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POLITICA

La scala di piazza Matteotti si trasforma in una fontana dalla base in vetro triangolare

Il professore Zagari rimette alla città "che gli ha dato tanto" le sue riflessioni. Abramo amareggiato dall'assenza della minoranza

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Martedì 21 Maggio 2013 - 22:10

di Maria Rita Galati

“A Catanzaro Piazza Matteotti, ai piedi del complesso del San Giovanni, è la “porta di terra” da cui si entra nel centro storico, la prima e la più forte immagine di spazio pubblico della città, nella quale da sempre, nel bene e nel male, si riflette il suo destino che alterna nostalgia e speranza, la consapevolezza della sua storia e la sua visione di futuro”. Ridurre la rimodulazione del progetto di riqualificazione di piazza Matteotti alla discussione sull’abbattimento della “scaletta”, come la definisce il suo creatore, significa perdere di vista quello che l’intervento - in termini di ricucitura finalizzata alla valorizzazione dell’aggregazione e del recupero dell’essenza della socialità dell’agorà – ha significato al momento della sua realizzazione. Nell’aula rossa, alla presenza dei presidenti degli ordini degli architetti, ma anche di esponenti del mondo dell’associazionismo e dei cittadini che si appassionano da sempre al destino della scala, chi augurandosene la distruzione anche a mezzo di meteorite, chi rispettando la creazione artistica di Zagari magari senza condividerne l’approccio, il sindaco Abramo batte ancora una volta la via del coinvolgimento che diventa metodo di confronto, sebbene rammaricato dell’assenza dei componenti della minoranza dai quali avrebbe gradito una collaborazione costruttiva. Il professor Zagari ha accolto l’invito del sindaco e dell’amministrazione comunale a rimodulare l’intervento senza configurare questa disponibilità come “un ripensamento o riconoscimento di errore. Resta la validità del progetto che è stato apprezzato in tutto il modo, è stato oggetto di studio e pubblicazioni. Ma mi sono chiesto se non fosse caparbio mantenere il punto di vista dell'autore – ha affermato - le amministrazioni comunali che si sono susseguite sono state molto rispettose sia della mia persona che del risultato del concorso. E questa è una piazza che ha resistito in maniera militare al martirio del tempo e delle aggressioni. Affido alla città queste mie riflessioni, rinnovando un senso di gratitudine enorme per quello che questa Catanzaro ha fatto per me”. La scala, insomma, come “elemento fisiognomico” che potrebbe essere sostituita da una fontana.

"Ho voluto che la presentazione fosse fatta alla presenza degli ordini, seguendo un metodo nuovo basato sulla concertazione di quanto sarà realizzato nel centro storico - ha esordito il sindaco Abramo - che sarà al centro dell'azione amministrativa. E programmazione per il 2014 vorrei coinvolgere gli ordini professionali. Abbiamo avviato concorso di idee, stiamo lavorando anche con la Regione per fare i modo che i finanziamenti vengano inseriti negli assi a complemento di programma affinché non si perdano e stiamo proponendo delle procedure molto più veloci rispetto al passato. Spero, quindi, che dal vostro contributo possano venire idee importanti".

Zagari descrive le ipotesi in campo, non senza ricordare prima che è nel 1992 che per la prima volta prende forma una vera e propria piazza con un progetto che rilegge come un'unità uno spazio eterogeneo formato in più di cento anni”. Nel 2007 con la vittoria del concorso di idee Zagari e il suo gruppo - Ferdinando Gabellini, Giovanni Laganà, Domenico Avati – tornano a un delicato intervento animato da “una grande scommessa, su due idee: l'estensione e il completamento del più importante sistema pedonale della città (di cui fa parte il primo lotto esecutivo del Giardino dei Ciliegi) e l'inserimento di una nuova attività pubblica, una struttura museale multimediale, forte attrattiva di vitalizzazione anche e soprattutto per un pubblico giovane, e complemento strategico del sistema dei grandi spazi culturali della città - San Giovanni, Politeama”.

“Il completamento dell'opera è più dolce rispetto a quella che l'ha preceduta – spiega ancora Zagari - ma investe un'area molto ampia. L’area dell’orologio solare verrò smontata e verrà rivestita con la stessa pietra usata per il rivestimento dell'ex Standa, sorgerà una penisola con cippi dove ci si può sedere; si aggiunge il giardino dei ciliegi che viene ripavimentato in corsite, una pietra molto calda e appropriata a questo luogo mentre sui bordi della piazza saranno impiantate quattro stele dedicate a Mimmo Rotella.

“Il progetto in corso, come da concorso, prevede il restauro della scaletta con rivisitazione cromatiche che la ingentilisce. Il sindaco ha fatto presente l’attesa della città che il monumento venisse messo in discussione – spiega ancora il professore -Abramo ha prospettato la possibilità che la scala venga sostituita con un'altra opera. Ho chiesto al sindaco di poter esporre e raccontare alla città queste mie ipotesi”. Dalla rivisitazione della scala in monocromia scura o bianca, ai tentativi di trasformarla in una pergola d'acciaio le “esercitazioni personali” di Zagari lo conducono all’idea di realizzare una fontana, con acqua variabile a secondo dell’ora e delle stagioni. Una fontana che – incastrata nel suolo – emerge nella sua struttura in vetro per dieci centimetri. L'opera è pensata come un teorema matematico, ed è un progetto ancora in uno stato di formazione.

“Sono stato colpito dalle considerazioni di Zagari – ha affermato il presidente dell’ordine degli Architetti, Biagio Cantisani che ha assistito al concorso per la riqualificazione da dirigente del settore per le risorse finanziarie esterne e programmazione strategica del territorio, nell’amministrazione targata Olivo -. Ha vissuto un’esperienza importante anche con aspetti di contrasto: la città è stata divisa sulla scala, ma gli occhi internazionali la vedevano diversamente. La volontà di rimettersi in discussione è una lezione per tutti gli architetti perché non esiste nulla di definito nell’affrontare un processo intellettuale soprattutto in merito rapporto con la città. Questa decisione – conclude Cantisani – è il segno fronte di un processo di elaborazione importante, il sentire la città può portare ad una meditazione, da portare avanti". Anche il presidente dell’ordine degli Ingegneri, Salvatore Saccà, riconosce che “la nascita di questa piazza è stata molto critica, e non è stata accolta dalla città. A dire il vero – ammette - questa scala non mi è mai piaciuta, la vedo come intrusione che poco si combinava nel disegno originario della piazza. Ma ha raggiunto l’obiettivo sociale di saldare quello spazio a Corse Mazzini”. Un intervento, quindi, che è servito a dotare Catanzaro di un’opera architettonica di grande importanza che “proiettava la città nella modernità”, sostiene lo storico Mario Saccà che lancia una proposta: proprio nell’ottantesimo anniversario  dell'inaugurazione del Monumento ai Caduti – oltre a pensare ad un percorso monumentale che ricomprenda anche piazza Stocco – dovrebbe essere colmato il vulnus rappresentato dal fatto che Catanzaro è l’unica città in Italia che non ha un mausoleo dedicato ai caduti di tutte le guerre. E dopo gli interventi di Domenico Iaconantonio e Aldo Ventrici e il sindaco emerito Marcello Furriolo, alla guida dell’amministrazione comunale che commissionò quell’intervento a introdurre un’importante elemento di riflessione sulla scelta di Zagari raccontando un episodio che riconduce tutti indietro di qualche anno. “Il progetto di ristrutturazione di Piazza Matteotti doveva essere una semplice riqualificazione, ma abbiamo trovato le risorse necessarie e quindi si è proceduto nella trasformazione di quello che era un parcheggio in un’area strategica che è diventata un luogo di aggregazione – ricorda Furriolo -. Quando stavano montando la scala ebbi il dubbio se far sospendere i lavori proprio per come si presentava l’opera. Ma riflettendo realizzai di non avere il diritto di intervenire su quella che era un’opera di ingegno: non avevo titolo a mettere in discussione un’opera d’arte”. La storia è andata avanti ma l’opera d’arte resta solo che “l’artista può interpretare i tempi che cambiano”. “Appresso il metodo adottato dal sindaco Abramo – conclude Furriolo – ma la decisione sarà assunta solo da chi ha il compito di governare”. A chiudere il giro degli interventi il vice sindaco Sinibaldo Esposito.

 

 

 

 

 



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