Pitaro su farmaci diabete: “Disdicevole variabilità tra le regioni italiane”

Il consigliere regionale: "Non è ammissibile si risponda non sono stati acquistati per il mancato avvio della procedura di gara"

Anche per l’erogazione dei farmaci antidiabete si registra, “con la Calabria che al solito brilla per colpevole negligenza, una disdicevole variabilità tra le regioni italiane”.

Ne parla in una nota stampa Francesco Pitaro, consigliere regionale di ‘Io Resto in Calabria’. “I disagi che stanno vivendo numerosi pazienti affetti da diabete e le loro famiglie – scrive Pitaro – a causa della mancata erogazione da parte dell’Asp di Catanzaro dei ‘presidi salvavita’, sono francamente intollerabili. Non è ammissibile – sostiene il consigliere regionale di ‘Io Resto in Calabria’ Francesco Pitaro – che ai pazienti si risponda, dagli addetti all’erogazione, che i ‘presidi salvavita’ non sono stati acquistati per il mancato avvio della procedura di gara.

Dinanzi a queste manifestazioni di cattiva amministrazione, tutt’altro che estemporanee perché si ripetono nel tempo – come si evince dalle proteste della Federazione ‘Diabete Calabria’ a cui qualche mese addietro è stato risposto che ‘si è in carenza di personale e non c’è nessuno che possa effettuare gli ordini e gli acquisti’ – ritengo che i Commissari prefettizi dell’Asp, il Commissario ad acta per il Piano di rientro e il Direttore generale del Dipartimento sanità della Regione, debbano battere un colpo. E, con immediatezza, provvedere a risolvere la problematica. Gli effetti della pessima organizzazione burocratica di un’Azienda sanitaria che nega ai più deboli i Livelli essenziali di assistenza non possano ricadere sui pazienti. Non è, tra l’altro, assolutamente giustificabile un comportamento cosi fastidiosamente inadempiente da parte di un Sistema sanitario regionale che mentre impone alla Calabria, a causa dell’enorme disavanzo, la percentuale fiscale più alta fra le regioni italiane, nega clamorosamente ai cittadini i farmaci antidiabete e più in generale il diritto alla salute”.