Abramo: “L’Ato unico gestisca anche la fatturazione agli utenti, per rifiuti e acqua”

Il sindaco di Catanzaro, presidente dell’Ambito territoriale, giudica positiva l’ordinanza della Santelli e invita i colleghi sindaci ad assumere le proprie responsabilità

di Raffaele Nisticò

In margine al Consiglio provinciale di Catanzaro, nel corso del quale è stato approvato il bilancio di previsione per l’esercizio corrente, Sergio Abramo, conversando con i giornalisti, ha risposto da presidente dell’Ato provinciale sull’emergenza rifiuti che, dalla Sibaritide al Reggino attanaglia nuovamente la Calabria. È un problema che lo stesso Abramo aveva sollevato nei mesi scorsi e preannunciato negli esiti attuali.

“Purtroppo, la presidente Santelli ha ereditato una situazione molto brutta, perché c’è un blocco da decenni nel sistema dei rifiuti. Non si è mai lavorato seriamente su un piano risolutivo, di costruzione di nuovi impianti di trattamento e relative discariche. La legge è del 2004. In sedici anni solo l’Ato di Catanzaro ha realizzato quanto di dovere che consegneremo alla ditta appaltatrice il primo giorno di giugno, oltre alle due discariche a supporto e alla discarica di Lamezia Terme per la quale solo pochi giorni fa abbiamo approvato la delibera per i lavori. Mentre ci sono province che ancora devono decidere anche soltanto dove fare gli impianti. L’ordinanza della Santelli va incontro a questa situazione, mette un punto fermo, si agirà su base commissariale per ogni discarica indicata. L’Ato di Catanzaro ha lavorato bene, con tutti i suoi sindaci, non abbiamo allo stato problemi. E siamo i primi, come Ato, a volere che in Calabria si arrivi a una seria programmazione. Per passare subito dopo alla programmazione sull’acqua, altro grande problema”.

Pippo Callipo ha definito l’ordinanza della Santelli “frettolosa” …

“No. Santelli l’ha adottata per evitare che i rifiuti vadano sempre nelle private, quando ci sono discariche pubbliche che si possono utilizzare per gli spazi a disposizione, non pretendendo che si vada oltre. Saremo aiutati dalla Puglia, come ha assicurato la presidente, su un quantitativo minimo però. Dobbiamo aprire le nostre, pubbliche, e ampliarle, velocizzando l’iter burocratico. Bisogna intervenire con la Procura che ha posto sotto sequestro alcune di esse, perché abbiamo assoluta necessità di avere più spazi. Anche utilizzando il sistema del commissariamento, e anche con questo non si faranno prima di un anno e mezzo. Nel frattempo, ciascuno degli attori deve dare una mano. Cosa che faremo anche come Ato di Catanzaro, pur non avendo i problemi delle altre province.

I sindaci della Presila cosentina intorno a Celico, discarica nella quale arrivano gli scarti di Alli, lamentano di non essere stati minimamente consultati, tanto che chiedono un immediato incontro con la presidente Santelli.

“Questo non saprei, dipende dalla Regione. Come sindaci, nel complesso, nel passato abbiamo sbagliato, perché la legge istitutiva degli Ato è fatta bene, conferendo all’Ambito personalità giuridica. Ma nel momento in cui accettavano questo status i consorzi dei Comuni dovevano pretendere che la Regione realizzasse gli impianti. Già molti anni fa, i presidenti degli Ato avrebbero dovuto presentare i progetti utilizzando i fondi del ministero dell’Ambiente che erano corposi, non l’hanno fatto. La Regione avrebbe dovuto commissariare e non lo ha fatto. Così sono passati venti anni, quasi. La responsabilità è di tutti”.

È intervenuto con soddisfazione commentando i risultati positivi delle analisi delle acque da parte di Arpacal.

“Sono soddisfatto perché c’è l’impegno dei sindaci a controllare gli impianti di depurazione. Sarei molto più contento se si procedesse a fare dell’Ato provinciale unico gestore dell’acqua e dei depuratori perché molti depuratori non funzionano bene. La Sorical è in liquidazione da sette anni. Una società si mette in liquidazione per 12 – 24 mesi al massimo, dopodiché si presenta un piano industriale e si va avanti. Da sette anni abbiamo la società in ginocchio, non riesce a pagare talvolta neanche i dipendenti, ci sono partite aperte con i Comuni che vanno risolte perché comunque creano un’esposizione finanziaria da parte della Regione, e quindi andrebbe programmato un ristoro ai Comuni e anche una dilazione lunga. Però dobbiamo fare un grosso investimento per gestire il sistema idrico in Calabria, perché fa acqua da tutte le parti. Sembra una bella battuta ma è la realtà. Perdiamo il 50% dell’acqua. Se consideriamo che c’è una rete idrica fatiscente, anche in amianto, specialmente nei piccoli comuni dove i sindaci non riescono più a gestire la situazione. E dico ancora che una Regione che vuole programmare al meglio, deve togliere l’incombenza ai sindaci, sia sul sistema dei rifiuti, sia sul sistema dell’acqua. Quindi, così come prevede la legge, ci vuole un unico gestore che faccia gli impianti, realizzi una nuova rete idrica e fatturi direttamente ai cittadini con i contatori così come è nel Lazio, tipo Acea che fattura direttamente. La stessa cosa per i rifiuti. Non può essere il sindaco del Comune a incassare la tassa sui rifiuti, ma un’unica società che gestisce gli impianti, la raccolta e la fatturazione all’utente”.

Sarà un’estate minata dalle tante emergenze, oltre a quella Covid: acqua, rifiuti?

“Questo è dietro l’angolo. Bisogna lavorare gestire bene programmare meglio e di più rispetto al passato. Molte volte pensiamo, faccio autocritica come sindaco, pensiamo che la Regione debba sempre risolvere i problemi. Quando questo non accade, i sindaci devono intervenire ed essere anche più autorevoli anche nei confronti della Regione. Quando questa istituisce i tavoli di concertazione e chiama l’Anci, quest’ultima ha anche una grande responsabilità così come i singoli sindaci. Bisogna innanzitutto partecipare alle riunioni, bisogna programmare, proporre, e infine mettersi a lavorare per iniziare e finire le opere”.