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Coronavirus, fase 2: valzer ordinanze, la Calabria “apre e chiude”

A Catanzaro diversi bar hanno avviato l'attività iniziando a servire caffè e colazioni a metà mattinata, però sono stati costretti a chiudere

Chiusi, poi aperti e quindi nuovamente chiusi. In poche ore molti titolari di bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie della Calabria hanno vissuto il valzer delle ordinanze, con le saracinesche dei locali che hanno dovuto fare i conti con repentini cambi di programma per i provvedimenti altalenanti di Governo, Regione e Comuni. Tutto si è materializzato a partire dalla tarda serata di ieri, quando la presidente della Regione, Jole Santelli, ha firmato l’ordinanza che, più che aprire alla fase 2, è sembrata dare il via ad una fase 3. Aperti molti esercizi commerciali, commercio ambulante, sport fuori dal proprio comune di residenza e persino movimenti autorizzati per la manutenzione delle barche. Il provvedimento ha svegliato i titolari delle attività commerciali che, in poco tempo, hanno invaso i social per chiedere pareri, condividere sensazioni e cercare di comprendere le regole da seguire, allegate all’ordinanza della stessa Regione.

jole santelli

A Catanzaro, ma anche in altri comuni più piccoli, diversi bar hanno avviato l’attività in mattinata, iniziando a servire caffè e colazioni ai tavolini esterni; a metà mattinata, però, la decisione del sindaco del capoluogo calabrese, Sergio Abramo, di aderire al rinvio dell’ordinanza, seguendo quanto deciso da diversi altri sindaci. Così, le colazioni di gruppo davanti ai bar, con tanto di foto social, sono state smantellate in pochi minuti. Una confusione che ha moltiplicato anche le posizioni critiche, in alcuni casi particolarmente dure, della gran parte dei sindaci calabresi, convinti che questa accelerazione non fosse opportuna. Proprio attraverso i social, molti primi cittadini, in piena notte, hanno diffuso le ordinanze di differimento dell’atto regionale, spiegando che bisognava prendere tempo per verificare l’attuazione del provvedimento firmato da Santelli.

“Dopo quasi due mesi di chiusura non possiamo scoprire di essere aperti in piena notte e senza alcun preavviso”, ha sottolineato il titolare di un bar del Catanzarese. Anche gli esercenti più convinti della necessità di riaprire hanno espresso dubbi: “Aspettiamo le prossime ore per valutare l’opportunità di avviare la nostra attività”, ha spiegato un altro responsabile di uno dei bar più noti del capoluogo calabrese. In molti hanno criticato la tempestività dell’ordinanza regionale, ma anche il “cambio di rotta” maturato in poche ore dalla presidente Santelli: “Siamo passati dal tutto chiuso, anche per i calabresi che ancora si trovano fuori regione, al torniamo alla normalità è senza alcun preavviso, è evidente – scrivono molti titolari di attività commerciali sui profili social – che siamo davanti ad una bega politica che non favorisce nessuno”.