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ARTE E CULTURA

I Templari tra Roccelletta e Squillace

Intervista di Catanzaroinforma al professor Pisano

UNA CROCE DI MARMO NELLA CHIESA 

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Martedì 22 Gennaio 2013 - 10:52

 

Suscita interesse la ricerca storica del professore Giuseppe Pisano su una possibile presenza templare nel territorio del Golfo di Squillace ed in particolare nella zona della Roccelletta di Borgia. Recentemente è stata da noi riportata la notizia della scoperta (Leggi) , da parte dello studioso soveratese, della leggendaria croce di marmo sulla parete esterna dell'imponente chiesa di Santa Maria della Roccella, sul lato che guarda a Gerusalemme, che sembrerebbe di tipo templare.

Professore Pisano, lei ritiene sia possibile una presenza dell'Ordine del Tempio in questo territorio?

“E' un'ipotesi da non scartare affatto. Stiamo d'altronde parlando dell'ordine cavalleresco più ricco e più potente d'Europa. I Templari - è bene ricordarlo - oltre ad essere ricchi erano onnipresenti. Già nell'XI secolo la Calabria era disseminata di chiese dell'Ordine del Tempio, basti pensare che nel 1191 papa Celestino III interverrà presso gli gli arcivescovi, i vescovi e tutti i prelati di Calabria per consentire la sepoltura nelle chiese templari a quelli che l'avevano chiesta. Approfondire gli studi in tal senso, senza preconcetti, ritengo sia una cosa importante. Lo Jonio viene considerato un mare fuori dalle rotte ufficiali che, invece, portano verso la Puglia o la Sicilia. Più specificamente nel golfo di Squillace, dove sorge la Roccelletta, "navigarono quei calabresi della prima crociata... per citare alla lettera un documento da me ritrovato in un fondo archivistico”.

Quali sono i misteri che avvolgono la chiesa di Santa Maria della Roccella e il territorio circostante ?

“Uno dei tanti è proprio la costruzione - o la riedificazione - di questa chiesa che è la più estesa della Calabria dopo la cattedrale di Gerace, in un periodo (XI secolo) in cui piuttosto si edificava nelle zone interne (che erano più riparate e, quindi, difendibili) e non in una zona spopolata e ben visibile dal mare. Altro mistero è il nome della località, che richiama fortemente alla famosa cittadina templare francese di La Rochelle. Non sono in pochi ad affermare che le navi dell'Ordine del Tempio provenienti dalla Francia, dirette in Terrasanta, erano abituate a fare scalo a La Roccelletta per rifornimento ed altro ancora, prima di puntare per la Palestina. E sembra proprio che nella città francese di La Rochelle esistesse una chiesa, con annessa precettoria, che aveva le stesse identiche dimensioni e forma della chiesa di Santa Maria della Roccella”.

Esiste documentazione in merito?

“In un atto risalente al 1856, trovato presso gli archivi Vaticani e riportato dagli studiosi Antonio Marincola Politi e Umberto Corapi nel libro intitolato Il segreto dei Brettii, viene indicata come “Abadia di Santa Maria della Roccella Ajuto dè Cristiani Viandanti” . Una scritta simile appare anche su un bassorilievo dedicato alla Madonna Odighitria (venerata dai Templari) presente sull'esterno della vicina chiesa parrocchiale di Santa Maria della Roccella: <>. La scultura (l'originale si trova nella cattedrale di Squillace) raffigura la Vergine, molto probabilmente una Madonna Nera, seduta in trono con il Bambino sulle ginocchia”.

Lei in alcune sue pubblicazioni ha parlato di possibile presenza templare anche nei vicini centri di Squillace e Montauro.

“Pare ormai quasi certo che nel borgo di Squillace vi sia stata una presenza templare collegata ad un’importante precettoria detta di Scolacium. Tale presenza troverebbe conferma innanzitutto nella chiesetta gotico-sveva di Santa Maria della Pietà dove peraltro è tuttora presente simbologia templare. Sempre a Squillace sono state rinvenute delle croci templari di cui una uncinata. Altre conferme di una più che possibile impronta dell'Ordine del Tempio potrebbero ricavarsi anche dalle presenze in quel luogo, in tempi antichi, del Monastero dedicato a S. Maria Maddalena e della Chiesa e Ospedale di San Giovanni Battista. Inoltre, come afferma lo studioso Lorenzo Carnevale, era di Squillace Guglielmo che nel 1294 risultava sindaco ed economo degli estesi possedimenti ed imbarcazioni templari di Lentini.

Per quanto riguarda invece Montauro ho già ampiamente parlato della chiesa di San Pantaleone, del suo perfetto orientamento est-ovest e delle tante similitudini rispetto alla chiesa francese di Rennes Le Chateau; anche osservando con attenzione portali, soglie e murature si possono notare, in questo paese, segni e simboli che richiamano ai Templari. Sempre nel territorio di Montauro bisognerebbe approfondire gli studi sulla medievale Grangia di Sant'Anna, in origine dedicata a San Giacomo il Maggiore, difensore contro gli infedeli saraceni e patrono dei pellegrini e dei cavalieri. Purtroppo la documentazione relativa al XII e XIII secolo, come dice anche la studiosa Marialetizia Buonfiglio, risulta dispersa; altri documenti sono stati giudicati addirittura sospetti o contraffatti. L'imponente Grangia montaurese di proprietà dell'ordine certosino (oggi certosa di Serra S. Bruno) nel 1192 otterrà da Celestino III l'autorizzazione a passare sotto l'osservanza cistercense come dipendenza dell'abbazia di Fossanova, luogo dove sono tuttora presenti simboli appartenenti all'Ordine del Tempio. Il promontorio su cui sorge la Grangia è attraversato nelle due valli da due notevoli corsi d'acqua anticamente sfruttati da mulini. Inoltre, debbo dire che gli studiosi hanno da sempre sottovalutato il fatto che il paese pugliese di Alberona, appartenuto ai Templari fino al 1307 e poi, fino al 1794, ai Cavalieri di Malta, risulta essere stato fondato da esuli calabresi in cerca di un rifugio per sottrarsi alle violente incursioni dei pirati saraceni, che continuamente assalivano le coste della Calabria. Lo stemma civico di Alberona (tre monti) simboleggia tre paesi calabresi tra cui Stilo e Montauro. Guarda caso il paese pugliese sorge sulle pendici del monte “Stilo” ed esiste ancora una località denominata “Montauro”. Altra particolarità sorprendente è che Montauro si trova situata esattamente sulla linea retta che collega Rennes le Chateau con Gerusalemme”.

 

Antonella Rubino




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