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ARTE E CULTURA

Si infittisce il programma della Notte delle Lanterne

Bus gratuiti, Marca e Musmi aperti sino all'1.30

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Mercoledì 26 Settembre 2012 - 15:47

Si infittisce, ora dopo ora, il programma della manifestazione “Settembre in Piazza – La Notte delle lanterne”, l’evento organizzato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Abramo nel centro storico cittadino, in programma sabato 29 settembre.

 

Ospiti della serata

Fra gli artisti che coloreranno la “Notte delle lanterne” il catanzarese, Ottavio De Stefano, secondo classificato ad Amici 11, trasmissione televisiva condotta da Maria De Filippi su Canale 5. Il ventunenne cantante foggiano ha pubblicato, pochi mesi fa, l’album dal titolo “Solo un’ora”, composto da un totale di dieci tracce, di cui 5 inediti, 4 registrazioni dal vivo nel corso del programma al quale ha preso parte e una cover di Mack The Knife.

Ad intrattenere con la sua verve, ci penserà il comico di “Zelig” Gianni Cinelli, attore versatile e appassionato che lavora in tutti gli ambiti della recitazione, sperimentando svariati linguaggi e provandosi nell’interpretazione di personaggi fra i più disparati. L’artista nasce a Spoleto nel 1970. Esordisce a teatro con il regista Claudio Orlandini che lo sceglie per gli spettacoli "Memorie del fiume", "Saturno" (1997), "Lo zoo di vetro" (1998) e "Quella Alice" nel 1999, anno in cui prende parte al suo primo lungometraggio "Questo è il giardino", diretto da Giovanni Maderna. Lavora con Giobbe Coatta ai progetti teatrali "Dio li fa...terzo millennio" (2000) per il Teatro Parioli di Roma, "Corsi e ricorsi...ma non arrivai" (2003/2004) e "Seven" (2006) come aiuto regia. Tra il 2007 e il 2009 è ideatore e coordinatore del laboratorio comico "Ridi'n'blu" (Teatro Blu Milano). In questi anni partecipa alla famosa trasmissione televisiva "Zelig", dove interpreta il personaggio dei Ris, Ganjaman (il Rasta Jamaicano) e il Bagarino napoletano. Nel 2009 torna al cinema, nel ruolo di co-protagonista, con il film "Dalla vita in poi" (regia di Lazotti). Nel 2010 fonda insieme a Federico Basso e Davide Paniate il trio comico Boiler. “I personaggi sono come i figli… arrivano! La realtà comunque è una buona fonte di ispirazione. Parto sempre dalla verità per poi renderla comica”, è un po’ il pensiero di questo personaggio giovane ma esperto. Ancora, ci saranno i Tarantanova ad allietare la serata. Il repertorio del gruppo comprende varie forme musicali caratteristiche del Sud-Italia: la “pizzica” salentina, le strofe della tarantella garganica, la “tammurriata” campana, le tarantelle del mondo agro-pastorale calabro-lucano, i canti tradizionali di Maratea, i canti di protesta politico-sociale (le cui radici rievocano i periodi legati al brigantaggio).

 

“Iconoclasts”, mostra di Andrea Cefaly jr, Giuseppe Rito ed Enzo Crai

 

Le opere del pittore Andrea Cefaly jr, dello scultore Giuseppe Rito e del fotografo Enzo Crai saranno in mostra, sabato 29 settembre, negli spazi del complesso monumentale del San Giovanni e del Sant’Omobono. L’esposizione dal titolo “Iconoclasts” è curata dalla Fondazione Andrea Cefaly jr, in collaborazione con AreaCultura società cooperativa e proporrà la visione di circa sessanta opere, frutto del lavoro di tre figli della Calabria.

La mostra, realizzata grazie al contributo dell’assessorato al turismo del Comune di Catanzaro, sarà inaugurata sabato 29 alle ore 18 nel complesso monumentale del San Giovanni.

 

Schede degli autori:

 

Andrea Cefaly

Nato nel 1901 a Cortale, fin dalle precocissime prove pittoriche realizzate in età adolescenziale diede prova di innate doti artistiche. Nel ‘27 si trasferì a Torino presso la scuola di Felice Casorati che nutrirà sempre grande stima nei confronti del giovane artista.

Un’esperienza questa, che Cefaly, ammirato sin dai primi saggi presentati al pubblico in quel tempo, maturerà per i successivi due decenni, isolato nella sua Cortale. La produzione immediatamente successiva al secondo conflitto mondiale, è segnata da una progressiva conquista della luce e da un autentico azzeramento culturale mirante a una radicale riformulazione artistica in seguito alla “folgorazione” ricevuta alla Biennale veneziana del ‘48  dall’arte impressionista, sotto la cui egida l’artista quasi cinquantenne svolterà approdando allo stile per il quale ancor oggi è ricordato e per il quale ottenne successo e riconoscimenti. Cifra stilistica pressoché definitiva, che andrà conquistando sul principio degli anni Cinquanta e che, tuttavia, non mancherà ulteriormente e lentamente di approfondire per almeno tre decenni. La pittura di Cefaly procede per autentiche sciabolate di colore, pastoso, privo delle mezze tinte, violento e strettamente apparentato alle cromie dell’espressionismo tedesco di Kirchner e Nolde e, soprattutto, di Kokoschka.

Partecipa alle maggiori rassegne d’arte nazionali come la Biennale veneziana del ‘50 e le Quadriennali romane del ‘51 e del ‘54 e a numerose altre importanti manifestazioni, conseguendo sovente premi e segnalazioni, approvazione da parte della critica e degli artisti sino almeno al definitivo brusco ritiro dalla scena pubblica coincidente con l’avvento del decennio seguente, al quale farà seguito quell’ininterrotto isolamento.  Un solo decennio dunque di attività pubblica e due sole personali di rilievo: la prima della sua vita nel ‘56 alla Galleria del Vantaggio di Roma, presentata da Carlo Barbieri, e l’ultima nel ‘60 alla Galleria Stefano Cairola di Milano, presentata da Mario Monteverdi. Entrambe le occasioni videro Cefaly riscuotere un invidiabile successo di critica e di pubblico. Il 2 novembre del 1983 Cefaly viene nominato da S.S. Giovanni Paolo II commendatore dell’Ordine di San Silvestro Papa, donando un’opera alle collezioni di Arte Sacra Contemporanea dei musei Vaticani.

 

Giuseppe Rito

Nasce a Dinami nel 1907. Da giovane frequenta lo studio di Francesco Jerace a Napoli, recandosi successivamente a Milano dove entra in contatto con Balestrieri Carrà. Qui espone nel ’37 alla VII mostra sindacale di Milano e successivamente alla galleria Pesaro. La guerra è il motivo del suo ritorno a Dinami.  Nel ‘45 inizia la sua attività artistica a Catanzaro. E’ negli anni Cinquanta che si concentra la sua attività: nel ‘51 la personale alla Spelonca di Roma, nel ‘56 la partecipazione alla Biennale di Venezia e nello stesso anno la personale alla Galleria delle Carrozze di Roma, presentata in catalogo da Corrado Alvaro, nel ‘54 inizia l’opera simbolo di Catanzaro, “Il Cavatore”, terminata nel ‘56 e nel ‘58 allestisce la personale catanzarese presso l’Usaiba, nel ‘59 e nel ‘61 allestisce le personali in Francia.

Alla radice dell’arte di Rito vi è la sua condizione umana, il suo nascere popolo, il suo impiegarsi nella coscienza dell’altro, la sua umanità. Le sue figure stravolte dal segno graffiato sono muti testimoni di una sensibilità artistica autonoma e originale. L’arte per Rito risponde ad una pulsione che spinge il desiderio oltre le possibilità della rappresentazione del reale. Materia e spirito entrano in contatto reciproco tramite la mediazione lirica di un linguaggio artistico dal respiro profondo, un linguaggio che nasce dal ventre originario della terra, che riscopre la semplicità della forma superando le illusioni di ogni barriera cronologica.

Enzo Crai

Nasce a Catanzaro  nel marzo del 1942. Subito dopo, a causa dei bombardamenti che colpiscono la città, si trasferisce con la famiglia nel paese natio di quest’ultima, Borgia. Qui vive sino alla sua giovinezza. Nel ‘63 è a Torino dove trova lavoro in una litografia. L’esperienza maturata in questo settore gli consente, nel ‘70, di essere assunto come rotativista alla Gazzetta del Popolo per passare poi al quotidiano Tuttosport e, infine, a La Stampa.

Nel ‘64, in occasione di un suo rientro in terra calabra a bordo di una Vespa, un amico gli fornisce una Lubitel e tre rullini per diapositive, incaricandolo di immortalare le bellezze del Sud Italia: Paestum, Scolacium, diversi scorci urbani. L’amico resta soddisfatto del lavoro: egli espone ed inquadra da vero esperto. E’ questo il suo primo approccio con la fotografia. A Torino, dove ormai vive stabilmente, comincia a frequentare i circoli fotografici presso i quali può confrontasi con fotografi geniali ed affermati, quali Renzo Miglio, Antonio Cassera, Beppe Balla e tantissimi altri. La fotografia di Enzo Crai abbandona il dilettantismo. Produce scatti in bianco e nero, realizzati esclusivamente con macchine a pellicola. Estimatore di Eugene Atget e Ansel Adams, ma anche dei contemporanei Antonio Attini e Francesco Cito, per circa trent’anni si dedica a scandagliare con occhio attento la realtà sociale di città o di luoghi solitari, di paesi del Sud o di borghi abbandonati. Partecipa a diverse esposizioni a Torino e le sue foto sono unitariamente riconosciute come “foto d’autore”. Nel 2010 espone per la prima volta in Calabria con una personale allestita nel Museo del Frantoio del Parco Archeologico di Scolacium di Borgia. Nel 2000, dopo aver affinato tecnicamente un talento naturale, una sensibilità creativa che ha trovato la sua massima espressione nella fotografia egli, poeta delle macchine a pellicola, decide di non  fotografare più. Da allora si occupa a tempo pieno di un’altra grande passione, gli animali abbandonati e randagi.

 

Servizio navette gratuito e corse degli autobus potenziate

L’assessore al turismo, Domenico Concolino, , ha incontrato in mattinata il vice comandante colonnello Cardamone e il maggiore Tarantino del Corpo dei vigili urbani al fine di assicurare una serie di comodità a quanti prenderanno parte all’evento organizzato dall’Amministrazione comunale guidata da Sergio Abramo.

In particolare, saranno garantiti collegamenti con navette gratuite dal parcheggio Musofalo e da quello della Sidis di via Gioacchino da Fiore fino a piazza Matteotti. Inoltre, grazie a un accordo con l’Amc, saranno potenziate le corse degli autobus da piazza dell’Osservanza a Pontegrande, a partire dalla mezzanotte, per rendere più agevoli i rientri.

“Un ringraziamento particolare –  ha sottolineato l’assessore Concolino – lo rivolgo all’Amc e al gruppo Sidis”. 

 

Musei e chiese aperte

Resteranno aperti, la sera del 29 settembre, i musei del Musmi, del Marca e il museo provinciale fino alle ore 1.30. Porte aperte anche per le chiese del centro storico.




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