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SPORT

Uesse, Salvatore Ferraro si racconta

Il capitano ritorna nella sua terra e fa felice papà 

Uesse-Salvatore-Ferraro-si-racconta
Giovedì 05 Settembre 2013 - 10:41

“È stato mio padre che ha iniziato a farmi giocare a pallone, era stufo di vedermi tirare pallonate alla sua macchina”. Inizia così la carriera calcistica di Salvatore Ferraro, capitano della squadra giallorossa, finalmente arrivato, dopo anni in giro a peregrinare per diverse città italiane, a vestire la maglia del Catanzaro. “Ho vissuto in Calabria fino all’età di sei anni- racconta Salvatore- poi mio padre per motivi di lavoro si è trasferito a Milano e tutta la famiglia lo ha seguito. Ricordo poco- dice- della mia infanzia calabrese, in compenso conservo dei bellissimi ricordi di quando l’estate tornavo in vacanza in Calabria. Ritrovavo parenti, amici, quei pochi amici che conservo ancora e con i quali sono in contatto”. Ci racconta la sua vita Ferraro mentre sta sistemando casa dove andrà a vivere con la sua compagna: “A dire il vero era da un po’ che non tornavo in Calabria, la mia compagna è di Benevento e abbiamo sempre cercato di dividerci fra le due città. Ora sono tornato per dare il mio contributo alla squadra per la gioia di tutti, parenti e amici, ma soprattutto di mio padre...il Catanzaro è la squadra di tutti e tutti sono stati felici di sapere che avrei vestito questa maglia”. Il più orgoglioso di tutti è papà Raffaele che non lo ha visto esordire in campionato, perdendosi lo spettacolo indescrivibile della “Capraro”, ma lo ha visto scendere in campo contro la Vigor con la fascia di capitano e ha seguito tutto il ritiro. I suoi ricordi delle vacanze estive sono condite dai odori e profumi di una terra che Ferraro porta sempre nel cuore: “Quando tornavo qui, nei due mesi estivi, si giocava per la strada, non esistevano campetti e luoghi di ritrovo ma ovunque si poteva si giocava. Ricordo le giornate trascorse a mare e quando raggiungevo i parenti di Sala che a mare andavano a Copanello”.  La bella stagione divisa fra l’alto Ionio (Sellia, Botricello) dove viveva gran parte della famiglia e il basso Ionio, dove l’altra parte della famiglia trascorreva le sue giornate. E della sua amata terra non dimentica i sapori, quelli che lo accompagno ancora adesso: “Adoro la pasta al forno- ci dice ridendo- quella fatta con la soppressata e le polpette…a casa mia, da mia mamma e le mie zie, la cucinano tutte una meraviglia: non posso concedermela sempre ma quelle rare volte che posso me la gusto fino in fondo!”. Ci congediamo da capitan Ferraro chiedendo quali sono i suoi propositi per questa stagione e ridendo ci risponde: “Non voglio prendere gol”. E su una sua possibile rete in giallorosso dice: “Sarebbe il massimo ma ribadisco lavorerò per evitare di prendere gol”.

Daniela Critelli 




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