Guardie mediche presidio essenziale molti Comuni: le reazioni

Venerdì 28 i Parlamentari 5 Stelle presenzieranno ad un tavolo con la struttura commissariale

Sono molte le reazioni del mondo istituzionale e sindacale di questi giorni contro la riduzione delle Guardie Mediche nei territori montani e dunque periferici e distanti dai presidi ospedalieri. Si è parlato di una sospensione della delibera dei Commissari dell’Asp di Catanzaro, dopo un intervento del Ministro Roberto Speranza, ma in tanti auspicano un vero e proprio atto di annullamento.

Venerdì 28 i Parlamentari 5 Stelle presenzieranno ad un tavolo con la struttura commissariale

“La riduzione delle postazioni dell’ex Guardia medica nella provincia di Catanzaro si basa su presupposti normativi sbagliati e penalizza Comuni che invece hanno bisogno evidente di questo presidio essenziale. Abbiamo contestato formalmente la scelta della commissione straordinaria dell’Asp catanzarese e promosso e ottenuto, per venerdì 28 febbraio alle 10,30, un Tavolo specifico alla struttura commissariale, alla Cittadella regionale, cui tra gli altri parteciperanno tutti i sindaci interessati e i parlamentari del territorio”. Lo affermano, in una nota, i parlamentari M5S Bianca Laura Granato, Giuseppe d’Ippolito e Paolo Parentela.

“È probabile che nelle prossime ore – proseguono i parlamentari M5s – la commissione dell’Asp di Catanzaro si determini, come ieri anticipato al dipartimento regionale Tutela della salute, sospendendo con analogo atto la delibera con cui ha ridotto le postazioni in questione. In ogni caso ci sarà questo Tavolo in cui ci ritroveremo, al di là dei colori della politica, per ripristinare i diritti delle popolazioni del Catanzarese, che non possono essere compressi per alcun motivo. La battaglia per la tutela della salute non deve avere confini politici. Perciò ci siamo mossi in maniera da affrontare insieme, e con la massima apertura, un problema che potrebbe interessare altri territori della Calabria, in parte già colpiti da pesanti disservizi. La nostra attenzione sulle necessità del Servizio sanitario regionale continua ad essere massima”.

Vito Pitaro: “Revoca immediata della delibera”

La soppressione di 35 delle 60 attuali postazioni di guardia medica sul Territorio di Catanzaro e Lamezia è certamente un atto che sul piano amministrativo presenta diverse falle, una per tutte la palese violazione del principio di concertazione preventiva con la conferenza dei sindaci in materia di sanità e che, quindi, dovrebbe essere ritenuto un atto inefficace, ma nei fatti rappresenta soprattutto uno scippo ai danni di territori e comunità già in ginocchio dalla crisi economica e dal dissesto degli enti locali e che oggi con questo provvedimento vedrebbero sottratto l’unico presidio sanitario che permette ai cittadini di usufruire di una prima assistenza sanitaria.
Non si può continuare a pensare che la razionalizzazione e il taglio della spesa sanitaria possa essere effettuato sulla base di statistiche e studi che nulla hanno a che vedere con il diritto dei cittadini ad avere una sanità dignitosa.

La soppressione delle guardie mediche, infatti, non solo comporterebbe solo disagi, ma certamente non porterebbe ad un risparmio, ma a un aumento dei costi della sanità poiché in mancanza di questi presidi i cittadini sarebbero costretti a recarsi nei pronto soccorsi e nei reparti ospedalieri. Chiedo, quindi, la revoca immediata della delibera in questione e un incontro urgente con il commissario al fine di evitare che il problema non venga affrontato seriamente ovvero solo rimandato“.

Articolo 1 Calabria: “Provvedimento lontano dai problemi dei calabresi”

“Il provvedimento con il quale era stata disposta la soppressione di 34 guardie nella provincia di Catanzaro è apparso, da subito, profondamente ingiusto e lontano dalla realtà dei problemi che affliggono il mondo della Sanità in Calabria.
Riteniamo infatti che occorra operare investimenti che possano ampliare l’offerta di beni e servizi in questo settore piuttosto che tagli che invece ne determinerebbero la paralisi completa.
Esprimiamo vicinanza a tutti gli operatori medico sanitari che in questi anni, in condizioni di difficoltà, hanno consentito alle guardie mediche di prestare una assistenza che riteniamo importante in una regione come là Calabria.
Ci attendiamo ora che il Ministero della Salute, anche in considerazione della sensibilità fin qui mostrata e della attenzione che sta rivolgendo al mondo sanitario calabrese, intervenga per correggere quello che evidentemente appare come un errore commesso dalle strutture commissariali.
Quello sanitario è un servizio che in Calabria deve essere potenziato e diffuso nell’interesse del cittadino.
Come Articolo Uno Calabria saremo sempre in prima linea per difendere il più possibile l’universalità del diritto alla salute nella nostra regione”.