Consiglio provinciale. Battaglia: “Abramo fa troppe cose”

Il consigliere di opposizione critica la concentrazione di cariche detenute dal presidente della Provincia. La replica: non sarò mai un presidente alla “Enzo Bruno”

di Raffaele Nisticò

Giuseppe Pisano, che in Provincia è nel gruppo di “Destra Civica” e al Comune è da poco capogruppo di “Catanzaro con Sergio Abramo” lo ha detto chiaramente nel suo intervento: finalmente un Consiglio provinciale divertente. Perché, per una volta, il dibattito ha svicolato dalla routine espositoria di pratiche tecniche precompilate e di seguito da approvare, per approdare alle più umane consuetudini della politica. Intendiamoci, non è stato come assistere a un film di Checco Zalone, se a qualcuno piace il genere. Però, per una volta, si è andati un po’ sopra le solite righe. Anche perché tutto è stato detto con pacatezza, senza urlare, come da civile consesso. A iniziare da Marziale Battaglia, consigliere comunale di Isca sullo Ionio, all’opposizione: il presidente Sergio Abramo, secondo il consigliere di “Area Civica”, non svolge compiutamente le funzioni di presidente di Provincia. Perché è preso da mille altre cose, tra le quali, preponderante, quella di essere anche sindaco di Catanzaro, ruolo che lo porta a privilegiare le istanze del capoluogo di Regione rispetto alle esigenze degli altri settantanove comuni della Provincia. La prova, secondo Marziale, si è avuta nel corso della presente emergenza da Covid 19: i sindaci dei piccoli Comuni avrebbero voluto avere accanto nei momenti più caldi il presidente per il necessario raccordo con la Regione. Né la governance dell’ente, secondo Battaglia, è immune dal risentire del sovraccarico di impegni del presidente che, per via della riforma Delrio, assume in sé e assomma le funzioni dell’esecutivo. Per cui Abramo non può, ad esempio, delegare il vicepresidente Antonio Montuoro a sostituirlo nei rapporti con i consiglieri, né a rappresentarlo nei territori. I sindaci vogliono avere accanto a loro il presidente. Anche la macchina burocratica risulta appesantita. Battaglia ha ricordato come il bilancio in approvazione sia il secondo della gestione Abramo. Sul primo l’opposizione si era astenuta, per concedere tempo e modo alla nuova organizzazione in atto nella burocrazia dell’ente. Ma oggi Marziale constata come sul segretario generale Prenestini convergano tutti i settori fondamentali, tanto da accollare in capo al pur validissimo dirigente una mole tale di lavoro per cui qualcosa può umanamente sfuggire alla sua pur attenta lente. Come succede, cita Marziale a mo’ di esempio, per i totali del valore dei beni da alienare che sono sbagliati perché assommano voci ripetute. E poi l’assenza delle opere strategiche. Secondo Marziale in questo ambito si sta vivacchiando su quanto fatto nella precedente presidenza Bruno.

A tanto ha risposto dapprima lo stesso Sergio Abramo. Pacatamente. Elencando le sue tante responsabilità: sindaco di Catanzaro, presidente della Provincia, presidente dell’Ato rifiuti, presidente dell’Upi, componente dell’Assemblea dell’Autorità idrica, presidente della Fondazione Politeama. E forse altro. Per questo, non ha tempo per andare a tagliare nastri o a partecipare a convegni o a feste patronali in giro per la provincia. Ama delegare e, per quanto riguarda Antonio Montuoro è pienamente soddisfatto del suo lavoro. Per il resto parlano gli atti: in piena Covid, quando si è occupato dell’ospedale Pugliese e dei percorsi differenziati, lo ha fatto per l’intera utenza provinciale che afferisce al Pugliese; così per l’unificazione dei due ospedali cittadini; così per Villa Bianca Casa della Salute; così per l’impianto di Ali al servizio dell’intera comunità. Insomma, per dirla tutta: non può fare il presidente alla Enzo Bruno che, essendo solo il presidente della Provincia, poteva mostrare a tutti di fare quelle cose che lui, pur facendo, non mostra. In ogni caso, tutti i sindaci hanno il suo numero. Chiunque chiami, avrà risposte.

A dare man forte ad Abramo e al suo operato, ritenendolo non solo meritevole ma destinato a rimanere negli annali della buona amministrazione, sono poi intervenuti i consiglieri Filippo Mancuso, Fernando Sinopoli, Giuseppe Pisano, lo stesso Antonio Montuoro: l’unico, quest’ultimo, ad alzare un po’ i toni rinvangando la presidenza Oliverio contrapponendola all’attuale Santelli e buttandola, pertanto, in politica politicante. Solo perché Davide Zicchinella, consigliere Pd, e sindaco di Sellia, ha fatto notare la continuità “Cosenzocentrica” delle scelte operate dalla presidenza Santelli rispetto a quelle del presidente Oliverio, che pure lui stesso aveva criticato. Insomma, ancora una volta, appena si tocca la Regione, non ci sono buone intenzioni che tengano e la tensione sale improvvisa e irrefrenabile. Il centro vero del potere calabrese è lì. Ricordando le non lontane vicende della candidatura, Battaglia ha ammesso che avrebbe gradito che al posto attualmente occupato da Santelli si fosse insediato il sindaco di Catanzaro. Pur magra, è pur sempre una consolazione