Ancora stallo sulle Commissioni, si profila la nomina d’ufficio dei componenti

La minoranza insiste: procedure irrituali e illegittime, interessati prefetti, ministeri Interno e Affari regionali

In aula, le dimissioni di Pippo Callipo sono passate quasi inascoltate, inserite senza particolare enfasi nell’elenco dei provvedimenti, delle mozioni e delle comunicazioni che il presidente del Consiglio Tallini ha svolto, come, da consuetudine, all’avvio dei lavori a Palazzo Campanella. Iniziati con il solito, disdicevole, macroscopico ritardo alle 16,30, ben 270 minuti dopo l’orario convenuto. D’altra parte, ad ascoltare il lungo elenco del programma, erano presenti soltanto i consiglieri di maggioranza. Come preannunciato, infatti, i consiglieri di centro sinistra hanno inteso non partecipare alla votazione dei primi sette punti, tutti concernenti l’approvazione delle proposte amministrative di presa d’atto delle dimissioni dei vicepresidenti delle Commissione consiliare permanenti e conseguente elezione dei nuovi vicepresidenti. Dal novero esclusa sola la vicepresidenza della seconda Commissione Bilancio, la cui titolare eletta, Flora Sculco, non ha seguito la volontà comune dell’opposizione, e non ha rassegnato le dimissioni.

Si è pertanto entrati in una sorta di loop la cui circolarità non ha consentito di portare avanti le procedure elettive, mancando il materiale umano necessario e volendo evitare il ripetersi della sceneggiata del 12 giugno. Prima il consigliere di Casa delle Libertà, Baldo Esposito, poi il presidente Domenico Tallini hanno ulteriormente spiegato le ragioni della maggioranza, che, forte di un parere espresso dall’Ufficio legislativo del Consiglio, ha ribadito la regolarità delle operazioni di voto degli Uffici di presidenza. Esposito ha riconosciuto la “leggera” forzatura prodotta, Tallini ha rinnovato la sua mano tesa alle ragioni della minoranza. L’importante è, secondo loro, arrivare allo sblocco dello stallo istituzionale, considerata anche la situazione di crisi sanitaria ed economica. Dal punto di vista pratico, supportati dal regolamento, hanno chiesto alla minoranza di fornire al più presto, entro le 24 ore successive, i nomi dei componenti delle Commissioni. Se l’invito non sortirà effetti, sarà cura del presidente assumere i poteri sostitutivi e nominare d’ufficio i componenti. Le Commissioni così costituite potranno eleggere al loro interno i vicepresidenti e procedere nel loro compito istituzionale, attuando in pieno le funzioni del Consiglio. Non essendoci materia, Tallini ha annullato i primi sette punti all’ordine del giorno e ha introdotto gli altri.

A questo punto, la minoranza è rientrata. A suo nome ha preso la parola Francesco Pitaro del Gruppo Misto. I consiglieri di opposizione insistono: la procedura attuata nella precedente votazione, in loro assenza, è viziata dal punto di vista politico e giuridico. Politico, perché non si è mai visto che la presidenza della Commissione Vigilanza sia assegnata alla maggioranza, in una sorta di coincidenza del sorvegliato con il sorvegliante. Giuridico, perché è palese la violazione del regolamento sotto due aspetti. Primo, non è stato rispettato il dettato del regolamento che prevede di fornire i nomi dei componenti le Commissioni in anticipo rispetto alla votazione. Secondo, il regolamento prescrive espressamente la contemporaneità della elezione di presidente e vicepresidente. Per quanto concerne poi il decantato parere conforme da parte dell’Ufficio legislativo del Consiglio, Pitaro precisa che l’Ufficio ha semplicemente stabilito l’inammissibilità del paventato ricorso al Tar, ma non si è espresso sulla legittimità delle operazioni di voto. Tanto che l’opposizione, accanto alla diffida e ala richiesta di rinnovo della votazione congiunta di presidenza e vicepresidenza, vuole che della vicenda si interessi e si pronunci la Giunta per il regolamento. Pitaro conferma, poi, che i gruppi hanno svolto passi verso i ministeri Interno e Affari regionali, nonché dei prefetti, in merito alla legittimità e regolarità delle procedure adottate.

Gli atri punti, ben 11, hanno trattato argomenti di natura contabile e legislativa di vario genere, godendo della completezza dell’Assemblea. Iniziative legislative anche di una certa importanza, come la modifica da apportare alla legge Casa., l’adeguamento del Piano rifiuti, l’estensione temporanea delle concessioni balneari. Cosa che ha indotto Domenico Bevacqua, capogruppo Pd, ad ammonire l’intero Consiglio sulla inopportunità di affrontare disposizioni complesse senza il necessario apporto delle Commissioni, con un procedimento accelerato, senza che gli emendamenti proposti vengano accompagnati dai necessari approfondimenti d’aula.

Relazionate da Esposito, sono state illustrate le conclusioni della Giunta delle elezioni, che ha in sostanza confermato la regolarità della proclamazione dei consiglieri Molinaro (Lega) e Morrone (FdI) interessati da due ricorsi, mentre l’Aula ha preso atto delle nomine degli assessori esterni della giunta Santelli. Proposto, infine, da Pitaro (Misto) l’istituzione di una Commissione d’inchiesta consiliare sulla gestione dei rifiuti in Calabria. Sul voto contrario di Pitaro al provvedimento di rinvio dei termini di attuazione del Piano rifiuti, si è aperto un dibattito sul tema, molto partecipato da tutti i gruppi, anche in considerazione dell’ordinanza emanata nel mese di maggio dalla presidente Santelli, che, nel perdurare della crisi del ciclo, ha portato alla riapertura di discariche pubbliche dismesse per ovviare all’accumulo indiscriminato nelle città. Obiettivo lontano da essere raggiunto.

Altro momento topico, quando il consigliere di FdI Raffaele Sainato ha chiesto ragione direttamente ai colleghi del Pd Carlo Guccione Domenico Bevacqua di quanto da loro sostenuto in una conferenza stampa, di un veto posto dal suo stesso partito alla sua presidenza, effettivamente non avvenuta, della Commissione antindrangheta. Bevacqua ha risposto che la colpa, al solito, è dei giornalisti, che quando non fraintendono amplificano e quando non amplificano traggono conclusioni sbagliate. E se lo dice lui…