Ivan Cardamone, l’ultimo…sessantottino

La fantasia al potere, gridavano i cuccioli del maggio. E Ivan, assessore alla Cultura, lotta con loro. “Intellettuali no paseran”, resiste dall’altra parte della barricata il sindaco Abramo

L’ultimo Consiglio comunale, quello di giovedì 6 agosto per intenderci, ha riservato diversi momenti di interesse più generale rispetto al tema anticipato nell’ordine del giorno, contingentato su questioni meramente contabili e finanziarie. Nonostante dell’economia si dica essere “la dura scienza”, mai come in queste occasioni si comprende come anche i numeri abbiano un’anima. D’altra parte è risaputo che la stessa anima, la cosa più immateriale ed etera di comune conoscenza, ha un suo peso. Il medico statunitense Duncan MacDougall nel 1901 la misurò – come l’ha narrato Alejandro Iñárritu in un suo bel film – e la quantificò in 21 grammi. Quando, nel corso del Consiglio, il sindaco Sergio Abramo, in assenza dell’assessore alla Cultura Ivan Cardamone che lo aveva ispirato, ha pubblicamente denigrato il forum dei Catanzaresi di successo dedicato alla “Catanzaro del dopo-Covid”, non ha immediatamente realizzato che anche le assenze, come l’anima, hanno il loro peso. Del quale, come nel nostro caso, ci si rende conto solo dopo, a babbo morto. Abramo ha detto, citiamo a memoria ma fedelmente, che i contributi arrivati nel forum sponsorizzato da Cardamone sono stati interessanti, ma totalmente inutili, perché campati in aria, generici, aria fritta, fuffa: “Se con le idee si potesse governare, sarei bello e felice: farei una giunta di intellettuali e tutto sarebbe risolto”. Invece, ha spiegato il sindaco, per governare ci vogliono i fatti, i soldi. Senza soldi, senza finanziamenti, niente progetti, niente opere. Da questo festival dell’inutilità Abramo, bontà sua, ha salvato solo l’intervento di Salvatore Scalzo, forse per onorare gli sconfitti come da antico precetto romano, Ma, ad ogni modo, liquidando il progetto di “smart city” perorato da Scalzo come pleonastico, perché già contemplato nei progetti in essere e in divenire.

Quando Abramo si è lanciato in questa invettiva contro gli intellettuali, in assenza di Cardamone, lo sguardo degli osservatori si è spostato su Roberta Gallo, capogruppo di Forza Italia, la più vicina e titolata politicamente a Cardamone, che appena pochi minuti prima aveva perorato la causa del’unità di intenti della maggioranza, invitando, tra l’altro, i colleghi consiglieri a essere più presenti alle iniziative pubbliche, culturali e di spettacolo, portati avanti dall’amministrazione. Niente di più facile che sia intercorsa un’informativa celere tra Gallo e Cardamone, con il risultato che l’assenza dell’assessore, già vice sindaco, si sia appalesata e fatta sentire con un piccato e puntiglioso comunicato. Nel premettere che il “forum dei catanzaresi di successo” si sarebbe concessa una pausa agostana di riposo e meditazione, Cardamone ha detto, a suocera affinché Abramo intenda, che i “tanti Catanzaresi che in Italia e all’estero hanno raggiunto grandi vette grazie alle loro capacità e alla loro preparazione ci hanno inondato di idee, di proposte, di visioni, di suggestioni, aprendoci ulteriormente la mente verso una Catanzaro nuova e diversa. Senza le idee, senza le suggestioni, senza le visioni non si costruisce nulla..  Si parte dalle idee per arrivare poi, progressivamente, ai progetti concreti. Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che hanno risposto all’appello. La cosa stupefacente è che si è creata una “rete dei cervelli” poiché molti dei partecipanti al forum hanno iniziato a dialogare tra loro. È veramente bellissimo e questo ci fa sperare nella rinascita della nostra Città. I progetti, i finanziamenti, le opere pubbliche, verranno dopo”.

Come si comprende, siamo su due opposte concezioni non su un tema laterale della discussione, bensì su un pilastro fondamentale, un prerequisito politico: sul valore delle idee e sull’apporto degli intellettuali alla costruzione della vita pubblica. Per chi ama le similitudini storiche, è la riproposizione dello scontro di fondo che animò il movimento studentesco e la reazione ad esso: fantasia al potere vs ideologia del capitale.

Senza offendere nessuno, anche perché analoghe considerazioni sono state svolte dai diretti interessati, questo Consiglio comunale non produce dibattiti di elevato livello. È curioso, per una sorta di eterogenesi dei fini, come anche da un contesto non proprio eccelso, possano venire fuori temi di cotanto spessore. Per dirla con De André “dai diamanti non nasce niente” eccetera eccetera. Sulla vicenda è anche intervenuto il leader di Cambiavento, Nicola Fiorita, della sinistra extraconsiliare, per dichiararsi d’accordo con Cardamone: “amministrare senza idee e senza visione, ridurre tutto ad un pragmatismo fine a se stesso, significa amministrare un condominio e non un capoluogo di regione”. Vedremo se e come si svilupperà il dibattito, magari alla ripresa del forum  promessa da Cardamone, forum che, ricordiamo, è dedicato alla “Catanzaro del dopo Covid”. Anche se l’impressione è che il problema non sia Catanzaro pre o post Covid, bensì Catanzaro a prescindere dal Covid. Intanto, come modesto contributo, anche se non ambiamo a far parte della prestigiosa schiera di advisor culturali intervenuti o solo annunciati, proponiamo per Ivan Cardamone l’implementazione della sua delega, affinché diventi assessore alla Cultura e al Patrimonio materiale e immateriale. Non dell’umanità, non ci allarghiamo.