Quantcast

Dirigenti Giunta: pochi addii, molte proroghe e qualche reggenza

Lasciano Belcastro e Apicella. Santelli leggerà in Consiglio, martedì 26, le “Linee programmatiche. Bagarre alla Capigruppo per la nuova Commissione “monstre”

Se fosse un programma radiofonico, non sarebbe certo una “settimana fondamentale” come proclamava a microfono spiegato il buon Lelio Luttazzi nella mitica “Hit Parade” dei favolosi anni quando cambiava la canzone regina. Più modestamente in Regione si muovono solo alcune pedine per cercare di dare una verniciatura di nuovo a un passaggio di via monotono nello sfondo e uniforme nell’andamento. Lento, per giunta.

In Giunta, a proposito, Jole Santelli ha iniziato nell’annunciata opera snellimento e riposizionamento delle dirigenze generali. Dopo lunga gestazione – la riunione è durata quasi quattro ore pomeridiane, francamente un po’ troppe per questioni che in teoria dovevano essere già state appianate e incardinate nei fascicoli predisposti – solo per qualche postazione si è provveduto alla sostituzione, mentre la maggior parte dei dirigenti hanno avuto ancora una proroga, in attesa, tra l’altro, che si possa effettivamente ridurre il numero dei posti apicali da quindici a dieci.

La giunta pubblicherà la manifestazione di interesse per la segreteria generale, ufficio che l’uscente Ennio Apicella aveva già lasciato qualche settimana fa, e per il dipartimento Tutela della salute, che amplierà le competenze inglobando le Politiche sociali, nel quale l’esterno Antonio Belcastro non può più essere rinnovato. Reggerà provvisoriamente il dipartimento, in un momento cruciale per le sorti generali, una dirigente di settore interna, Francesca Fratto.

Questo alla Cittadella di Catanzaro. Nella mattinata, a Palazzo Campanella, Reggio Calabria, si era tenuta la riunione dei capigruppo che il presidente, Domenico Tallini, ha descritto come “uno scambio di opinioni franco e costruttivo”. Un giro di parole in puro stile politichese che, tradotto, vuol dire contrasti forti e persistenti sull’ordine del giorno da inserire in Consiglio, la cui prossima riunione è stabilita per martedì 26 maggio. Punto principale di discussione le lungamente attese “Linee programmatiche“ della presidente Jole Santelli, sulle quali si attende un vivace dibattito. Altrettanto, se non più movimentato, sarà il decorso dialettico intorno alla modifica del regolamento di Consiglio che prevede l’istituzione di una nuova Commissione permanente, la Sesta, che dovrà occuparsi di Agricoltura, foreste, bonifiche, turismo, commercio, sport e politiche giovanili. Insomma, tutto quanto fa spettacolo, per citare ancora una trasmissione cult dei decenni che furono, “Odeon” di Brando Giordani ed Emilio Ravel, musica indimenticabile di Keith Emerson, dei Lake and Palmer. Momento fondamentale per le sorti della Calabria, secondo i preponenti, ovvero i capigruppo di FI, Giovanni Arruzzolo, Lega, Tilde Minasi, e FdI, Filippo Pietropaolo. Solo “fuffa”, un modo come un altro per risolvere questioni di potere tra la maggioranza, secondo le opposizioni, ovvero Domenico Bevacqua (Pd), Francesco Pitaro (Misto) e tutto il gruppo di Io Resto in Calabria, Pippo Callipo, Graziano Di Natale e Marcello Anastasi. Questi ultimi, secondo cui ci si trova difronte a una “sospensione della democrazia” per via del latitante lavoro delle Commissioni, la Sesta Commissione aggiunge “danno alla beffa”. Danno che quantificano in 500 mila euro nell’arco dei cinque anni.

A parte questo aspetto, molto prosaico, non c’è chi non possa notare come in nome della necessità di questa ulteriore Commissione si sia perpetrato un cambio di indirizzo repentino e macroscopico. Prima di cambiare opinione, la maggioranza aveva sostenuto l’impellenza di avere un organismo adibito ai Fondi UE. Un cambio di destinazione d’uso che di solito avviene per le concessioni edilizie. Acuendo, con ciò, il sospetto avanzato dalle opposizioni: che la istituenda Commissione serva a meglio spalmare le aspettative dei diversi gruppi di maggioranza, secondo un manuale che non è Cencelli ed è in attesa di avere un titolare: due presidenze alla Lega, due a Fratelli d’Italia, una ciascuna a JSP (Jole Santelli Presidente), Forza Italia e Casa delle Libertà. Con l’Udc che, in questo giro, passa il punto.