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ARTE E CULTURA

Anche Catanzaro ha la sua Santa Teresa

Alla chiesa dell'Osservanza l'omaggio alla Santa

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Lunedì 15 Ottobre 2012 - 9:31

La Chiesa celebra oggi, 15 ottobre, la memoria di una grande santa, TERESA D’AVILA, che ci piace  ricordare, anche perché a  Catanzaro c’è una parrocchia, Santa Teresa dell’Osservanza, che ne ricorda il nome ( con decreto Reale del 31 gennaio 1892, per essere stata demolita la chiesetta  di mons. Matteo Franco entro cui era il titolo di S. Teresa dapprima ospitato nella chiesa dei teresiani, fu chiamata di S. Teresa all’Osservanza)  e ne custodisce una bella tela ovale raffigurante la celebre estasi   (in foto, un particolare del pannello turistico sito all’esterno della Chiesa) .


Sin dall’antichità la Chiesa ha accolto nel suo grembo figure femminili maestose, donne protagoniste della mistica cristiana  che hanno avuto, fra gli altri, anche il grande pregio di essersi introdotte in un settore fino ad allora riservato agli uomini: la letteratura. Colte, tenaci, sensibili, le nostre mistiche sono per lo più donne appartenenti a famiglie aristocratiche e benestanti, che hanno poi sentito una chiamata interiore spingerle ad essere “spose di Cristo”.

 Fra queste, prima donna ad essere dichiarata Dottore della Chiesa, si staglia maestosa la figura di Santa Teresa d’Avila. Teresa è una donna eccezionale, un genio femminile che ha innovato la fede cattolica: si  dedicò con tutta se stessa a questa azione riformatrice, nonostante le dure opposizioni che incontrò, di cui espressione emblematica è il giudizio del nunzio pontificio: “Femmina inquieta, errante, disobbediente e ribelle che, sotto il titolo di devozione, inventava male dottrine, andando fuori di clausura contro l’ordine del concilio tridentino e dei prelati, insegnando come maestra contro quello che san Paolo ha raccomandato ordinando alle donne di non insegnare”.

E Teresa  insegnò, noncurante dell’androcentrismo clericale, con le sue opere e con i suoi scritti, giungendo nel Cammino di Perfezione a  quasi un precocissimo ‘manifesto’ femminista . Fatto sta che la Chiesa l’ha proclamata “Dottore della Chiesa ” . Anche l’opzione per i poveri era in Teresa tanto decisa da condurla ad affermazioni per il suo tempo rivoluzionarie: “alcune persone che possiedono quello di cui hanno bisogno e molti denari nello scrigno, guardandosi dal commettere peccati gravi, credono di aver fatto tutto. Godono dei loro averi, fanno di quando in quando un’elemosina, senza pensare che quei beni non sono di loro proprietà. Il Signore li ha loro concessi semplicemente come a suoi amministratori, perché li distribuissero ai poveri: gli dovranno rendere conto del tempo che tengono il denaro loro avanzato nello scrigno, interrompendone e ritardandone l’elargizione ai poveri, i quali forse, in quel momento, stanno nel bisogno”. Le visioni e le estasi restano ovviamente il capitolo più misterioso e interessante della sua vita, e   corrispondono ad un momento di grande conoscenza e  crescita spirituale:    si fanno riflessione,  pensiero,  scrittura. I  testi mistici di Santa Teresa d’Avila  sono tra i più chiari, potenti, poetici che siano mai stati scritti, una vera parusia di Dio nel femminile.  

Teresa d’Avila riassume questa grandiosità dell’anima inondata da Dio  nella sua esperienza: da ragazza, cercava l’ebbrezza dell’amore ma non l’aveva trovata sulla terra, nonostante fosse bella, corteggiata, attratta dai bei ragazzi, innamorata degli abiti di seta e dei balli di corte. La trovò invece nel calore di quel Cristo che già, si legge nel Vangelo,  aveva già accolto sui suoi piedi i capelli e le lacrime di una donna.

 

ANNA  ROTUNDO




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