Pitaro: “Rituali politica non fermino la Calabria”

“La Calabria non può più lasciarsi immobilizzare dai rituali della politica che, occupando quasi per intero il dibattito pubblico, ritardano la possibilità di affrontare le sfide della globalizzazione che non potranno essere neppure fronteggiate, se non ci occupiamo, da subito e con intelligenza, dell’enorme capitale umano a nostra disposizione che nella società della conoscenza è uno dei principali fattori di crescita e innovazione”. E’ quanto afferma, in una dichiarazione, il consigliere regionale di “Io Resto in Calabria” Francesco Pitaro.

“Ho apprezzato – aggiunge Pitaro – il conferimento da parte dell’on. Santelli della delega assessorile per l’Università, la Ricerca e la Pubblica istruzione alla scienziata Sandra Savaglio, ma adesso è necessario consentirle di mettersi al lavoro, rapidamente e senza intralci, per iniziare a comprendere da dove incominciare per cambiare rotta, dare fiducia e mettere a valore i settantuno mila iscritti alle università di cui solo il 55 per cento (39mila) studia negli atenei calabresi. Credo sia urgente anzitutto aumentare la leva economica messa a disposizione per l’istruzione, la ricerca e il patrimonio culturale. Occorre garantire continuità di risorse ai Centri di ricerca regionale, a partire da quelli nel campo della sanità e dell’innovazione tecnologica che occupano studiosi di levatura internazionale e giovani ricercatori che producono ricadute sociali ed economiche. Dalle borse di studio ai servizi per gli studenti, dall’incentivazione dei corsi post – lauream attraverso agevolazioni per la frequenza di master e corsi di perfezionamento o di dottorato alla formazione dei ricercatori calabresi attraverso borse e assegni di ricerca, c’è un ‘mondo’ verso cui dispiegare impegno legislativo, amministrativo e politico”.

C’è poi da prevedere investimenti – sostiene ancora Pitaro – per il recupero, la conservazione e la valorizzazione, anche a fini turistici, dei beni storici, dei siti e dei parchi archeologici, assicurando in maniera selettiva e avendo riguardo alla qualità delle proposte, sostegno alle manifestazioni culturali. Il patrimonio culturale regionale, dalle radici millenarie e apprezzato da intenditori e studiosi di primissimo piano, va preservato e valorizzato, anche con il supporto dei nostri giovani, perché rappresenta una ricchezza per la collettività e un decisivo fattore per accrescere giustizia sociale e sviluppo sostenibile. Ritengo infine cruciale migliorare il rapporto fra accademia e società civile, perché le distanze, spesso dovute alle disattenzioni della politica, e gli scollamenti fa saperi e bisogni reali della collettività, oltre a non giustificarne i costi non aiutano la Calabria a crescere, ma per farlo occorre che la Regione dia corso a una nuova stagione d’impegno per la quale non mancherà l’apporto di idee, il pungolo e la nostra condivisione”.