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Analisi del voto: a tu per tu con Nicola Fiorita

Il dato nazionale e i riflessi sulla politica locale: focus del leader di Cambiavento


di Alessia Burdino

Analizzati i dati, completate le operazioni di scrutinio anche nei comuni è ora il tempo dei bilanci. Il dato venuto dalle urne merita di essere approfondito, esaminato. Considerando, anche, che il prossimo appuntamento elettorale a cui saranno chiamati gli elettori calabresi è, decisamente, molto importante. Con Nicola Fiorita, leader di Cambiavento già candidato sindaco alle Comunali di Catanzaro del giugno 2017, abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti del voto di domenica.

Qual è il suo bilancio del voto di domenica 26 maggio?

La prima cosa, istintiva, che mi viene da pensare è che un partito che ha come priorità la Tav al Nord, l’autonomia differenziata per le regioni del Nord e la Flat tax per gli imprenditori del Nord ha raccolto un enorme consenso al Sud. La storia conosce molti esempi di popoli che in particolari fasi hanno agito contro i propri interessi, ma non pensavo che questo sarebbe mai accaduto alla mia gente e al mio Sud.

Evidentemente il successo della Lega nell’Italia meridionale è determinato da un voto di umore più che da scelte razionali e questo, per la verità, lascia un margine di ottimismo sulla possibilità di invertire la rotta, anche in ragione della scarsa partecipazione al voto e quindi dell’esistenza di una larga parte della popolazione che non ha ceduto alle sirene della destra sovranista.

E però, va riconosciuto che il successo di Salvini poggia su un contesto a lui molto favorevole – e che rende questo 34% molto più solido del 40% renziano – posto che la Lega potrò continuare a governare scaricando sui 5 stelle ogni eventuale fallimento delle proprie politiche e che Salvini ha a propria disposizione più schemi – ad iniziare dall’alleanza tutta destra con Fdi – per alimentare di continuo la retorica della novità e delle promesse elettorali. Dunque, il mio bilancio di questo voto pende decisamente sul lato della preoccupazione per il futuro del nostro Paese, ovvero per la possibilità che il nostro resti un Paese unito, moderno, pienamente democratico ed europeista

Che riflessi avrà su Catanzaro e sulla regione?

Il voto catanzarese è molto interessante. I primi due partiti in città – 5 stelle e Lega – non sono rappresentati in Consiglio Comunale mentre Forza Italia resta sotto il 15%. Se si pensa che quest’ultimo è il partito del Sindaco e sostanzialmente di quasi tutta la sua maggioranza risulta evidente che questa amministrazione non gode più della fiducia dei cittadini.

D’altra parte Catanzaro ha manifestato già nelle ultime tornate elettorali – dalle comunali alle politiche del 4 marzo – l’esistenza di una corposa maggioranza di elettori che invoca il superamento della classe politica che l’ha mal governata per tanti anni. In queste condizioni toccherà principalmente a noi di Cambiavento creare le condizioni perché si apra finalmente una nuova pagina di politica amministrativa in sintonia con le aspettative della cittadinanza.

Per la Regione mi pare che tutto si complichi, da un lato e dall’altro. Ma non amo le tattiche misteriose della politica, spero che da questo voto emerga anche a livello regionale la consapevolezza dell’urgenza di un progetto innovativo per la Calabria fondato su un personale politico competente e credibile, capace di tenere testa alle prossime egoistiche rivendicazioni delle Regioni del Nord.

Come commenta il dato di Riace?

In questi ultimi anni Riace è stata assediata dalle forze che rifiutano la solidarietà, l’accoglienza e la politica fondata sul principio di fratellanza. In una Italia che si è in larga parte consegnata all’odio e al razzismo Riace non poteva resistere. La Riace di Mimmo Lucano – e lo dico con grande tristezza – ha perso. Starà a noi ora custodire il senso di quell’esperienza e creare le condizioni perché da qualche parte e in qualche modo possa tornare a farsi vita.