I Quartieri: “Convocazione consiglio comunale contraria a norma e buon gusto”

Il presidente Serrao: invochiamo la valutazione di un potere terzo, quello giudiziario, visto che ormai a Catanzaro è diventata questa l’unica ipotesi democratica

Ed alla fine hanno buttato la maschera!  – scrive Alfredo Serrao presidente dell’associazione I Quartieri – A Catanzaro si convoca un Consiglio comunale urgente, oggi per domani, in violazione di ogni norma regolamentare, di legge e perché no…di buon gusto.

Ma, la cosa più raccapricciante è scoprire che le istituzioni democratiche, quelle che appartengono ai cittadini, sono “(ab)usate” con violenza – dovremmo invocare l’uso delle scarpette rosse – nel solo tentativo di conservare uno status, la poltrona, mentre tutta la città è in fermento, mentre l’indignazione civica si moltiplica ed invoca i forconi.

Catanzaro in questo momento storico di grande negatività ha però riscoperto una sua radice di cittadinanza attiva, quella che proprio noi abbiamo rimesso in pista, costringendo questo Consiglio comunale a portare all’odg la procedura di decadenza del consigliere Brutto.

E’ tuttavia palese che, come nella convocazione anche l’adozione della decadenza, siano stati attuati dei tempi, diciamo diluiti, per i quali sarà la Magistratura a valutare, stabilendo, se ci sono violazioni di legge e singole responsabilità.

Di certo appare strano che la decadenza sollecitata (nostra nota del 29.07.2019 e 29.11.2019 al Prefetto e accesso atti del 05.02.2020 del Codacons) nel luglio 2019, approdi domani 12 febbraio 2020 e anche su questo dovrà il Prefetto valutare, per come avrà sollecitato e, non abbiamo dubbi, la convocazione di questo Consiglio comunale speedy.

Tutto quello che si determinerà dopo, sarà un percorso ad ostacoli, sarà una lunga guerra politico-amministrativa al netto di assenze tattiche delle opposizioni, dove pochi o nessuno sarà prigioniero, sarà una presa di posizione di una città, quasi tutta e senza distinguo di colori, contro un Consiglio comunale da tutti ritenuto ostile, una specie di forza di occupazione, contro la democrazia e contro ogni regola di civile convivenza. Sapremo nel prosieguo se le procedure di accesso agli atti hanno una scadenza temporale, come uno yogurt (?) e se le giustifiche possano essere postume. Lo sapremo, perché anche su questo invocheremo la valutazione di un potere terzo, quello giudiziario, visto che ormai a Catanzaro è diventata questa l’unica ipotesi democratica”.