I due piani elettorali di Catanzaro

Le dinamiche dei prossimi regionali e delle comunali 2022 sono destinate a incontrarsi se non a collidere, nonostante il tentativo di Forza Italia cittadina di tenerle distinte

Leggere tra le righe dei comunicati ufficiali che giungono all’attenzione delle redazioni da forze o da singoli esponenti politici, o seguirne i pronunciamenti social, è compito preciso dei notisti, e non sempre facile. Non tanto per la difficoltà di seguire linearità e sinteticità del discorso – il famoso e talvolta fumoso politichese – quanto per la necessità di estrarre dal detto e dallo scritto il non detto e il non scritto.

Di solito quest’ultimo è molto più interessante del primo. Prendiamo la dichiarazione con la quale il coordinatore cittadino di Forza Italia per Catanzaro, l’assessore a cultura e patrimonio Ivan Cardamone, è intervenuto ieri per invocare la continuità nel solco dell’eredità politica lasciata da Jole Santelli.

Con un primo chiaro riferimento alle prossime elezioni regionali: “Un vuoto – sottolinea Cardamone – che, oggi, diventa necessario colmare proseguendo le sue orme lungo il solco della continuità quale unica bussola possibile per qualsiasi candidato che si proporrà alle prossime elezioni. Forza Italia rivendica con forza la scelta di Jole Santelli che ben incarnava il bisogno di imprimere una svolta alla gestione politica di una Regione puntando sul valore di progetti innovativi e di professionisti dal riconosciuto profilo nazionale”.

Tutti i politici calabresi guardano con interesse alle elezioni regionali. Da Catanzaro la visione è necessariamente binoculare: un occhio deve focalizzare una data vicina, quella delle regionali, probabilmente inizio 2021; l’altro deve fissare una data più lontana, inizio estate 2022, presumibile appuntamento per il rinnovo di sindaco e Consiglio della città capoluogo. A meno, naturalmente, di sfracelli nella maggioranza dei quali, peraltro, si sono intravisti segni premonitori nelle ultime sedute di Consiglio. Per questo c’è il rischio per l’attuale maggioranza di arrivare ai due appuntamenti con un ingravescente strabismo.

La nota di Cardamone, pur occupata in buona parte da considerazione rivolte alla Calabria e al suo prossimo assetto governativo, suggerisce che, proprio in ragione della continuità auspicata, le evidenti tensioni interne al Comune siano state in qualche modo resettate, per cui la maggioranza è blindata sull’attuale assetto e i due piani, comunale e regionale, proseguiranno paralleli senza interferire l’uno con l’altro. Questo era l’accordo raggiunto nell’ultimo vertice tra Sergio Abramo, Domenico Tallini e Filippo Mancuso, precedente però al precipitare della situazione in Regione con il prematuro decesso della presidente. Che ha scombussolato i piani di tutti, e, probabilmente, anche l’accordo a tre prima ricordato, nel quale è probabile siano entrate anche le vicinissime elezioni (13 dicembre) di secondo livello per il Consiglio provinciale.

Se, infatti, era plausibile chiedere ad Abramo di rinviare di un altro anno la sua forte e mai smentita propensione ad entrare in Giunta regionale, adesso non si vede, se quella rimane la sua intenzione, come non possa voler rientrare nel gioco della candidatura dalla porta principale. In fondo, la sua posizione ambivalente, un piede in Forza Italia e uno nella Lega, lo pone su un piano teoricamente più largo rispetto a ogni altra candidatura ipotizzata nel centrodestra (allo stato rientrano tra i papabili Gianluca Gallo e Roberto Occhiuto). Se questa è l’ambizione di Abramo, ogni accordo per il Comune deve considerarsi già saltato. Intanto perché dovrebbe subire una forte accelerazione il lento ma costante processo di avvicinamento di Marco Polimeni – in questo supportato da Baldo Esposito e limitrofi – alla poltrona di sindaco.

Accelerazione i cui vortici non faranno che smuovere le acque del largo bacino elettorale di Mimmo Tallini e di tutta quella parte di Forza Italia e del centro destra – non dimentichiamo che in città esiste ed è attualmente sottorappresentata Fratelli d’Italia di Wanda Ferro – che non vuole rassegnarsi alla successione morbida tra Abramo e Polimeni.

Alla luce di tutto questo, nonostante il lodevole sforzo moderatore messo in atto da Ivan Cardamone, i due piani, quello regionale e quello comunale, sono per forza di cose destinati a intrecciarsi se non a collidere.