Cinquant’anni dal primo consiglio regionale Riccio: “Consacrò Catanzaro capoluogo”

Le considerazioni del consigliere: "Un traguardo frutto di un percorso storico in un arco temporale che abbraccia quasi 3000 anni"

Dichiarazione del consigliere comunale Eugenio Riccio

“Tredici luglio 1970 – 13 luglio 2020, sono passati 50 anni da quando Catanzaro ha visto consacrato il ruolo di Capoluogo della Regione Calabria. Mi preme ribadirlo e sottolinearlo consacrato, né assegnato né tanto meno trasferito da qualche altro luogo. Catanzaro è sempre stata il Capoluogo della Calabria e oggi è bene festeggiare questo traguardo importante. Un traguardo frutto di un percorso storico in un arco temporale che abbraccia quasi 3000 anni di storia. Sin da quando Scolacium (Scyllaceum prima urbium Bruttiorum), di fatto la Catanzaro Magno Greca, ma con un altro nome, come era in uso in quei periodi di evoluzioni e trasformazioni storiche, per volere dell’Imperatore Teodorico, intorno al 500 d.C., divenne sede del Corrector (ossia il Governatore) della Regio III che comprendeva i territori di Calabria e Lucania. Così come ci ricorda Magno Aurelio Cassiodoro nelle Varie (Sed non eo praeconiorum fine contenti Bruttiorum et Lucaniae tibi dedimus mores regendos) e non un Corrector “qualsiasi” ma addirittura un Praefectus Praetorio, una carica importantissima che lo portava ai vertici dell’amministrazione civile del neonato Regno d’Italia. Caduto l’impero romano d’Occidente, gli abitanti di Scolacium e dei casali vicini, per volere dell’Imperatore bizantino Monomaco furono trasferiti dalla costa nell’entroterra. A guidare gli avi dei catanzaresi c’era Flagizio, stratega e amministratore imperiale della Calabria, fu lui a fondare l’odierna Catanzaro e qui “costruì la sua casa ed il Pretorio. Ivi infatti venivano giudicati tutti i Calabri e i Lucani”. Con l’avvento dei Normanni, e la caduta di Mileto, Catanzaro continuò ad avere ancora grandissima importanza non solo nei confini calabresi. Città ricchissima e inespugnabile, fu la sede dei Ruffo di Calabria (Dei gratia Comes Catanzaris per grazia di Dio Conti di Catanzaro). La grande fortuna della famiglia iniziò certamente con il conte di Catanzaro, Pietro I, che fu cortigiano dell’imperatore Federico II e da questi nominato giustiziere, gran maresciallo del Regno di Sicilia e balio del figlio Corrado. Vicario imperiale in Sicilia e Calabria per volere di Corrado IV, venne riconfermato in questi incarichi da Corradino. Fino ad arrivare a Niccolò Ruffo che nel 1384 fu nominato viceré delle Calabrie. Il ruolo di Catanzaro viene “minato” solo nel 1582 quando Agamennone Spanò, Annibale di Capua e Giovan Battista Lanatà, sindaci di Reggio, supplicarono (questo è termine riportato da Domenico Spanò – Bollani nel libro “Storia di Reggio di Calabria da’ tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797”) “re Filippo II di concedere a Reggio la residenza della regia Udienza che allora stava in Catanzaro”. E per farlo i reggini si obbligarono a pagare alla “regia Corte ventimila ducati sull’introito delle gabelle, e di altre civiche imposte”. Di fatto la Regia Udienza vi rimase solo per 11 anni e nel 1594 per volere del viceré della Calabria il conte Miranda, fu riportata a Catanzaro che fu definita “città tra le più ricche, potenti e inespugnabili del regno”.  E il 6 aprile del 1606 il Consiglio Collaterale stabiliva che “la Regia Udienza non dovevasi più muovere da Cathanzario e che in perpetuum vi rimanesse”. Tutto questo servì alla commissione governativa Donatini – Molinaroli che doveva stabilire i Capoluoghi Italiani nel 1949 a sentenziò che “Già dall’Unità, quindi, Catanzaro veniva a considerarsi capoluogo della Regione in quanto tale dignità è sempre stata segnata dalla presenza del massimo organo della giustizia giurisdizionale”. E’ stato necessario questo excursus storico perché troppe volte si leggono e si raccontano leggende metropolitane, ma qui non si inventano storielle a qualche sprovveduto cronista radiotelevisivo durante qualche giro ciclistico, si racconta la storia della Calabria e della sua indiscussa Capitale. Il 13 luglio 1970 si riuniva, quindi a Catanzaro, il primo consiglio Regionale della Calabria e le successive 22 sedute prima che una riprovevole rivolta campanilistica stravolgesse la storia e mistificasse fatti e realtà. Mi auguro, quindi, che il 2020 a Catanzaro, nel Capoluogo della Calabria, ci sia un anno ricco di eventi e di avvenimenti sul regionalismo e su quello che, nonostante tutto, ha rappresentato per la crescita della nostra terra. Auguri Catanzaro, auguri Calabria!”