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Signore e signori benvenuti al “Teatro Masciari 3.0”

I dettagli della proposta progettuale che restituirà alla città la fruibilità dell’immobile di Piazza Le Pera

di Giulia Zampina

Hanno 40 anni, hanno deciso di restare a Catanzaro, hanno scritto un progetto a quattro mani che ha come arco temporale per il completamento il 2026 (cosa da far venire i brividi). Ma soprattutto hanno capito che insieme si può, insieme si deve. Che è la somma che fa la differenza. I loro nomi sono conosciuti in città . Giovanni Carpanzano e Francesco Passafaro. Ora i loro nomi sono legati ad un sogno. Quello della riapertura dello storico Teatro Masciari. Un sogno che altri hanno vaneggiato negli anni senza avere la forza di inseguirlo, semplicemente perché avrebbero voluto che si realizzasse a spese (letteralmente spese) di altri. Giovanni e Francesco, figli di questa città, sono cresciuti nell’epoca in cui invece hanno dovuto imparare che nessuno ti regala niente. Già perché, se da un lato la loro generazione passa per quella più agevolata, dall’altra il rischio che sia anche quella degli invisibili fagocitati dalla massificazione è alto. E allora distinguersi partendo dalle loro radici è l’unico modo per lasciare un segno. Passafaro e Carpanzano, Giovanni e Francesco, il pragmatismo e la competenza si mettono insieme ed in 122 pagine di formulario, scrivono un sogno. Restituire alla città la fruibilità dell’immobile di Piazza Le Pera. Perché laddove c’è chi rivendica, parla di numeri un po’ a caso, c’è anche chi lavora. Il gruppo operativo di Agenda Urbana, coordinato da Tonino De Marco e poi, appunto loro. Gesto e parola si chiama l’Ati costituita da Passafaro e Carpanzano. E chissà se il nome è proprio indicativo delle loro caratteristiche umane. Passafaro il gesto e Carpanzano la parola. Ma tant’è.

Teatro Masciari 3.0 è la nuova scommessa culturale della città

Ma cosa sarà questo nuovo teatro Masciari? Un Centro di animazione sociale e partecipazione collettiva, Centro di attivazione di laboratori creativi e di attivazione di esperienze di confronto fra pari, quali campi di lavoro e volontariato. Il progetto prevede la gestione sociale di immobile, progetti di inclusione sociale e/o lavorativa a favore di soggetti disabili, svantaggiati, tossicodipendenti, anziani, drop-out scolastici, ex detenuti, soggetti in misure di prevenzione o alternative e al carcere, minori in difficoltà, progetti di prevenzione ed aggregazione sociale per I giovani a rischio di emarginazione, progetti di accoglienza e tutela per donne vittime di violenza, di persecuzione razziale o di tratta per la prostituzione.

“Questo progetto – dicono i promotori – di inclusione sociale avrà un notevole impatto emotivo, in quanto per Catanzaro rappresenta la riapertura del proprio teatro, posto al centro della città, in una posizione logistica invidiabile e raggiungibile semplicemente, sia con mezzi privati che pubblici. Il Progetto TEATRO MASCIARI 3.0 possiede diversi ambiti di sviluppo che sono la risultante della somma degli ambiti di pertinenza e del Curriculum delle Associazioni che comporranno l’ATS e dei partner di progetto, che, con la loro esperienza ventennale, i progetti di inclusione sociale, le stagioni teatrali, le scuole di teatro e le compagnie, hanno saputo costruire un proprio pubblico e gestire le relazioni con fornitori e operatori dello spettacolo”.

Altro aspetto è la riapertura di un fondamentale cinema/teatro cittadino, dedicando uno spazio alle associazioni che si occupano di cinema e teatro e faticano a trovare una sede, mentre nel fine settimana (che nel cinema va dal giovedì alla domenica) concentreremo i film più importanti, il cinema d’essai, i film che garantiscono i più numerosi afflussi di pubblico, che avrà mille agevolazioni logistiche nel riavere il cinema vicino casa. Gli ambiti del progetto TEATRO MASCIARI 3.0 si riassumono nella seguente definizione: la creazione di centri permanenti e polivalenti per la diffusione della cultura teatrale e cinematografica, per l’inclusione sociale e l’abbattimento delle barriere culturali e di genere attraverso l’arte, la cultura e l’arte terapia.
Il teatro Masciari verrà restituito al centro storico come luogo di eventi, mostre, reading, lectio magistralis, musica, teatro e cinema d’essai con la creazione di un bistrot che ricorderà lo stile del caffè chantant. Un bistrot luogo di ritrovo e di spettacolo come quelli particolarmente in voga tra la fine del sec. IX e i primi decennî del XX sec. in tutta Europa.

Le fasi di lavoro sono legate alla programmazione degli eventi e alla loro realizzazione con un cartellone di 2/3 serate a settimana. La presenza del terrazzo consentirà di immaginare una stagione invernale da ottobre a maggio e una stagione estiva da giugno a settembre.

Laboratori creativi, teatro vernacolare e arteterapia

Altro Obiettivo è creare laboratori creativi di arte, arteterapia, teatro e cinema. I laboratori sono un momento di integrazione tra i diversi canali espressivi (grafici, figurativi, musicali, ludici, plastici, visivi) e di orientamento di tali canali in direzione felicemente provocatoria nei confronti della tradizionale povertà del loro uso nell’esperienza quotidiana. Un laboratorio creativo è finalizzato alla riattivazione dei bisogni emarginati ma anche alla maturazione di tutti i piani essenziali della personalità in direzione razionale, sul piano intellettuale e affettivo, su quello etico – sociale e sul piano estetico.

Tutti i laboratori sono rivolti a favore di soggetti svantaggiati, tossicodipendenti, anziani, drop-out scolastici, ex detenuti, soggetti in misure di prevenzione o alternative al carcere, minori in difficoltà tutte categorie che potrebbero trovare uno sbocco nell’attività professionalizzante dell’Accademia di Arte Drammatica e delle Professioni per il Cinema e nella conseguente inclusione sociale e inserimento o reinserimento lavorativo.

I laboratori di teatro amatoriale con cui diffondere l’arte della recitazione per il teatro e per il cinema bacino indispensabile per la scuola professionale.

I laboratori di teatro vernacolare con cui diffondere l’uso corretto del dialetto e il suo recupero attraverso l’uso del teatro e della recitazione.
I laboratori di arte terapia (arteterapia – teatroterapia – musicoterapia) rivolti a soggetti disabili fisici o psichici.

L’idea è creare: una compagnia stabile di teatro professionale in cui queste categorie possano trovare lavoro nei diversi reparti artistici e tecnici: Attori/Attrici; Tecnici di Palcoscenico; Organizzatori. Officine Artistiche e Artigianali: Una sartoria teatrale e cinematografica. La sartoria professionale più vicina è a Napoli, quindi oltre ad un lavoro da insegnare e fornire a queste categorie, la creazione di una sartoria porterebbe un indotto economico non indifferente per il progetto, la città e la regione.

Un laboratorio di scenografia e scenotecnica per la creazione di scene per le compagnie e il cinema.

Laboratorio di progettazione e costruzione (falegnameria, officina del fabbro, decorazione e pittura, etc.), come per la sartoria, anche questo laboratorio porterebbe un indotto notevole e nuova linfa in questi ambiti lavorativi con personale qualificato.

Le fasi di lavoro sono legate alla programmazione degli spettacoli e dei lavori ma l’obiettivo a lungo termine è l’assunzione a tempo indeterminato di 15 unità per la compagnia; 2 tecnici audio-luci e 2/4 scenografi/scenotecnici.

4. Progetti di accoglienza e tutela per donne vittime di violenza, di persecuzione razziale o di tratta per la prostituzione e Progetti di sostegno alle famiglie in difficoltà.