La lunga storia del “Quartiere dello Sport e della Salute” a Corvo tra politica e giudiziaria

Intanto Vivere Insieme e il suo presidente Massimo Poggi querelano Sergio Costanzo

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L’Associazione interregionale Vivere insieme, tramite il legale rappresentante e presidente Massimo Poggi, ha querelato per diffamazione a mezzo stampa e Facebook il consigliere comunale Sergio Costanzo in seguito alle ultime dichiarazioni che il leader di “Fare per Catanzaro”, sotto forma di comunicati e di post sui social, ha prodotto in merito alle deliberazioni di Consiglio e alle collegate attività amministrative inerenti al progetto del centro polisportivo e del polo sociosanitario da realizzare nel quartiere Corvo. Questa del 29 settembre non è la sola querela che l’Associazione, titolare in tutta la regione di strutture di assistenza socio sanitaria, ha presentato nei confronti di Costanzo: se ne annovera una del 15 luglio 2019, successivamente integrata a giugno 2020. Tutte incentrate su una asserita continua azione diffamatoria che il consigliere eserciterebbe verso Vivere Insieme, portata avanti attraverso l’attività politica di opposizione nella dichiarata convinzione che esista una reciprocità di interessi e di favoritismi tra la maggioranza che guida il Comune e l’Associazione guidata da Poggi. Il tramite politico di questo intreccio sarebbe da ricercare in “Officine del Sud”, il movimento politico di cui è leader e fondatore Claudio Parente, rappresentato in Consiglio comunale da due eletti, costola civica di Forza Italia regionale. Per sgombrare il campo da malintesi, c’è da rimarcare che Parente già dal 2010 ha lasciato ogni carica in Vivere Insieme, che pure ha fondato insieme a Poggi. Così come c’è da rimarcare che è proprio Parente ad avere dato l’avvio, già nel 1998, all’idea del polo sportivo e socio sanitario nell’ampio appezzamento di terreno a Corvo. Da quel tempo, sono trascorsi più di vent’anni, la storia del “Quartiere dello sport e della salute” si è più volte arricchita di capitoli aperti e chiusi negli uffici di Palazzo De Nobili e nell’aula consiliare. È una storia che vale la pena ripercorrere per meglio comprendere come una iniziativa di ordine imprenditoriale di indubbio impatto su un’area altamente a rischio di tenuta sociale sia diventata oggetto di scontro politico e controversia giudiziaria, con la procura della Repubblica chiamata in causa da una parte e dall’altra. Se Costanzo ha inoltrato un esposto per la valutazione dell’obbedienza ai criteri di legalità, uguale richiesta è stata avanzata da Vivere Insieme per il controllo degli atti relativi all’iniziativa e anche per gli eventuali danni che dovessero configurarsi per gli impedimenti finora occorsi.

All’inizio c’è un appezzamento di terreno contiguo a Viale Isonzo che si inoltra a lambire le costruzioni residenziali del quartiere Corvo, tra le cooperative edilizie e il Palazzetto dello sport. Nell’area ci sono ruderi, pascolano armenti, una volenterosa squadra di calcio dilettanti ci ricava ogni anno uno sterrato utile agli allenamenti. Al Comune sono in elaborazione bandi per l’impianto di centri polisportivi in tutto il quartiere di Corvo e Aranceto. Vivere Insieme vi partecipa. L’area, composta da tre differenti lotti, A -B – C, le viene assegnata in concessione valevole 80 anni previa convenzione. Seguiamo gli sviluppi strettamente tecnici e procedurali.

  • La prima concessione è del novembre 2000: si inizia la costruzione dei campetti polifunzionali previsti nel lotto B, rimane ancora visibile il corpo spogliatoio in cemento armato. Nel 2003 viene richiesta una variante al progetto per realizzare una foresteria e un altro campo per i giovani atleti del Catanzaro – nel frattempo e per quattro anni Parente è presidente della squadra di calcio cittadina -, e la copertura di uno dei campi polifunzionale per ospitare gli allenamenti della squadra di basket che era approdata in serie B.
  • La variante al progetto viene autorizzata con delibera del Consiglio comunale il 13 ottobre 2009.
  • A gennaio 2011 è rilasciato il permesso a costruire a seguito della variante. Il crono programma stabiliva di realizzare per primo l’impianto sportivo. L’area venne cantierata ma i lavori sono bloccati per il passaggio del metanodotto Catanzaro-Lamezia all’interno del terreno destinato al campo di calcio (l’area nel 2017 diventerà, con nuova convenzione, area verde attrezzata per animali da affezione).
  • Nell’adiacente lotto A (previsti parcheggi e palazzina dei servizi) non si può procedere perché una famiglia in causa con il Comune occupa l’area.
  • Nel 2016 è allestito il cantiere dei lavori che subisce in poco tempo quattro attentati di natura intimidatoria. Non si procede oltre perché il Comune intende partecipare al bando ministeriale per il recupero delle periferie urbane degradate e invita Vivere Insieme a diventare, come previsto dal bando, partner privato dell’Ente già individuato con manifestazione pubblica, con progetti in fase preliminare o esecutiva. L’Associazione rimodula il progetto inserendo un Centro socio sanitario per soddisfare i requisiti richiesti.
  • Il governo inserisce il Comune di Catanzaro nella graduatoria nazionale, assegnandogli 18 milioni per realizzare gli interventi infrastrutturali pubblici. A dicembre 2017 la Giunta comunale approva lo schema di convenzione tra il Comune e il Consiglio dei ministri. Nel 2018 sono approvati i progetti esecutivi.
  • Ad agosto 2018 il governo Conte 1 blocca i finanziamenti per le periferie degradate.
  • A gennaio 2020 il governo Conte 2 riattiva i finanziamenti. L’11 settembre il sindaco Abramo ha chiesto con lettera al presidente del Consiglio lo sblocco dei finanziamenti previa stipula di nuova convenzione.

 

Vivere Insieme attende la nuova convenzione per proseguire l’opera. Secondo gli intendimenti dei contraenti, come si può leggere nell’autorizzazione sanitaria rilasciata dal sindaco Abramo il 30 agosto 2018 a seguito della necessaria conferenza dei servizi, l’opera si sostanzierà, oltre che nell’area attrezzata per animali da affezione (lotto C), negli impianti sportivi (lotto B), nel Centro sociale polivalente e nel centro socio sanitario (lotto A) con 20 posti letto Rsa medicalizzata e 20 posti letto  di assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale per minori, ai quali si aggiungono, per trasferimento dal San Francesco Hospital di Settingiano 45 posti letto Rsa e per trasferimento da Villa Sant’Elia di Marcellinara 48 posti letto di casa protetta per anziani. L’investimento da parte privata è di 20 milioni di euro.

Appare evidente il grande impatto della realizzazione in un’area, quella di Corvo, si cui sono ampiamente noti i problemi di tenuta sociale e finanche di legalità. Eppure, l’opera rientra di prepotenza nel novero delle tre o quattro questioni (Giovino, integrazione ospedaliera, centro storico, mobilità) su cui si infrange l’impeto della competizione politica sfociando in un sostanziale immobilismo della città capoluogo. È da tenere presente come il cammino procedurale sia stato costantemente accompagnato, come è giusto che sia, dalle contemporanee decisioni e discussioni in Giunta e Consiglio, durante tutte le amministrazioni che si sono succedute dal ‘98 a oggi. Vale la pena ricordare la seduta consiliare del 13 settembre 2018, convocata in tutta fretta, chiamata a discutere sull’atto di indirizzo che promuoveva la manifestazione di interesse ad alienare l’area in questione. Unico punto all’ordine del giorno di un Consiglio molto movimentato, che fa intitolare la “Gazzetta del Sud” del giorno dopo “Catanzaro, bagarre sul bando per il quartiere Corvo” e che fa commentare all’allora capo dell’opposizione in Consiglio, Nicola Fiorita: L’opposizione ha chiesto un rinvio della pratica e ha trovato sulla sua strada il sostegno di due consiglieri di maggioranza, Merante e Trifiletti, che pur essendo d’accordo con la maggioranza nel merito del provvedimento hanno condiviso le nostre preoccupazioni per un procedimento totalmente irrituale e irragionevole. La nostra proposta è stata bocciata e la pratica è stata approvata … Per andare incontro all’ interesse di un privato si approva una delibera senza seguire l’iter normale di valutazione del bene che si vende, senza inserire il bene nel piano di alienazione, senza discutere la pratica in commissione, senza rispettare i tempi normali del consiglio e si crea una situazione in cui si provvederà a mettere in vendita, attraverso una procedura di evidenza pubblica, un bene che è già assegnato per 80 anni ad un privato e su cui quel privato ha già predisposto una serie di interventi inseriti dal comune nei progetti per le periferie”.

Si riporta il brano di repertorio per significare come le perplessità non sono di oggi, né la contrarietà è da attribuire al solo Sergio Costanzo. Sull’ultima polemica sollevata dal consigliere di “Fare per Catanzaro”, da cui è scaturita la querela di Vivere Insieme, abbiamo già dato ampio risalto nei giorni scorsi, riportando la replica di Forza Italia Catanzaro e la controreplica del consigliere. Conviene qui ricordare come la “monetizzazione delle aree da destinare a standard eccedenti la dotazione minima inderogabile” normata dal regolamento approvato in Consiglio comunale il 26 febbraio 2020 è pratica diffusa nelle amministrazioni. “Gli standard urbanistici – citiamo da Wikipedia – rappresentano i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici riservati alle attività collettive, all’edilizia scolastica, come aree per l’istruzione, aree per attrezzature di interesse comune, a verde pubblico o a parcheggi. L’evoluzione della materia urbanistica ha introdotto la possibilità di “monetizzare” lo standard, pratica che permette al lottizzante di corrispondere alla pubblica amministrazione (P.A.) un canone in danaro per ogni metro quadrato non ceduto. La P.A. avrà poi l’obbligo di utilizzare quanto ottenuto dalla monetizzazione per la realizzazione di opere pubbliche da localizzarsi ove pianificato”. Secondo Vivere Insieme, il regolamento che applica la monetizzazione è un atto di interesse generale, valido per tutte le aree che si trovano in simili condizioni. Solo in Corvo Aranceto, esisterebbero ben 15 progetti esecutivi. Ancora, Vivere Insieme sarebbe già comunque in possesso dei titoli necessari a comprare l’area, qualora questa fosse l’intenzione nascosta dietro l’approvazione del regolamento, potendo trasformare secondo la normativa vigente il suo diritto di superficie in diritto di proprietà attraverso gli strumenti del riscatto o dell’alienazione diretta.

 

 

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