticità. L’Avvocatura è alla ricerca di una nuova autorevolezza determinata non già da una storia individuale, ma dalla capacità di essere letta come struttura corporativistica (nell’accezione positiva ed evoluta) in grado di interagire in condizioni di parità con gli altri protagonisti del Sistema Giustizia. Del tutto anacronistica è la dicotomia vecchio/nuovo, ancor più l’approccio di chi pensa che la giovane avvocatura sia una condizione di debolezza o che quella più matura costituisca l’unica capace di poter reagire risolutivamente. In realtà la commistione generazionale è un elemento decisivo per ritrovare quella sintesi perfetta, quell’unione e quel senso di appartenenza che l’Avvocatura ha smarrito da tempo.

 Quanto pesa l’eredità del Presidente Iannello, cosa comporta una consiliatura di 22 anni e, soprattutto, come lei interpreta il cambiamento?

Penso che il passato non possa essere un peso, bensì rappresenta un punto di partenza rispetto a quanto di positivo è stato compiuto, atteso che ben nove degli attuali componenti su quindici erano già Consiglieri con il Presidente Iannello. Quindi alla continuità dovremmo aggiungere elementi innovativi ed un approccio che tenga conto dei mutamenti del Sistema Giustizia – specie quello locale – e delle nuove istanze dell’Avvocatura, che oggi sembra subire passivamente in parte le scelte del legislatore, ed in parte le difficoltà di dialogo ed interazione con la Magistratura.

Per poter essere un vero cambiamento il Consiglio dell’Ordine dovrà aprirsi maggiormente agli iscritti (che dovranno sentirsi coinvolti in questa importante sfida), alla società, agli Enti pubblici territoriali ed alle forze economiche della città. Ma interagire anche con l’Università e con gli altri Ordini professionali. Dobbiamo creare un “modello Catanzaro” per sostenere la crescita professionale e per tutelare l’avvocatura, tutta. Per raggiungere questo obiettivo partiremo da subito con l’istituzione di Commissioni ordinistiche miste, composte da consiglieri e avvocati del Foro che potranno impegnarsi e contribuire a questo invocato desiderio di cambiamento.

Ma dovranno anche essere adottati nuovi regolamenti interni al Coa, per una efficace ed efficiente operatività e sottoscritti dei protocolli con gli Uffici Giudiziari per una dignitosa e funzionale gestione delle udienze (civili e penali) e dei servizi di cancelleria, ma anche per un corretto esercizio della Professione di Avvocato. Ma il cambiamento passa anche dalla analisi delle oggettive e soggettive condizioni dell’Avvocatura meridionale, che presenta condizioni economiche diverse rispetto al resto d’Italia, anche perché spesso costretta a lavorare con clienti ammessi al gratuito patrocinio, rispetto ai quali abbiamo assistito a liquidazioni dei compensi mortificanti ed inique. Il Coa dovrà ascoltare di più gli iscritti ed essere presente, con i vari consiglieri, nelle aule di udienza, cercare, quindi, un dialogo produttivo con la magistratura ed i diversi operatori.

Cosa può fare il Consiglio dell’Ordine per le criticità del Tribunale nuovo e per quello che dovrebbe essere il nuovo plesso?

Il Coa ha già dato il suo contributo in passato, ma rimangono delle criticità che certamente non potranno essere superate per opera del Consiglio dell’Ordine, che dovrà certamente vigilare ed interessarsi comunque della vicenda. Vi sono, però, dei rilievi che sono stati mossi e che potrebbero determinare un grave ritardo per il collaudo del nuovo plesso.

 Quali sono i principali problemi e le priorità degli Avvocati a Catanzaro?

Ritengo che si debba considerare la crisi generale che ha colpito profondamente una professione già segnata dalla sua inadeguatezza rispetto alla contemporaneità e ciò anche per l’incapacità di adattamento, in un contesto dove il motto è oramai “tutti contro tutti”. La caducazione dell’idea di un modello forte di Avvocatura ha determinato conseguenze a catena culminate poi in un circolo vizioso. A parte ciò l’Avvocatura locale, risente inevitabilmente delle condizioni economiche del territorio, dei gravi ritardi e delle carenze di risorse finanziarie ed umane che affliggono gli Uffici Giudiziari.

I Tribunali oramai inseguono spesso i numeri e la produttività, lasciando per strada le istanze di giustizia del cittadino e la vera funzione e finalità del processo. In tutto questo l’Avvocatura viene schiacciata dall’inefficienza del sistema e dall’insoddisfazione del cliente. Tutto questo è caratterizzato da una gestione delle udienze inaccettabile per numero di fascicoli e condizioni delle aule di udienze (stracolme e celebrate a volte fuori da ogni parametro di legge: sovente è capitato che in un angusta aula di qualche udienza penale avvocati, imputati, testimoni e forze dell’ordine si confondessero tra le decine e decine di persone presenti). Si aggiungano anche alcuni disguidi che si sono creati con alcune cancellerie, con i diversi uffici e con la gestione dell’archivio e gli stessi ritardi per l’evasione di alcune istanze, anche di liquidazione, hanno determinato gravi disagi ad una professione che risente sempre più delle difficoltà di dialogo con gli apparati burocratici (dal Ministero della Giustizia ai singoli Uffici Giudiziari).

Sono tanti gli interventi che potrebbero essere utili, anche con il coinvolgimento del Cnf o della Cassa Forense, pensiamo ad un fondo per l'anticipazione di gratuiti patrocini e difese d'ufficio, anche con facoltà di cessione dei contributi erogati alla Cassa Previdenziale, in tutto o in quota, per compensazione di crediti previdenziali vantati dall’Ente; In alternativa a quanto sopra, un programma per la graduazione dei crediti previdenziali, per chi intenda accede a progetti di ristrutturazione e riqualificazione; un regime fiscale agevolato e/o un regime semplificato tenuto conto delle condizioni economiche dei singoli; assistenza per l’accesso ai fondi europei.

A parte ciò è importante far comprendere l’importanza della partecipazione ad eventi formativi e specializzanti, magari anche in discipline innovative e di nicchia. Più in generale l’Avvocatura ha bisogno di recuperare autorevolezza e spazio, di essere rispettata per il suo ruolo e funzione sociale, di essere assistita e tutelata dalle Istituzioni forensi, partendo dal recupero della dignità professionale nei vari ambiti del “fenomeno” giustizia, dalla gestione delle udienze (tenendo conto anche delle esigenze della classe forense), al rispetto della figura dell’Avvocato.

 A livello nazionale in questo particolare momento politico, con un’immagine della magistratura resa più ‘fragile’ dagli ultimi avvenimenti, verso dove va l’avvocatura e come deve fare per riappropriarsi anch’essa di maggiore vigore?

L’Avvocatura non ha bisogno di approfittare della eventuale debolezza di una parte della magistratura. L’Avvocatura, piuttosto, deve avere come obiettivo quello di avere pari dignità e autorevolezza rispetto ad una Magistratura forte della sua indipendenza ed autonomia rispetto ad ogni altro potere (anche rispetto ai poteri anomali). L’Avvocatura deve (ri)conquistare indipendenza e coraggio per l’affermazione e la difesa dei diritti. L’Avvocatura deve ritornare ad essere protagonista della propria storia, senza subirla e senza rimanerne intrappolata in modelli anacronistici ed oramai superati.

 Quali saranno i rapporti con la Camera penale e le altre associazioni forensi e come intende gestirli?

Il Consiglio intende adottare una politica inclusiva, attraverso l’istituzione di commissioni miste e delle consulte. In questo contesto si inserisce anche il coinvolgimento della Camera Penale e delle altre associazioni di categoria che saranno anch’esse protagoniste della manovra ordinistica e del “cambiamento” tanto richiesto ed espresso col dato elettorale. Il dialogo ed il confronto sono, poi, il punto di partenza per raggiungere ogni obiettivo.

Dopo questa fase come intende fare ripartire la macchina del Consiglio dell’Ordine dopo due settimane di comprensibile empasse?

Nessuna empasse, siamo già al lavoro su ogni fronte, si tratta, piuttosto, di ripartire al meglio, intervenendo su alcune questioni rimaste in sospeso in ragione delle operazioni di voto e di adottare scelte nuove e di rilancio avendo ben presente tutti gli incombenti e le prerogative di un Ordine Distrettuale (rapporti con gli altri Fori del Distretto, rapporti con il Consiglio Distrettuale di Disciplina, etc.) e gli ulteriori adempimenti, oltre a quelli ordinari, connessi alla Scuola Forense, all’Organismo di Composizione della Crisi (Occ) ed all’Organismo di Mediazione.

Verranno adottati interventi importanti anche sulla gestione di alcune spese e costi (riduzione), sulla individuazione di nuove risorse economiche (accesso ai fondi regionali per la formazione), sui nuovi servizi della segreteria, sulle risoluzione di alcune criticità (liquidazione compensi, gestione di udienze, rapporti con le cancellerie, etc.), sulla formazione (ripartenza della Scuola di Formazione a cui verrà a breve assegnata la nuova sede di Palazzo Alemanni), sull’organizzazione di alcuni eventi per valorizzare la storia e la cultura giuridica dell’Avvocatura catanzarese, ed infine verranno adottati plurimi protocolli anche al fine di disciplinare il conferimento degli incarichi. Raggiunto l’obiettivo, abbiamo ora l’onore e l’onere di dover dimostrare di aver meritato il risultato, ma occorre concedere il giusto tempo a questo neo eletto Consiglio.



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