Psi: “Sul Referendum bisogna dire la verità”

Antipolitica, populismo, sovranismo sono gli attuali momenti di discussione che hanno fatto crescere i livelli di disaffezione dei cittadini nei confronti dei partiti

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Negli anni novanta una pluralità di condizioni ha prodotto una vera e propria rivoluzione del sistema politico tradizionale e, con essa, l’inizio di una nuova fase politica italiana.  Tra i fenomeni più rilevanti possiamo indicare:

1) La caduta del muro di Berlino;

2) Il Referendum elettorale del 1991  e la successiva eliminazione delle preferenze  con l’impossibilità da parte dei cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti;                     3) Le inchieste di Mani Pulite;

4) La crescita dell’antipolitica e di nuove forze politiche come la Rete di Orlando, la Lega di Bossi e di Salvini, il movimento di Segni  fino a 5 Stelle di Grillo.

In questo quadro sono cresciuti i tassi di astensionismo fino ad arrivare al 56% delle ultime elezioni in Calabria.    E’ quanto si legge in una nota stampa del Psi a firma del segretario provinciale Piero Amato.  Antipolitica, populismo, sovranismo sono gli attuali momenti di discussione che hanno fatto crescere i livelli di disaffezione dei cittadini nei confronti dei partiti, tanto che oggi non ci sono più partiti organizzati. Non esistono più circoli o sezioni, che rappresentavano un luogo di discussione e dove crescevano i quadri dirigenti. L’argomento oggi è il Referendum per la riduzione dei deputati e senatori.  Dopo avere eliminato in molte città (Catanzaro) le Circoscrizioni, è stato ridotto il numero dei consiglieri comunali e regionali e non esiste più l’elezione diretta dei consiglieri provinciali, in attesa della soppressione delle Provincie.                                                    Da vent’anni  ogni tentativo di ridurre gli spazi di democrazia e partecipazione è stato accolto con entusiasmo. Oggi si tenta di modificare la Costituzione, approvata da grandi personaggi costituenti con lo scopo di creare elementi di garanzia democratica.

Non si velocizza l’iter di approvazione delle leggi, perché resta in vigore il bipolarismo.  I territori restano sempre di più sprovvisti  di rappresentanza perché ci sarà un parlamentare ogni  180 mila abitanti. I governi saranno sempre di più instabili perché sotto scacco di un manipolo di deputati. Non sappiamo ancora quale sistema elettorale sarà adottato, se maggioritario o proporzionale (3% – 4% – 5% ? ). Nessun partito però parla di preferenze. L’importante è ridurre il numero dei parlamentari col Referendum.

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