Quantcast

‘Insieme si può per Pistoia’ al sindaco: ‘Non ci prenda più in giro’

I componenti del Comitato dopo la partita giocata dalla Polizia scrivono per sottolineare la mancata interlocuzione e manutenzione ordinaria fatta solo in occasione dell'evento LA POLIZIA SFIDA IL CRIMINE CON LO SPORT (VIDEO)


“Giorno 7 marzo si è svolto nel nostro quartiere l’evento ‘Un calcio alla violenza‘, organizzato dalla Polizia di Stato che, in occasione della festa delle donne, ha voluto dimostrare, con sensibilità e senso di responsabilità, l’attenzione verso una delle zone più a rischio della nostra città. Un gesto simbolico che abbiamo molto apprezzato in aggiunta al fatto che, soprattutto nell’ultimo anno, i controlli delle forze dell’ordine si sono intensificati e, seppur gli episodi di violenza, spaccio e consumo di droga continuino a verificarsi, quantomeno non si vive una sensazione di abbandono totale. Almeno l’attenzione delle forze dell’ordine c’è ed è costante. Ma le note positive finiscono qui”. Lo scrive in una nota il comitato “Insieme si può per Pistoiadopo la partita disputata dalla Polizia nel campo di calcetto.

Neanche il tempo di entusiasmarci per questa iniziativa – aggiungono i componenti del comitato – che subito un paio di considerazioni ci rovinano il pomeriggio. Spiace ancora una volta constatare la totale assenza da parte dell’amministrazione comunale che, a nostro avviso avrebbe dovuto essere rappresentata dal Sindaco in persona, o almeno da qualche suo delegato, per dimostrare, almeno per una volta, un reale interesse verso i problemi del nostro quartiere e di tutta la zona sud di Catanzaro. E invece no. Ieri non c’era alcun motivo per essere presenti perché non si è in campagna elettorale. Non c’era alcun motivo di essere presenti perché altrimenti avremmo chiesto al Sindaco perchè non ha mai risposto alle nostre richieste di incontri per capire, insieme, quali siano le soluzioni migliori per tentare di migliorare la qualità della vita dei residenti del quartiere”.

Soprattutto, si legge ancora nella nota, “gli avremmo fatto notare che non è più tempo delle prese in giro. Nei giorni precedenti l’evento, avevamo apprezzato molto il fatto che, finalmente, il Comune avesse iniziato una perfetta pulizia delle aree verdi a ridosso dei campetti di calcio e di basket. Ma ancora una volta siamo stati ingannati dalla nostra ingenuità. Ieri, venuti a conoscenza dell’evento, la triste realtà si è palesata alle nostre menti e ai nostri occhi”.
Il comitato parla di “una vera presa in giro” perché “essere sordi di fronte alle richieste dei cittadini e poi improvvisarsi perfetti amministratori solo agli occhi di altri rappresentanti istituzionali che non sono degli sprovveduti e il quartiere lo conoscono meglio del sindaco”.

“Una vera presa in giro: a fronte di una totale assenza di manutenzione di strade e aree verdi (a parte qualche isolato intervento) che si protrae da anni, ieri tutto era pulito e perfettamente curato, ma solo all’ingresso del quartiere. Bastava fare quattro passi per scoprire il reale stato di abbandono.
Una vera presa in giro perché fino a qualche giorno fa i ‘nostri’ ragazzi hanno giocato con delle porte divelte e pericolose e senza le griglie di protezione ai bordi del campetto di calcio mentre ieri le griglie sono state magicamente ripristinate e sono state allestite delle porte provvisorie, subito rimosse alla fine dell’incontro di calcio. Farebbe sorridere, se non fosse che non ne abbiamo voglia, il fatto che si sia voluta creare una situazione di sicurezza solo per gli occasionali avventori di ieri. Forse che i ragazzi delle periferie non hanno diritto a passare il loro tempo libero in sicurezza?”.

Il comunicato si chiude con una nota di rammarico: “Ci spiace dover dare sfogo alla nostra delusione e non lo facciamo per puro spirito di polemica ma solo, ed esclusivamente, perché abbiamo sempre, come primo obiettivo, l’interlocuzione con l’amministrazione comunale per confrontarci e discutere. Ma se queste sono le azioni con cui si pensa di ‘accontentare’ i cittadini noi non ci stiamo perché, ogni volta viene offesa la nostra dignità di cittadini“.