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Oss al Pugliese, Costanzo e Battaglia chiedono tutela dei lavoratori

Secondo i consiglieri 'le professionalità del Pugliese-Ciaccio si trovano a subire sulla loro pelle gli effetti di scelte che non tengono conto del patrimonio di risorse umane di cui dispone l’ospedale hub del Capoluogo di Regione'


“Ancora una volta le professionalità in servizio all’Ospedale Pugliese-Ciaccio rischiano di essere mortificate da scelte dirigenziali che penalizzano un comparto essenziale della città di Catanzaro”. Lo scrivano in una nota congiunta Manuela Costanzo e Demetrio Battaglia in merito alla vicenda del reclutamento degli oss da Reggio Calabria al Pugliese Ciaccio.

“La nostra riflessione – sottolineano – prende spunto dal recente avviso pubblicato dall’Azienda ‘Mater Domini’ per l’assunzione di nuovi operatori socio-sanitari e infermieri. Il direttore generale Belcastro ha ben pensato di riservare una parte dei posti previsti al personale che abbia maturato tre anni di servizio, come previsto per legge per i concorsi negli enti del Servizio sanitario nazionale. Una decisione che riteniamo giusta e opportuna in quanto tiene conto delle professionalità presenti all’interno dell’azienda e che non possono non essere tutelate al momento dell’indizione di un nuovo bando di concorso. Allo stesso modo, perché la direzione del ‘Pugliese-Ciaccio’ non ha usato lo stesso criterio nell’annunciato reclutamento di circa 50 Oss per cui è stato acquisito l’elenco della graduatoria di idonei dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria?” Si domandano i consiglieri che aggiungono:

“Ancora una volta, le professionalità del Pugliese-Ciaccio si trovano a subire sulla loro pelle gli effetti di scelte scellerate e che non tengono assolutamente conto del patrimonio di risorse umane di cui dispone l’ospedale hub del Capoluogo di Regione”. 

“Su questo punto – spiegano – piuttosto che attingere dalla graduatoria di Reggio Calabria, si sarebbe potuto procedere con la stabilizzazione a tempo pieno degli Oss che entro la fine dell’anno matureranno i 36 mesi di servizio e, dunque, il diritto di rientrare nella riserva prevista fino al 50 per cento dei posti messi a bando dalle aziende sanitarie. Una scelta ideale e più logica – indicata anche dal commissario Scura – che darebbe una risposta definitiva a un bacino di precari che hanno maturato sul campo la loro esperienza. In difesa di queste ragioni, anche il sindaco Abramo è pronto a battersi facendo sentire la propria voce nelle sedi istituzionali. Invece, il rischio è che, dopo il concorsone annullato, scoppi un altro grande caos a causa di un’inaccettabile politica dell’ ‘usa e getta’ a danno dei dipendenti oggi preoccupati per le proprie sorti future. Chiediamo, dunque, che si adottino delle misure immediate per tutelare i lavoratori precari nelle more dell’espletamento del concorso che deve essere nuovamente bandito. L’auspicio è che la stessa commissione interna all’Azienda Ospedaliera proceda all’ammissione, direttamente alla prova scritta, di tutti gli 11mila candidati esclusi dal concorso annullato così da preservare le legittime aspettative di tutti i professionisti del settore”.