Qualità dell’aria, i risultati ottenuti dal capoluogo analizzati da Talarico

Appello al governo sulla mancanza di lavoro

Il consigliere comunale Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo) è intervenuto sulla recente classifica sulla qualità dell’aria stilata da Legambiente, che ha promosso a pieni voti Catanzaro in un elenco di 97 città italiane.

“Non sto qui a soffermarmi più di tanto sulle politiche ambientali promosse e sviluppate dall’amministrazione guidata da Sergio Abramo, di cui mi onore di far parte, anche se bisogna sottolineare una volta di più quanto, questo importante risultato, sia dovuto anche ad alcune scelte del sindaco, che ha voluto puntare con forza su:

  1. Una nuova, più produttiva e sostenibile gestione del ciclo dei rifiuti, non solo con la raccolta differenziata porta a porta, ma anche sul piano impiantistico.
  2. La tutela del patrimonio ambientale e naturalistico del capoluogo, che ha tre meravigliosi parchi verdi, quello della Biodiversità, il giardino botanico “Li Comuni”, a Siano, e la pineta di Giovino subito a ridosso di un’oasi qual è quella delle dune.
  3. Il potenziamento del depuratore, che quest’anno, e non ho paura di essere smentito, ha funzionato perfettamente, senza creare disagi alla popolazione, alle attività commerciali e al turismo del quartiere Lido: il cattivo odore è un ricordo.
  4. I progetti in cantieri per l’efficientamento energetico di alcuni importanti edifici pubblici attraverso i finanziamenti di Agenda urbana.
  5. L’introduzione di nuovi mezzi, mirati al risparmio di emissioni di CO2, della Sieco, e il consistente intervento, in sinergia con Enelsole, per l’illuminazione a Led, altra operazione dalle rilevanti e positive conseguenze sul profilo ambientale.

È chiaro – si legge nella nota di Talarico –  al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica, che a Catanzaro, in questi anni, è stata messa in campo, dal sindaco Abramo e da noi consiglieri che lo supportiamo, un’azione incisiva finalizzata a garantire alla città una nuova dimensione, più contemporanea ed europea. Certo, la buona qualità dell’aria nel capoluogo, unica città del sud insieme a Enna nella classifica di Legambiente, è dovuta anche e soprattutto alla sua conformazione, ma il vento in Calabria è un po’ dovunque e quindi, quanto è stato fatto dall’amministrazione, in materia di politiche attive per l’ecosostenibilità, è stato notevole e riconosciuto”.

Il consigliere Talarico prosegue: “A Catanzaro, come in Calabria, si vive e si sta bene, l’aria buona riduce il rischio di malattie, e il potenziale è di assoluto livello. Nella nostra regione abbiamo, purtroppo, la grande piaga dell’assenza, cronica, di lavoro. Per cui mi auguro che il governo nazionale faccia qualcosa di concreto: tra poco dovranno essere presentati i piani italiani per il Recovery fund, nei quali il Sud e la Calabria devono essere principali beneficiari se si vuole davvero pensare di rilanciare il Paese. Se invece, a Roma, continueranno a pensare solo a sussidi e contributi a pioggia, senza intervenire in maniera strutturale, per l’Italia sarà l’ennesima occasione persa e per il Meridione, la Calabria, Catanzaro e tutte le altre città della regione, l’ennesima presa in giro”.