Chiefalo (Lega Salvini): ‘La Lega in giunta? Una pura nomina ‘ripiego”

''Nomina 'vuota'e dal retrogusto di mero pagamento di “debito politico” tenuto conto della assoluta magrezza se non insignificanza delle deleghe''

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire la nota di Antonio Chiefalo Lega Salvini.

    ‘Una nomina “ripiego”, però, geneticamente perfezionata quale compromesso tra due estremi nessuno dei quali ha avuto fortuna. Una nomina che tra l’altro nasce vuota e dal retrogusto di mero pagamento di “debito politico” tenuto conto della assoluta magrezza se non insignificanza delle deleghe assegnate, peraltro alcune da disimpegnare in co-sharing con la governatrice Santelli.

    La stessa vicepresidenza sarà tamquam non esset per mille ragioni politiche e per insuperabili profili tecnici. Nino Spirlì farà quanto nelle proprie possibilità ma sarà difficile vederlo toccare palla salvo poi essere tutti chiamati in correità rispetto all’operato dell’intera compagine della quale comunque siamo parte ancorché con ruolo da comparsa. Non sembra un affare… E non va meglio se si consideri, sia consentito, che il Collegio centro -che ha permesso di mitigare la recente delusione elettorale, ed in particolare il catanzarese- sia stato, proprio dalla Lega, affatto considerato nonostante Catanzaro sia capoluogo di regione e ben oltre 13.000 preferenze siano state spalmate su soli tre candidati della zona, compreso il primo in assoluto della lista.
    Ebbene, superata (si fa per dire) questa fase occorre ora comprendere se la nostra Lega intenderà proseguire su un binario di scollamento con la base la quale invero da mesi assiste inerme e non interpellata a decisioni prese (o solo veicolate?) dal vertice regionale a sua volta “calato”. Da ora parte il tempo della verità. Da ora parte la manifestazione della vision della Lega. Stringiamoci intorno alle autorità di tutto il Paese per vincere la guerra contro il Covid-19, una tragedia che deve finire al più presto, e ripartiamo con la politica che la gente si attende.
    L’imminente sistemazione dell’apparato amministrativo regionale e le nomine di sottogoverno -compreso le tante importanti “partecipate” che sono le braccia operative della Regione- saranno l’ultimo banco di prova poiché anche lì la politica emerge proporzionalmente al peso che reca. Con la sistemazione delle “caselle di dettaglio” (sulla quale già si lavora in Cittadella) e con la declinazione del processo decisionale interno alla Lega e sotteso alla sua partecipazione al riposizionamento politico dell’apparato dell’ente Regione, ci auguriamo di assistere ad un recupero della condivisione e, ancor di più, all’aggancio agli auspicati criteri meritocratici e di competenza che finalmente promuovano le tante utili risorse che la pancia della Lega Calabria custodisce.

    A ciò occorre che si agganci un’opera di ristrutturazione dell’organizzazione territoriale ed alla introduzione dei settori per materia, opera di riassetto alla quale la base dovrà partecipare per evitare che il sistema sèguiti ad avvitarsi in una perniciosa autoreferenzialità gravitata su pochi “indicati” e non espressi dal territorio.
    I candidati eletti e non eletti che hanno dimostrato di possedere un basamento elettorale -e dal quale non si può più prescindere- dovranno esprimersi sui territori anche per consentire una crescita guidata e prudentemente allargata. I candidati hanno rappresentato la Lega e lo hanno fatto consapevolmente e con massimo sacrificio. Seguitare infatti a sostenere che i voti in Calabria siano solo ed esclusivamente “voti di Salvini” (come qualcuno continua a tuonare), non spiega il 12% conseguito… Un costrutto di tal fatta è bizzarro quanto tracotante ed è intimamente contraddittorio poiché pretermette illogicamente il tanto lavoro dei candidati che si sono spesi per convincere, accreditarsi e farsi votare avvolti dalla bandiera della Lega di Salvini nonostante tale vessillo a queste latitudini ancora stenti a fare moda…
    Ci attendiamo, in definitiva, coinvolgimento totale, concreto e continuativo. Da questo non si transige più. Solo così riusciremo ad essere diversi e solo così riusciremo a silenziare le troppe voci che ci descrivono già retrivi, già usurati e già macchiati di peccato nei pensieri, opere ed omissioni…

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