Consiglio comunale tra proteste e new entry. Brutto resta in carica foto

Dal palazzo della Provincia

ore 15.41 La seduta del Consiglio Comunale è finita.

ore 15.35 Urne aperte: Tommaso Brutto resta in Consiglio Comunale. 23 voti “no” per la  decadenza (quindi a favore di Brutto), due si (pro decadenza), due bianche.

ore 15.31 Tra le curiosità della seduta c’è, sicuramente, da annotare la presenza/assenza di Sergio Costanzo presente all’appello ma assente, poi, nel corso dei lavori.

ore 15.27 I consiglieri comunali procedono al voto: decadenza o non decadenza per Tommaso Brutto?

ore 15.25 Intervista al presidente del Consiglio Comunale Marco Polimeni.

 

ore 15. 23 Intervista al neo consigliere di Cambiavento Nunzio Belcaro.

ore 15.19 Prende la parola Demetrio Battaglia che difende e sostiene le scelte del sindaco Abramo.

ore 15.16 Nunzio Belcaro chiarisce il suo precedente intervento e si dice pronto ad offrire il suo contributo.

ore 15.12 Debutta in Consiglio Comunale Vincenzo De Sarro. “Buon senso e rispetto: questi due principi fondamentali. Il mio desiderio è dare un contributo. Proporrò alcune idee ma auspico il coinvolgimento dei giovani”.

ore 15.09 Il neo consigliere regionale Filippo Mancuso prende la parola per ringraziare tutti, fare gli auguri al nuovo vicesindaco e ai neo consiglieri comunali.

ore 14.52 Giovanni Merante fa suo l’intervento di Eugenio Riccio e rimanda le questioni politiche alla prossima seduta di Consiglio Comunale. “Dirò alla prossima seduta le ragioni che hanno portato a questa giunta”. Parole di apprezzamento vanno, quindi, al neo vicesindaco. “Oggi le commissioni lavorano molto di più del passato. Non provo vergogna ad essermi appropriato – secondo la Procura, secondo me no – di 29 euro. Mi vergogno del fatto mio figlio, il 15 dicembre, si sia sentito chiedere da una professoressa  se fosse figlio di “quello arrestato”. Di questo mi vergogno perché lavoro tanto e do lavoro ad altre persone”. Merante si commuove. E strappa qualche lacrima anche a qualche altro consigliere comunale.

ore 14.46 Interviene il consigliere Rosario Mancuso. Che condivide le parole del sindaco e fa gli auguri al neo consigliere regionale, Filippo Mancuso.

ore 14.43 Riprende la parola Giuseppe Pisano: “Faccio gli auguri di buon lavoro a Ivan Cardamone che è un valido assessore. La maggioranza non può fare a meno di FI, di Cz da vivere e nemmeno del sottoscritto”.

ore 14.37 Riprendono i lavori. Il segretario richiama l’appello: 27 presenti. Il presidente Polimeni, accompagnato dall’applauso del Consiglio Comunale, saluta Filippo Mancuso eletto in Consiglio Regionale.

ore 14.10 I lavori vengono sospesi per consentire ai  neo consiglieri comunali di approfondire la documentazione relativa al punto all’ordine del giorno.

ore 14.05 Interviene Luigi Levato. “Saluto Gabriella Celestino e, oggi, posso finalmente dire che è il vicesindaco di tutti”. Parole di apprezzamento, anche, per il sindaco. Dure, invece, le critiche per la senatrice Granato. “Meglio un’ottima transumanza che un tradimento giorno per giorno” – con questa frase Levato rimanda alla prossima seduta l’approfondimento politico su alcuni fenomeni di “transumanza”.

ore 13.50 Prende la parola Eugenio Riccio che fa gli auguri al neo governatore e ai catanzaresi eletti in Consiglio Regionale a cui va l’invito di pensare alla città. Poi Riccio si rivolge al sindaco invitandolo a portare avanti la battaglia sulla sanità. Poi l’affondo sulla Granato: “Non si accettano attacchi da chi rappresenta il nulla cosmico. Ai consiglieri comunali  (ex) che, sui social, dipingono noi come sciacalli bisogna chiedere cosa hanno prodotto in questi anni”. “Ora – tuona Riccio – non  perseveriamo nell’errore e interveniamo sul funzionamento delle commissioni”. “Il M5S rappresenta, ormai, la vera casta. Mi rivolgo a Francesco Mardente, si agita sui social la ma vera casta è lui che lavora solo grazie ad un posto nella struttura di un parlamentare. I Cinque Stelle hanno avuto una grande fortuna ma non sono stati in grado di amministrare nulla dimostrando grande incapacità politica”.

ore 13.42 Prende la parola il consigliere Fabio Talarico: “Riconosco a Nicola Fiorita l’onestà intellettuale di fare opposizione in modo onesto e serio. Sono felice che Cambiavento abbia scelto di essere rappresentata in questo Consiglio Comunale. Mi auguro che il neo consigliere Belcaro si ravveda sull’idea “del paesaggio umano misero” perché nessuno in quest’aula è abusiva”. “Noi oggi dobbiamo ragionare sulla responsabilità. Dobbiamo immaginare un momento di rilancio vero, reale”.

ore 13.35 Si passa all’ultimo punto all’ordine del giorno. Quello relativo alla posizione di Tommaso Brutto. Il presidente Polimeni fa sapere che, nei trenta giorni previsti, il consigliere ha prodotto le giustificazioni di tipo medico. Ora il Consiglio Comunale dovrà votare in modo segreto. Polimeni dà lettura della giustificazione in modo sommario omettendo le parti di natura sanitaria perché coperte da diritti di privacy.

Ore 13.31 Questa l’intervista a Francesco Di Lieto di Codacons uno degli organizzatori della manifestazione di protesta al Consiglio Comunale.

 

ore 13.27 “Catanzaro è uno dei pochissimi comuni calabresi con i conti in ordine. Motivo per cui riusciamo a garantire i servizi” – prosegue il sindaco. Bosco, tra il pubblico, replica al sindaco. La sala si infervora nuovamente. Pochi secondi poi qualcuno lascia l’aula, qualcun altro resta. Abramo riprende a parlare: “Avere una opposizione propositiva è un bene per tutti. Lavoriamo per questa città che è la città di tutti”.

ore 13.23 Dalla platea si alza la voce di una cittadina contro il sindaco. Abramo sottolinea: “Sono l’unico sindaco eletto per la quarta volta. Nel 1997 questa città era così ingessata tanto da essere stata relegata con l’etichetta di città delle incompiute. Nel mio primo mandato sono state completate e realizzate molte opere”.

ore 13.20 “Non è facile rimanere al proprio posto dopo le indignazioni e le offese subite da questa città” – quando pronuncia questa frase Abramo si commuove. La sua maggioranza lo applaude. “Adesso più di prima il mio posto è qui, alla guida della città. Non ci si dimette per gli avvisi di garanzia”.

Ore 13.15 Ecco una intervista rilasciata dal sindaco Sergio Abramo a margine del Consiglio.

ore 13.10 Abramo parla, quindi, di “Gettonopoli” e dell’onda mediatica ad essa conseguente. “Ho provato grande imbarazzo nel vedere descritta la mia città così come avvenuto in alcune trasmissioni televisive”. Poi il sindaco snocciola i dati sui tanti risultati raggiunti.

ore 13.07 “Siamo riusciti a ritrovare la serenità” – dice il sindaco. “Rilanciare l’azione amministrativa deve essere la volontà dell’intera coalizione di centrodestra. Ridare linfa al progetto che ci ha visto vincere nel 2017 credo sia la strada giusta. La scelta dei consiglieri che si sono dimessi merita rispetto e chi è subentrato farà sentire la propria voce con la correttezza di chi li ha preceduti”. L’analisi di Abramo prosegue con il focus sui ritardi causati dal precedente governo regionale. Come, in materia, sanitaria. Abramo non risparmia critiche a nessuno. Centrodestra e centrosinistra. Poi apre la parentesi sulla senatrice Bianca Laura Granato. “Ha rivolto a me accuse molto pesanti, probabilmente per attirare a se visibilità. Rimango allibito dal suo comportamento. Ricordo quando fu candidata nel 2007 e non riusci ad entrare in Consiglio Comunale. Nei vari confronti dimostrava poca conoscenza degli argomenti trattati. La invito a studiare, a fare esperienza in modo da brillare con luce propria e non riflessa”. Poi Abramo annuncia la querela contro la Granato.

ore 13.04 Pochi minuti dopo le 13 prende la parola il sindaco Sergio Abramo. Ad apertura di intervento il primo cittadino fa gli auguri al neo governatore Jole Santelli e ai catanzaresi eletti in Consiglio Regionale. Gli auguri e il bentornato, quindi, a Gabriella Celestino e il saluto all’ex assessore Migliaccio (dimessa). Quindi ai nuovi consiglieri comunali.

Mentre il sindaco parla in aula, nei corridoi scatta il botta e risposta tra qualche consigliere comunale e alcuni cittadini.

ore 13.02 Il neo consigliere Mottola d’Amato chiarisce che Roberto Guerriero non è coinvolto nell’inchiesta.

ore 12. 56 Prende la parola il consigliere di Catanzaro da vivere, Ezio Praticò. “Alla consigliera Gallo voglio dire che i consiglieri e gli assessori hanno lavorato a pieno regime anche durante la fase elettorale. Al mio gruppo dico che siamo orgogliosi di fare parte di Catanzaro da vivere”. Praticò cita Celentano e dice: “Ci dispiace per gli altri”. ”

ore 12.55 Il presidente Polimeni prende la parola per salutare Fiorita e Bosco sottolineando l’apporto dato alla città e al Consiglio Comunale.

ore 12.45 Interviene Giuseppe Pisano. “Non accetto la morale – dice – da parte di chi, da anni, ha ricevuto rimborsi. Non mi farò fare la morale da trasmissioni televisive”. Poi l’affondo del consigliere per gli esponenti politici che, in queste settimane, hanno puntato il dito contro l’amministrazione comunale. I riferimenti di Pisano sono pesanti. Forti. Duro l’attacco rivolto alla senatrice Granato definita dal consigliere comunale “una turista per caso” in quel di Roma. Poi il pensiero di Pisano va a Fiorita e Bosco: “Mancheranno in quest’aula, ma continueranno a fare politica”. Il consigliere rinnova la sua fiducia al sindaco Abramo. Entra in aula il consigliere Luigi Levato. La platea torna ad animarsi. Invitano i consiglieri a dimettersi. Pisano invita i cittadini a confrontarsi dopo il Consiglio. Il botta e risposta prosegue e gli animi si scaldano.

ore 12.43 Prende la parola il consigliere di FI, Roberta Gallo. Inizia con il fare i complimenti ai catanzaresi eletti (si agita la platea) alla Regione. Poi l’affondo sul centrosinistra e su Ciconte “reo” a suo giudizio di aver taciuto in questa fase. Menzione a parte per Nicola Fiorita “che ha dimostrato dentro e fuori il Consiglio comunale stile e coerenza. Stessa cosa vale per Gianmichele Bosco. Una minoranza, quindi, che si divide. Posizione diversa è quella di FI che, come sempre, ha assunto una posizione forte. Coerente. Una posizione così netta al punto da arrivare a chiederci se era necessario staccare la spina a questa amministrazione. Non abbiamo formalizzato le dimissioni. Ma abbiamo voluto far riflettere il sindaco su quel momento storico. A seguito del documento di FI si sono ipotizzati governi alternativi, innaturali. Con pezzi dell’opposizione. Noi di FI abbiamo impedito che tutto ciò accadesse”. Poi la Gallo parla di chi ha lasciato FI, il riferimento è ovviamente indirizzato alla Celi. Tuona contro chi ha cercato di convincere altri consiglieri a lasciare il gruppo.

ore 12.26 Il sindaco Sergio Abramo illustra la “nuova giunta”. Interviene il neo vicesindaco Gabriella Celestino: “Sento il dover di intervenire nonostante l’emozione. Nonostante i 40 anni vissuti al Comune in vesti diverse. Ho risposto alla chiamata del sindaco perché credo sia necessario lavorare e non far perdere alla città nessuna opportunità di crescita e sviluppo”.

ore 12.24 Maurizio Mottola D’Amato prende la parola e auspica modifiche immediate al regolamento comunale.

ore 12.22 Prende la parola il neo consigliere comunale Raffaella Sestito. Annuncia il suo ingresso nel gruppo misto e la sua appartenenza all’area di centrodestra.

ore 12.15 Completate le operazioni surroghe si procede con gli interventi. Apre i lavori il neo consigliere comunale Nunzio Belcaro: “Un quarto dei votanti ha scelto, nel 2017, Cambiavento. Da quel giorno il nostro movimento è diventato un laboratorio politico vivo e attivo”. Belcaro parla, quindi, di “Gettonopoli”. Di un paesaggio umano del Consiglio Comunale che è, secondo il neo consigliere, la causa del perché non si è mai completata l’operazione per le videoriprese del Consiglio Comunale. “Fiorita e Bosco sono stati i primi ad annunciare le dimissioni  e a seguire altri tre consiglieri comunali. Poi l’annuncio di FI. Ma di quelle dimissioni sono state formalizzate solo quelle dell’assessore Migliaccio. Tutto torna come prima. Noi di Cambiavento metteremo a disposizione di un notaio le nostre firme per le dimissioni. Non faremo mancare in Consiglio la principale voce protagonista”.

ore 12.11 Giuliano Renda subentra a Fabio Celia. Classe ’59 candidato nella lista Fare per Catanzaro torna in Consiglio Comunale. Si passa ai voti: 24 voti favorevoli.

Giuliano Renda
Nuovi consiglieri comunali

ore 12.07 Raffaella Sestito subentra a Libero Notarangelo. Classe ’66 candidata nella lista Svolta democratica entra in Consiglio Comunale. Si passa ai voti: 24 voti favorevoli.

Raffaella Sestito
Nuovi consiglieri comunali

ore 12.02 Maurizio Mottola D’Amato subentra a Roberto Guerriero. Classe ’68 candidato nella lista SOCIALISTI E DEMOCRATICI entra in Consiglio comunale. Si passa ai voti:  23 voti favorevoli.

Maurizio Mottola Di Amato
Nuovi consiglieri comunali

ore 11.57 Nunzio Belcaro subentra a Gianmichele Bosco. Classe 1978, candidato nella lista Cambiavento, il “libraio” entra in Consiglio Comunale per la prima volta. Si passa ai voti: 22 voti favorevoli.

Nunzio Belcaro
Nuovi consiglieri comunali Nunzio Belcaro

ore 11.51 Si parte con le surroghe. Vincenzo De Sarro subentra a Nicola Fiorita. Relaziona l’assessore Alessandra Lobello. Classe 1971, De Sarro è stato candidato nella lista “Insieme per Fiorita”. La surroga viene messa ai voti: 21 voti favorevoli. Il neo consigliere prende posto ed entra in Consiglio.

Vincenzo De Sarro
Nuovi consiglieri comunali

ore 11.44 Polimeni continua: “La politica è fatta di uomini. E tutti gli uomini sbagliano. Come accade in ogni categoria. Vi è un’altra principio: il garantismo. La giustizia giusta – diceva Pannella – è quella che non può essere drogata dai media.  Proviamo a tramutare in propositività l’attenzione dei media sulla città”. Polimeni annuncia, quindi, le novità su cui si andrà a lavorare:

  • inserimento badge al Palazzo Comunale
  • modifica regolamento: maturare gettone solo dopo aver partecipato ad almeno la metà delle sedute delle commissioni consiliari
  • accelerare le procedure per le videoriprese del Consiglio Comunale

Poi il pensiero di Polimeni va ai consiglieri che si sono dimessi. A loro l’invito a proseguire le loro battaglie. Gli auguri, quindi, al neo vicesindaco. Il clima si infervora quando il presidente parla delle “proteste”. Il pubblico si anima. Pochi minuti di concitazione, poi, via ai lavori.

ore 11.41 Dall’Inno d’Italia alla Costituzione: l’intervento di Marco Polimeni si sviluppa su più punti. Parte da quanto accaduto negli ultimi mesi. Affronta a viso aperto la scelta di aver difeso le ragioni della città nell’arena di “Non è l’Arena”. “Non ho difficoltà – dice – a chiedere scusa a quei cittadini che non si sono sentiti rappresentati dal mio agire. Ho cercato di difendere dei valori e dei principi costituzionalmente garantiti. Se tornassi indietro lo rifarei”.

ore 11.37 Si inizia. Il segretario generale chiama l’appello. Mancano Ciconte (giustificato),  Mancuso Filippo (giustificato), Mirarchi (giustificato), Rotundo (da poco diventata, di nuovo, mamma), Trifiletti (giustificato) e Pisano. La seduta si apre con l’Inno d’Italia. Una scelta voluta dal presidente Polimeni.

ore 11.25 Mentre il sindaco Abramo è accerchiato dai giornalisti, arriva in aula il presidente del Consiglio Comunale Marco Polimeni. Nelle sue dichiarazioni il primo cittadino ha ribadito le ragioni della scelta di andare avanti ed evitare il commissariamento dell’ente con tutte le conseguenze del caso.

ore 11.15 Il sindaco Sergio Abramo arriva in aula. Viene bloccato dai giornalisti per le prime dichiarazioni. Fa il suo ritorno in aula anche Gabriella Celestino, neo vicesindaco. Nel pubblico ci sono i consiglieri dimissionari. E c’è, anche, quella vecchia conoscenza dell’aula. Una reunion che così non si vedeva da molto. Forse tanta gente non c’era neanche alla prima seduta di questo Consiglio Comunale. In un modo o nell’altro oggi inizia un nuovo corso.

ore 11.05 I protagonisti della protesta arrivano in aula. Qualcuno arriva munito di maschera al viso e sciarpa giallorossa. Qualcun altro con il naso da clown . A favore di telecamera c’è un pò di tutto.

ore 11 I neo consiglieri comunali, in attesa di surroga, arrivano in aula. Si guardano intorno. Ciascuno cerca di capire quale posto dovrà occupare. Sotto fuori dal Palazzo si sta svolgendo la protesta annunciata, ieri, via social. La platea è già piena. Tanti i giornalisti, molti gli spettatori. Si preannuncia un Consiglio Comunale vivo. Del resto il civico consesso non si riunisce da molto tempo. E nel frattempo sono successe moltissime cose.

ore 10.45 I consiglieri comunali stanno arrivando nell’aula Ferrara del Palazzo della Provincia per la seduta del Consiglio Comunale convocata per la surroga dei consiglieri comunali subentrati ai dimissionari. Prevista, anche, la discussione sulla posizione di Tommaso Brutto.