Mirarchi contro il suo “amico” Longo: “Inadeguato al suo incarico, Abramo ne valuti la rimozione”

Il consigliere enumera e spiega infatti una sorta di decalogo di quanto non è stato realizzato, sebbene sarebbe stato logico attendersi il contrario

“So bene come le emergenze nella nostra città siano numerose e di varia natura, soprattutto in questo periodo di Covid; che sarebbe in sostanza sbagliato alzare un polverone, se non per motivi seri e fondati. E che non ci si sveglia una mattina, decidendo di polemizzare. Così, tanto per passare il tempo. Ma di fronte all’immobilismo, e in particolare alla reiterata mancanza di risposte, non posso che rendere noto alla gente, con la quale mi confronto ogni giorno, la ragione per cui tanti problemi, anche gravi, portati a mia conoscenza, si trascinino per mesi, e spesso pure per anni, purtroppo”.

Autore di tale filippica, indirizzata al diretto interessato tramite un lungo comunicato stampa, il consigliere comunale di Catanzaro da Vivere Antonio Mirarchi. Destinatario della stessa severa ‘nota di censura’, viceversa, l’assessore alla Gestione del Territorio Franco Longo: “C’è un vecchio proverbio che mette in guardia, ammonendo di non rinviare a domani ciò che si può fare oggi. Un monito che per Longo, però, evidentemente non vale. E si badi, sto parlando di una persona amica che non avrei in animo di criticare se non fosse necessario. Ma muoverei degli appunti a chiunque si comportasse nella medesima maniera, occupando un ruolo importante. Nessuna contrapposizione preconcetta dunque o antipatia politica, essendo entrambi a sostegno di un identico progetto amministrativo della città. Ma, e mi dispiace ribadirlo, appare sempre più inadeguato alla funzione svolta.

Il sindaco Sergio Abramo ne valuti pertanto la rimozione, pure immediata, magari assegnandolo eventualmente ad altro incarico”. Bocciatura senza appello, quindi, quella di Mirarchi, che tuttavia la motiva – dal suo punto di vista – con una giaculatoria di inadempienze (secondo lui) di Longo. Il consigliere enumera e spiega infatti una sorta di decalogo di quanto non è stato realizzato, sebbene sarebbe stato logico attendersi il contrario: “Io non sono in Giunta, ma se chiedo e ottengo il consenso popolare devo poi cercare di fare le cose. Non vale così, viceversa, per il nostro assessore. Che se fra le opere da consegnare, o completare, ne avesse portate a compimento solo un paio all’anno, a quest’ora staremmo quasi a posto. E lo dico a ragion veduta.

A cominciare dalla segnaletica delle vie Torrazzo e Gullì a Lido, a cui si aggiunge via Sebenico, malgrado ci sia un’ordinanza del Corpo dei vigili urbani ad hoc da tempo. Ma siamo all’inizio, ripeto”. Un’affermazione confermata dai casi citati subito dopo: “Riguardo al quartiere Barone, ricordo a Longo la delicata questione delle cunette di via Curtatone che ha strade in cui le buche sono in realtà voragini e non c’è una segnaletica adeguata sebbene il sopralluogo da me effettuato con il presidente della commissione consiliare preposta Fabio Talarico e il colonnello della polizia locale, Franco Basile. Eppure parliamo di un punto molto pericoloso in cui le auto sfrecciano ad alta velocità. E che dire dell’argomento cimiteri, per la cui uniforme gestione è peraltro stata approvata all’unanimità una mozione in Consiglio, tuttavia tuttora alle prese con le solite lacune.

Per non parlare della mancanza delle passerelle di accesso alle spiagge di Marina per i disabili ad estate inoltrata e ancora non ho notizie dei lavori di adeguamento della scuola del plesso di Barone per cui ho più volte sollecitato la creazione di uno spazio ricreativo, per i bambini autistici. E chiudo, ma solo per brevità, con il parcheggio di Piterà a cui quando ero presidente di Commissione dedicai grande attenzione con tanto di sopralluoghi e procedure di fattibilità”. Alla luce di quanto scritto, la chiosa del consigliere non può che essere questa: “Molto di quello che ho fatto in passato da presidente di Commissione è ahimé rimbalzato contro il muro di gomma degli Uffici ricadenti sotto la responsabilità dei Settori facenti capo agli assessorati di cui è titolare Longo.Un dato che non può essere trascurato. E che, soprattutto, mi induce a rimarcare l’inadeguatezza di Franco, caro amico ma pessimo assessore”.