Piero Amato (Psi): “Riportare la sede del Consiglio regionale nel capoluogo”

L'ex vicepresidente dell'Assise: "Dopo 50 anni, passata l'epoca dei moti reggini, quei compromessi sono ampiamente superati"

“Il 1970 viene ricordato per la nascita delle Regioni, che seppure previste dalla Carta Costituzionale del 1947 non furono poi mai realizzate”. Così in una nota stampa l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Piero Amato, oggi segretario provinciale catanzarese del Psi. “Lo scopo – spiega Amato – era quello di arrivare ad un decentramento amministrativo, riconoscendo alle Regioni una vera e propria autonomia”.

Ancora oggi è aperta nel paese una responsabile e seria discussione sui risultati ottenuti dal tanto auspicato decentramento. “Furono necessari – aggiunge Amato – 23 anni per l’applicazione e, dopo oltre 50 anni, si sta discutendo sulla reale opportunità di applicare la regola sul decentramento, prevista dalla Costituzione. In Calabra abbiamo avuto un’accesa disputa sulla scelta del Capoluogo, tanto che a Reggio Calabria nacque ‘BOIA CHI MOLLA’, che ha creato un clima di violenza, con una partecipazione massiccia ai moti reggini. Si arrivò così ad una insensata, inopportuna e debole decisione, che condusse all’assurda destinazione dell’Assemblea Regionale in luogo diverso dal capoluogo”.

A distanza di 50 anni “mi permetto – sottolinea il segretario – anche per il ruolo che ho svolto di vicepresidente del Consiglio Regionale ed anche se può sembrare una provocazione, di proporre una questione che va affrontata, è quella di riconsegnare a Catanzaro il suo ruolo centrale in Calabria, riportando la sede del Consiglio Regionale nel Capoluogo, com’è in tutto il paese. E’ passata l’epoca dei moto reggini degli anni ’70 del secolo scorso. Dopo cinquant’anni quei compromessi sono ampiamente superati. Non sarà facile, ma bisogna lanciare la sfida con convinzione, altrimenti Catanzaro sarà un Capoluogo di Regione mutilato. Il Sindaco Abramo ed il Consiglio Comunale durante i festeggiamenti per la nascita di Catanzaro, Capoluogo di Regione dovrebbero aprire un dibattito, coinvolgendo le altre province ed i comuni”.