Caos nel consiglio comunale: Arti 1, “Ricominciamo a parlare di politica”

La magistratura ha il diritto/dovere di svolgere pienamente il proprio ruolo, con tutto il sostegno dei cittadini, ma l’incapacità di una classe politica, non “deve” delegare il consenso democratico dei cittadini

“Merita una riflessione e un approfondimento quanto è successo e sta succedendo nel Comune di Catanzaro. Lo facciamo sulla stampa perché non siamo presenti nel consiglio comunale, ma non per questo rinunciamo a dire la nostra su una vicenda che ha tutti i crismi di una farsa kafchiana”.  E’ quanto si legge in una nota della segreteria provinciale Art.1.

“Quanto accade è un’occasione per ricominciare a parlare di Politica, in una città che ne registra una lunga assenza, e nella quale si sta consumando una vicenda dai tanti aspetti paradossali. Le criticità meritano chiarezza, e la brevità non può pienamente soddisfarla, ma proviamo a dire come la pensiamo noi di  Art1 di Catanzaro.

A 29 su 32 Consiglieri Comunali è stato notificato da parte della Magistratura inquirente la chiusura delle indagini per una serie d’ipotesi di reati. A seguito dell’intervento giudiziario, l’Assise comunale è entrata in fibrillazione: la città vuole sapere, capire. I singoli Consiglieri, ognuno per proprio conto, iniziano a valutare il da farsi. Il Centro-Destra, Forza Italia in particolare, in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale, mette in discussione il Sindaco Abramo e minaccia le dimissioni di tutto il proprio gruppo di Consiglieri Comunali, allo scopo di provocare lo scioglimento del Consiglio(sic!). L’ attacco all’Amministrazione Comunale, sferrato da autorevoli esponenti della destra è di ordine politico (giudizio negativo su Abramo Sindaco).

 L’attacco e lo scontro – prosegue la nota – gli sono rivolti anche perché il Sindaco si è defilato, rispetto alle questioni che vedono coinvolto il Consiglio Comunale in fatti giudiziari e messo alla berlina in trasmissioni televisive su reti nazionali, per avere voluto marcare una “indifferenza” e differenza verso il destino di tanti consiglieri comunali e del ruolo stesso del Consiglio. I plenipotenziari catanzaresi, e non solo, del centro-destra, certi della vittoria alle regionali, avevano necessità di rimettere in discussione gli assetti interni alle vecchie e nuove “appartenenze”. La prima fase di ricomposizione, in ogni caso si è, a Catanzaro, conclusa. Abramo riparte con la vecchia Giunta, “aggiustandola” con qualche declassamento e rimodulazione delle deleghe. La “novità” è il ritorno della già vice sindaca. (operazione che fa pensare, in attesa di definitivi assestamenti, a una collocazione opportuna). È ovvio che le turbative all’interno del Centro-destra regionale e catanzarese nascono soprattutto dal “problema”: collocazione prossima/futura di Abramo, prossimo sindaco, prossimo presidente della Provincia, prossimo assessore regionale, e via dicendo.

Nel frattempo una buona parte dei Consiglieri Comunali di opposizione, alla spicciolata, si dimettono.

È stata, dunque, una farsa le minacciate dimissioni dei consiglieri di Forza Italia e del Centro-Destra, peraltro facilmente da capire (specchietto per allodole e strumento di ricatto interno alla maggioranza). Con totale disprezzo delle istituzioni e della città di Catanzaro, il Centro-Destra ancora una volta, sceglie, quale prima necessità, il posizionamento dei diversi esponenti interni nella gestione del potere.

Anche in quest’ultima vicenda Comunale, Il Centro-Sinistra a Catanzaro registra, purtroppo, una grave assenza politica, che acquista particolare evidenza nella città.

Nel frattempo quasi tutti i consiglieri di opposizione si dimettono dal Consiglio Comunale, convinti che i consiglieri di Forza Italia avrebbero confermato, davanti al segretario comunale, le loro dimissioni annunciate alla stampa.

Mentre noi scriviamo questa nota il consiglio comunale, convocato d’urgenza (bisognerebbe capire cosa sia successo di così urgente) è riunito presso la provincia per le surroghe previste dalla legge. Noi vorremmo però fare una serie di considerazioni politiche, di metodo e di merito. I consiglieri dimissionari, secondo noi ingenuamente, l’hanno fatto per fare cadere il Consiglio Comunale. Ma sapevano che non sarebbe stato possibile (perché bisognava non dimettersi in ordine sparso ma rassegnare le dimissioni contemporaneamente, in almeno diciassette. Non si sono pertanto dimessi per provocare lo scioglimento del Consiglio. A meno che non abbiano creduto alle “promesse” di dimissioni dei consiglieri di Forza Italia e hanno voluto precederli, palesando, anche in questo caso una certa ingenuità. Vanno via tanti Consiglieri importanti, autoeliminatesi, senza raggiungere alcun obiettivo. Aiutano, invece, l’affermarsi di una cultura pericolosa che già ha fatto breccia fra molti cittadini: un indagato, un rinviato a giudizio, una persona sotto processo, è già un colpevole. Un’aberrazione da sconfiggere. Per ultimo, un consigliere comunale del PD, peraltro non indagato, si dimette. Le sue dimissioni comporteranno l’ingresso in Consiglio Comunale di un primo dei non eletti, non del PD. Le dimissioni di un altro Consigliere Comunale del PD, consentirà l’ingresso in Consiglio a persona non del PD. La destra e di conseguenza il Sindaco, grazie al Centro-Sinistra, si ritrova rafforzata. 

La magistratura ha il diritto/dovere di svolgere pienamente il proprio ruolo, con tutto il sostegno dei cittadini, ma l’incapacità di una classe politica, non “deve” delegare il consenso democratico dei cittadini. Noi pensiamo che la politica può e deve essere sostituita “solo” dalla politica”.