Avvocatura regionale: Giungato chiede l’anticipazione udienza al Tribunale del lavoro

La richiesta motivata dall’impossibilità di accedere ad alcuna “fonte di reddito”. La discussione è per ora fissata al 10 ottobre prossimo

Si arricchisce di nuovi capitoli la vicenda della nomina del coordinatore dell’Avvocatura regionale della Calabria, già ricca di decreti, diffide, ricorsi, rinunce e, adesso di una richiesta di anticipazione dell’udienza già fissata per il 15 ottobre prossimo al Tribunale del lavoro di Catanzaro. È proprio questa l’ultima mossa prodotta da Maria Maddalena Giungato, l’avvocato che, in forza del decreto 80 del 27 aprile 2020, era stata beneficiata dell’incarico diretto da parte della presidente della Regione Calabria Jole Santelli. Come è ormai risaputo, l’incarico aveva provocato l’immediata reazione del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Catanzaro con relativa diffida, e relativo ricorso con successiva ordinanza di accoglimento della sezione del lavoro del Tribunale.

A questa è seguita l’assunzione ad interim dell’incarico da parte del segretario generale della Giunta Maurizio Borgo, fino allo sviluppo recentissimo, della rinuncia di Borgo perché “oberato” di lavoro, e contestuale reggenza conferito, sempre da Santelli, a un dipendente interno alla Regione, l’avvocato Franceschina Talarico. Anche quest’ultima risoluzione, tutta interna alla burocrazia regionale, ha provocato le critiche del Consiglio dell’ordine degli avvocati e del suo presidente, Antonello Talerico, che continua a insistere sulla necessità di una trasparente procedura di evidenza pubblica nel conferimento dell’importante incarico.

Alla motivazione prettamente “umana” della rinuncia dell’incarico da parte di Burgo, fa seguito una altrettanto inaspettata ragione addotta da Giungato, la quale, nell’istanza depositata dal suo avvocato, giustifica la richiesta di anticipazione dell’udienza con la necessità di poter lavorare, essendo allo stato impossibilitata a farlo e, pertanto, senza “fonte di reddito”. Da rilevare, ancora, che l’istanza ha ricevuto la subitanea e non previedibile adesione da parte dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, anche in considerazione della riserva di azione risarcitoria formulata da Giungato nei confronti della Regione Calabria.

Nell’istanza viene scritto che l’avvocato Giungato “nelle more del procedimento, si trova – senza sua colpa, in piena e assoluta buona fede – nell’impossibilità di svolgere ogni attività professionale, sia come dipendente che come libero professionista, pur avendo i requisiti per svolgere l’incarico di Coordinatore dell’avvocatura regionale sia per svolgere l’attività di avvocato cassazionista quale libero professionista ed è quindi ingiustamente privata della possibilità di esercitare la professione ed è quindi parimenti privata di ogni fonte di reddito”.

L’istanza, depositata ieri 7 settembre, attende adesso risposta da parte della sezione Lavoro del Tribunale.