Stadio, Bosco: Sicuri che i milioni spesi siano stati usati al meglio?

Il consigliere: 'Il Ceravolo non abbastanza degno di una città e di un club di grandi tradizioni come la nostra U.S. Catanzaro 1929'


‘Il pessimo stato del manto erboso del “Ceravolo” e l’ipotesi di realizzare una superficie sintetica (che comunque ci lascia molto perplessi) ci permette di fare qualche riflessione sullo stadio cittadino e su come la politica sia stata miope e disattenta, per non dire altro’. A parlare è il consigliere comunale Gianmichele Bosco.

“Sicuramente al giorno d’oggi – prosegue Bosco – disporre di uno stadio efficiente e sicuro è diventata una necessità fondamentale per tutte le squadre di calcio che intendono coltivare grandi ambizioni, ma ciò che mi chiedo è se l’attuale “Ceravolo” sia uno stadio degno di una città e di un club di grandi tradizioni come la nostra U.S. Catanzaro 1929. L’impianto, senza girarci troppo intorno, ha difetti e lacune. A partire dalla palazzina che ricorda le supercarceri, passando per la copertura della tribuna che fa acqua da tutte le parti e che per via della sua insicurezza intrinseca necessiterà di interventi corposi entro il 2020, senza dimenticare gli spalti sgretolati in diverse zone’.

‘I parcheggi  – prosegue – sono una chimera e il botteghino privo di copertura costringe al “bagno” indesiderato i tifosi nelle giornate piovose. L’acqua penetra negli spogliatoi e la tribuna stampa espone i giornalisti al freddo e alla pioggia. Uno stadio del genere non solo non attira i tifosi, ma li respinge, intaccando sensibilmente quel rapporto viscerale che da sempre è intercorso tra la cittadinanza e la propria squadra di calcio. Allora, bisogna interrogarsi se le ingenti risorse destinate al cosiddetto restyling del “Ceravolo”, più di 5 milioni di euro di finanziamenti comunitari, siano state correttamente utilizzate, se il progetto realizzato possa adempiere ai requisiti minimi di uno stadio dignitoso, oppure no. Conosco già la risposta del sindaco Abramo, sempre pronto a dare la colpa agli altri: “io non ne sapevo niente”, “il progetto lo ha fatto il presidente Cosentino”, “nessuno mi ha fatto vedere il progetto”.

‘Nessuno però impediva al sindaco Abramo di fare il suo dovere, vale a dire controllare le varie fasi del progetto. Avrebbe potuto verificare l’esito della gara in cui bisognava valutare e scegliere le varie ipotesi prospettate, invece di affidare questo compito delicato al suo staff. Se il risultato è quello tragicamente sotto gli occhi di tutti, si ha l’impressione – prosegue Bosco- che siano stati buttati al vento i cinque milioni. La politica è stata superficiale, non rispettosa della storia del Catanzaro e dei suoi impareggiabili tifosi. Se non si voleva investire su uno stadio nuovo di zecca (cosa che sta facendo in maniera lungimirante la città di Cosenza), quanto meno bisognava lavorare ad un rifacimento più accorto, con meno colate di cemento e più attenzione agli spettatori, alla loro sicurezza e alle loro necessità. Il problema dello stadio, purtroppo, si riproporrà presto perché alcune parti sono fatiscenti. Mi risulta che siano stati chiesti finanziamenti ad hoc alla Regione, ma intanto passano gli anni insieme alle stagioni sportive e il nostro “Ceravolo” ha ormai assunto le parvenze dell’eterno incompiuto. Al giorno d’oggi  conclude Bosco – non sono bastati cinque anni e cinque milioni di euro per migliorare un impianto che obiettivamente non appare degno di un club che ambisce a tornare nel calcio che conta il prima possibile’.