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MUSICA E SPETTACOLO

Teatro del Grillo, superlativo 'Cashmere WA'

 Ennesimo colpo centrato dalla struttura diretta da Claudio Rombolà – uno dei pochi, troppo pochi, luoghi in cui si fa del Teatro

Teatro-del-Grillo-superlativo-Cashmere-WA
Martedì 05 Novembre 2013 - 8:56

Servirebbero i superlativi del gergo facebookiano per capire quanto intenso sia “Cashmere WA”, andato in scena al Teatro del Grillo di Soverato domenica scorsa. Ennesimo colpo centrato dalla struttura diretta da Claudio Rombolà – uno dei pochi, troppo pochi, luoghi in cui si fa del Teatro, con la “t” maiuscola, nella provincia catanzarese -, l’atto unico prodotto da Argot, con la regia di Maurizio Panici, è anche un momento di orgoglio tutto calabro: scritto dal vibonese Leonardo Staglianò, ha vinto la terza edizione del Premio teatrale Diego Fabbri, andandosi ad aggiungere ai numerosi riconoscimenti incassati dall’autore dal suo ritorno in Italia, dopo tre anni statunitensi alla Tisch school of the arts alla New York University.

E questi tre anni si sentono tutti, in ogni passaggio di Cashmere WA – località dello Stato di Washington, sebbene la trama sia ambientata in Alaska. In realtà in scena, a parte qualche diverbio con, in qualche caso, la relativa scazzottata, non accade quasi nulla, come nella perfetta tradizione letteraria teatrale a stelle e strisce, ma non solo americana: densa di dialoghi rivelatori, che raccontano un’altra storia rispetto a quella visibile sul palco, prevedibile grazie ad alcune battute sibilline, comunque agghiacciante per crudezza e profondità, la vicenda di Ryan, il protagonista, è un pretesto per raccontare follia, dissapori, incomprensioni familiari che esplodono insieme alla galleria sotterranea in cui si è costretto a vivere, nel vano tentativo di “afferrare le luci dell’aurora boreale e portarle a casa”, come aveva promesso alla madre morente. Intorno a lui – un eccezionale Tiziano Panici -, un manipolo di personaggi quali la sorella, lo zio e la zia, che aiutano quasi esclusivamente a delineare il complesso profilo del protagonista, risultato anche di tutte le frustrazioni e ansie degli altri. Insieme a Panici/Ryan, in scena sono andati alcuni tra gli interpreti più interessanti e in qualche caso sorprendenti della scena nazionale, tutti piuttosto bravi, da Massimiliano Franciosa – di “Romanzo Criminale” – ad Anna Favella – protagonista femminile della fiction “Terra ribelle” -, ed ancora Stefania Barca – con all’attivo lavori con Pupi Avati oltre che partecipazioni televisive – e poi Alessandro Federico, molto gradito dal pubblico femminile presente in sala, e infine Massimiliano Iacolucci. Strumenti del testo di Staglianò, però, a dirla tutta: calibrato in ogni sua parte, studiato in un perfetto coinvolgimento in crescendo dello spettatore, è piaciuto per la freschezza con cui è stato presentato, a dispetto della trama e dei lunghi dialoghi. Aiutato da una scena ricca di dettagli (di Alessandra Muschella), ma forte anche di un buio angosciante – così come lo spettacolo in sé -, Cashmere WA è stato un vortice che ha trascinato nelle circa due ore di messinscena, quasi senza farne avvertire il peso. A margine, lo stesso Leonardo Staglianò ha voluto incontrare un gruppo di studentesse degli Istituti superiori di Soverato che hanno sposato il progetto di un laboratorio di scrittura di due giorni, coordinato dallo stesso autore. Il Teatro del Grillo è anche questo. E meno male che c’è.

Carmen Loiacono



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